13 Giugno 2024
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Nicola Binda: Promozione Juve Stabia? Più sorprendente di quella del Mantova.

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Abbiamo incontrato Nicola Binda esperto di serie C. Ci spiega l’origine di questa sua passione che poi è diventata un lavoro. Cominciò tutto da Omegna sua città d’origine. Sostiene che sarà dura per le neoretrocesse dalla B risalire per motivi economici e di shock sportivo.  Come hai cominciato in questo settore, raccontaci qualcosa. “Avevo 17 anni e la squadra della mia città (Omegna, sul lago d’Orta, in Piemonte) era in C2. Il corrispondente locale della Gazzetta cercava un erede e mi ha lasciato il posto. Io con quella squadra ero cresciuto: mio padre era dirigente, io ho giocato, fatto il tifoso e allenato i bambini, ho avuto la possibilità di seguirla come giornalista e ho cominciato. Pian piano mi sono appassionato a questo mondo e iniziato altre collaborazioni. Sono andato a Milano a fare l’università e, più che la facoltà, frequentavo la redazione di via Solferino facendo diversi articoli di Serie C, la mia passione. E anni dopo sono stato assunto, cominciando il mio lungo percorso in… rosa”. Sei un esperto di serie C come giudichi la C di quest’anno? “Questo campionato è sempre stato la mia passione. Avevo 7 anni quando l’Omegna dalla D combatteva per raggiungerla e per me è sempre stato un sogno, che poi è diventato il mio lavoro. Dal 2007 ho allargato il campo anche alla Serie B, che pure apprezzo molto (a differenza della A), ma senza mai dimenticare la C. Che è sempre intrigante, è il confine tra grande calcio e dilettantismo, purtroppo spesso vittima di luoghi comuni. E’ un campionato cambiato molto da quando i diritti tv hanno sovvenzionato il calcio italiano: la A è diventata ricca, la B quasi, alla C non è mai arrivato nulla e così, campando sempre sulla passione dei presidenti, è logico avere un divario sempre più netto, con il livello tecnico calato e anche la passione della gente molto ridimensionata. Per fortuna in questa stagione, anche grazie alla visibilità di Sky, i numeri parlano di un seguito molto cresciuto: la competizione lo merita. E i playoff così allargati mi sono sempre piaciuti”. Il Mantova è stato un miracolo nessuno lo pronosticava come giudichi questa impresa. “Sì, perché è nato da una retrocessione. Ma quando si va un progetto tecnico con competenza, si può andare lontani. In C per fortuna non vince chi spende di più, ma chi spende meglio e il Mantova l’ha dimostrato. Con il vantaggio di poter contare anche su una piazza molto appassionata”. Cesena già era più plausibile però la vicenda Toscano ha lasciato tutti meravigliati come la giustifichi? “Non è sbagliato lasciare da vincitori. Toscano sarà sempre ricordato come un eroe a Cesena e sono convinto che raccoglierà altrove altre soddisfazioni. Giusto cominciare subito un nuovo ciclo, con una logica che più si sposa a un club che si deve salvare in B, e non a uno che deve vincere la C”. Altra sorpresa la Juve Stabia come giudichi questa vittoria? “Forse più sorprendente del Mantova. Perché il girone vedeva al via più squadre attrezzate per vincere rispetto a quelle del girone A. Anche la Juve Stabia ha fatto un progetto tecnico molto razionale, ha avuto grande continuità e ricevuto il sostegno necessario dai tifosi, in più con una proprietà che ha lasciato fare e non ha voluto intromettersi nelle questioni tecniche”. Playoff non li trovi troppo lunghi e complicati? “Assolutamente no. Il calcio è uno spettacolo e – per chi come me è neutrale – seguire una manifestazione del genere è un divertimento. Certo, non voglio essere nei panni di chi li deve giocare per vincere, perché è molto dura. Però la formula mi piace, in primis perché tiene vivo il campionato fino all’ultimo, e poi perché concede una piccola chances a tutti, una sorta di premio. Inoltre, si tiene viva l’attività per altre settimane, e questo non ci dispiace: per le vacanze c’è tempo…” Chi vedi come favorita per il 4 posto valido per la B? “Sono tante. Ma quanto visto in 38 giornate conta fino a un certo punto. Ora conta essere nelle migliori condizioni psico-fisiche e avere il massimo sostegno dalla piazza: chi arriva al top, vince. Vedi il Lecco l’anno scorso”. Dicono ci sarà anche il Milan Under23 di chi potrebbe prendere il posto? “Se un club di C non dovesse riuscire a iscriversi, quel posto andrà a un’altra seconda squadra e il Milan è il primo della lista. In futuro ne vedremo altri, perché è una cosa molto utile a quelle società. Peccato solo che il progetto fosse nato per valorizzare i giovani italiani, con vista sulla Nazionale: così si valorizzano molto i propri calciatori, ma quasi tutti sono stranieri”. Di quelle che scendono dalla B chi vedi bene per la risalita? ” Troppo presto. La retrocessione dalla B alla C è molto dolorosa a livello economico, in passato diversi club hanno fatto addirittura fatica a iscriversi. Appena i tre club avranno metabolizzato la caduta e pianificato la rinascita, capiremo chi avrà la forza per risalire subito”. Playout BARI-TERNANA chi vedi favorita? “Vale il discorso fatto per i playoff. L’aspetto psico-fisico è fondamentale. In più, nel playout, conta molto la pressione della gente: se viene trasmessa angoscia col timore di retrocede, non si aiuta di certo i giocatori”.

 

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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