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Milan, il piano B e il fattore C

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lauriServizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA


“Mai visto un Milan così brutto”. Quando Berlusconi ha proferito questa affermazione, con la sua proverbiale sicumera da presidente dell’ex club più titolato al mondo,  non aveva ancora visto il primo tempo di Sampdoria-Milan. Il gioco spumeggiante che si aspettava di vedere, a Marassi ha lasciato il posto ad una indicibile anarchia tattica dei primi 45′, superata solo dalla pochezza di una Samp sempre più meritevole del suo quindicesimo posto in classifica. Il Milan di questi tempi, se dovessimo dirla alla “Standard&Poor’s”, non può permettersi un rating AAA e così deve accontentarsi di un BBB.
B come Brocchi – Se state pensando a un’offesa agli undici in campo, redimetevi e notate l’iniziale della parola Brocchi. Ovviamente, ironia a parte, c’era per il nuovo allenatore e per i suoi schemi, l’attesa febbrile di una prima al Festival del Cinema di Venezia. Forse anche per questo, le aspettative hanno deluso chi attendeva sin da subito una inversione di marcia repentina negli sviluppi della manovra rossonera. D’altronde Montolivo è lo stesso che passeggiava nel centrocampo di Mihajlovic, Bertolacci resta un’evaso dall’Area 51 e Kucka è il fabbro di sempre, che almeno lotta su ogni pallone. La nota nuova nel pentagramma del neo-allenatore, ex riserva più titolata al mondo, è la variante tattica dei tre là davanti. Il ritorno al trequartista dietro le due punte, nella prima frazione, produce quasi lo smarrimento dell’efficacia di Bonaventura. Lo lascia spaesato nella gabbia blanda dei blucerchiati come un bambino al centro commerciale. Il risultato è una produzione offensiva relegata alle giocate dei singoli e allo sfruttare gli errori altrui. Poi bisognerebbe parlare anche dei propri, di errori difensivi. Almeno un paio gravi hanno rischiato di concedere il vantaggio alla squadra di Montella, che quando è riuscita a trovare la rete, se l’è vista annullata dal guardalinee Dobosz per un fuorigioco ancora tutto da chiarire. Sulla rovesciata di Fernando, che ha avuto tutto il tempo di calcolare il momento angolare che avrebbe dato al pallone la maggiore efficacia, la difesa rossonera è rimasta a guardare. Fortuna ha voluto che Valeri e il suo assistente valutassero che Quagliarella avesse toccato il pallone di testa, mettendo quindi in fuorigioco Dodò, che per una volta avevo lasciato l’Albero Azzurro per segnare un gol (sulla linea di porta). E, probabilmente, è proprio la fortuna l’acquisto di aprile del Milan, che era mancata nelle ultime gare (soprattutto con la Juve), anche se, bisogna dirlo, eravamo a posto così e anche un po’ ultracompetitivi.
B come Bonaventura – Bentornato Jack. Dopo la pausa che si è preso nella partita con la Juventus, Jack Bonaventura è tornato nel gruppo. Sia chiaro, come già detto, nel primo tempo ha continuato ad avere una forma un po’ ectoplasmica, ma poi ha preso le misure alla difesa allegra della Samp e l’ha fatta a fette. Posizione centrale, ma libertà di svariare sostanziale, pare essere il Vangelo da seguire nel suo “nuovo ruolo”. Proprio così è arrivata la rete rossonera: Jack largo a destra che punta Barreto e Fernando, li manda a pagare il conto al bar lasciato dai tifosi sugli spalti e regala a Bacca il cappello di “Man of the match”. Ne sentiremo ancora parlare, in queste ultime gare entusiasmanti per il sesto posto.
B come Balotelli – Super Mario vuole fortemente l’Europeo! E lo fa capire da piccoli dettagli. In allenamento, tenta costantemente di colpire il drone con cui Brocchi filma gli allenamenti. In partita, tenta costantemente di colpire i piccioni di Marassi con le sue punizioni. Sfortuna vuole che la partita sia in notturna e i piccioni siano già a dormire, che tanto il risultato della Samp ormai lo sanno. Scherzi a parte, onore al merito: Balotelli è riuscito a giocare la seconda partita consecutiva che ha superato la sufficienza. Dettaglio non da poco. Il fatto che sia stato il migliore dei suoi nel primo tempo è tutto dire sui primi 45 minuti dei rossoneri. Si guadagna una caterva di punizioni, si becca i calcioni stizziti dei doriani che fanno giustizia a chi lo guarda sfidare gli avversari in numeri fini a sè stessi. Si becca con Fernando e rischia di guadagnare il 101esimo cartellino giallo in carriera, numeri da top player. Tuttavia, resta una gara molto positiva. Not bad, Mario.
B come Bacca – Diciamolo chiaro e tondo: se il Milan si gioca ancora il sesto posto (accipicchia), il merito è soprattutto del suo killer instinct sotto porta. Certo, può capitare come è successo ieri, che più che un sicario infallibile, il colombiano diventi la brutta copia di sè stesso, perdendosi tra un dribbling di troppo e una rabona utile solo ai flash dei fotografi. Sbaglia un paio di occasioni facili, che Dzeko quasi quasi comincia a pensare di non essere poi così male. Tant’è vero che rischia di essere sostituito da Menez, che la cosa migliore che ha fatto vedere quest’anno è stata una doppietta all’Alessandria (eh beh). Poi si ritrova sui piedi un invito a nozze di Bonaventura e decide di indossare lo smoking delle grandi occasioni e impacchettare il regalo agli sposi (Brocchi e il Milan). Christian Brocchi ringrazia il quarto uomo per non aver velocizzato le operazioni di sostituzione e gli regala altri 10 minuti. Ma “El Peluca” tocca quota 15 reti in campionato, affiancando Icardi nella seconda piazza, dietro Sua Santità Gonzalo Higuain. E scusa se è poco.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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