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Gli ex del calcio: Alberto Bergossi

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michele pisaniIntervista di Michele Pisani @riproduzione riservata

Posso scriverlo con fermezza, gridarlo ad alta voce: sono fortunato. Credo di esserlo, anzi ne sono sicuro. Nel mentre scrivo ho ancora addosso l’emozione che mi tiene una piacevole compagnia. Vivo un momento magico e per questo ne sono altresì fiero. Mi capita di stare al telefono con i miei beniamini, parlare dei tempi che furono, citare dei particolari, sorridere nel commentare un episodio, addirittura regalare un sorriso al mio interlocutore di turno, una ulteriore emozione. Come? Semplice, dicendogli che non li abbiamo mai dimenticati, che pensiamo a loro quando ci viene voglia di rievocare il periodo più bello della lunga storia calcistica dell‘Avellino. Incredibile, mi capita di elargire un sorriso, una emozione agli indimenticati campioni di un tempo. Sono fortunato ? Ne sono sicuro. Prima Di Somma poi Amodio, Vignola e Beruatto. La volta scorsa è stato il turno di Colomba.


Sotto a chi tocca, i riflettori di amarcord  sono tutti per Alberto Bergossi. Centravanti per due stagioni  è uno di quelli che sarà sempre ricordato dal tifo irpino per i suoi gol.  Al telefono non riesce a mascherare la sua emozione nel sentirci parlare di Avellino e della compagine biancoverde. “Due anni stupendi. Mi sono integrato benissimo, Avellino è una città che vive di calcio, si respira per strada”. Ha qualche ricordo particolare di quel periodo ? “Molti, tanti. Quando si giocava in casa era nostra abitudine sostare all’hotel jolly, i tifosi ci raggiungevano ed a piedi ci scortavano sino alla stadio, una sensazione unica, indescrivibile. La massima serie contava enormemente per una città piccola ma nello stesso tempo fiera delle proprie origini”. Altro ? “Si. Una cosa davvero speciale. Mi capitava spesso di andare al ristorante, a fine serata chiedevo il conto ma non mi facevano mai pagare, una cosa carina che ricorderò sempre con particolare affetto”.  Cosa trova di diverso nel calcio di oggi ? “Di preciso non so ma credo che ai nostri tempi l’amicizia avesse un valore unico, insostituibile. Oggi gli spogliatoi non sono compatti come una volta, ci sono fazioni ed interessi che prima non si vedevano.


Si remava tutti da una sola parte”. A proposito di amici, chi ricorda in particolare nella sua esperienza con la casacca biancoverde. “Senza dubbio Giampietro Tagliaferri. Per me era come un fratello. Ho un bellissimo ricordo anche di Danilo Ferrari, Bruno Limido, Beniamino Vignola ed infine e non per ultimo di Franco Colomba. Sarebbe bello poterli riabbracciare e tutti assieme”. Ancora un’ultima cosa, un pensiero per i tifosi avellinesi. “Mitici, unici. Ho passato con voi tutti due anni assolutamente fantastici, vi porto sempre nel mio cuore. L’Avellino ha scritto una pagina importante del calcio italiano ed io sono orgoglioso di aver fatto parte della rosa di quegli anni”. Altro giro ed altra corsa. Sotto a chi tocca. L’amarcord non si ferma qui.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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