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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Con lui è un piacere chiacchierare di calcio perché ne è un grande appassionato. Quest’anno ha condotto una trasmissione radiofonica frizzante, incalzante e con la giusta dose di ironia su Radio Stonata, la sua creatura si chiama “Stonata Sport News”. La sua diretta iniziava ogni mercoledì dalle 22 fino a superare la mezzanotte, si commentavano i risultati della Champions e l’ultimo turno del campionato, mentre la diretta del sabato, dalle 11.30 alle 13.00, era una anteprima all’imminente giornata. La seguitissima rubrica ospita sempre opinionisti sparsi in tutto lo Stivale per dare attuazione ai principi del pluralismo e del sano confronto. Giuseppe Calvano è un conduttore di estrema bravura, inconfondibile la sua voce radiofonica, da speaker, un dono con il quale si nasce. La sua immensa professionalità non gli impedisce di nascondere la fede laziale, chi rende pubblica la squadra per cui batte il proprio cuore, ha una prerogativa: è una persona libera, soprattutto da canoni imposti da altri. Il vero giornalista non è quello che si accredita come una figura terza ma chi sa argomentare con obiettività e onestà intellettuale quando è chiamato a pronunciarsi su una determinata questione. Il collega romano ma laziale di cuore, meglio specificarlo ancora per non incorrere in fraintendimenti tali da far vacillare un rapporto di amicizia oltre che di stima reciproca, argomenta tutte le sue opinioni in merito alle questioni sulle quali lo sollecitiamo. Ma da fine osservatore, esordisce con un pensiero che ne denuncia la deformazione professionale.
QUALITA’ MEDIASET – “Mi vorrei soffermare sull’aspetto mediatico: prima dei Mondiali c’è stata una incessante pubblicità da parte dei canali Mediaset nonostante l’assenza dell’Italia. Devo ammettere di essere rimasto stupito dalla qualità del servizio offerto a tutti noi appassionati. Per il momento stanno portando avanti un ottimo lavoro, oltre alle gare, delle quali non facciamo a meno, apprezzo molto i servizi di approfondimento, la cura nei dettagli, la capacità di un conduttore come Pardo di spaziare da un argomento all’altro con un ritmo incalzante e dinamico, in generale è il suo modo di condurre che non porta mai alla noia ma tiene sempre desta l’attenzione. Diciamo che la qualità del nostro giornalismo si sta facendo valere, ed è motivo di soddisfazione, almeno questo…”.
TONFO TEDESCO E SORPRESE INATTESE – “La Germania è la sorpresa negativa e ci fa pensare al mal comune mezzo gaudio. Se Atene piange, Sparta non ride, possiamo dire, l’estromissione della truppa tedesca ci fa pesare meno la nostra solitudine, ora possiamo dire di stare in buona compagnia, ragion per cui non è che ci siamo così disperati per la loro eliminazione. Tra le sorprese positive mi soffermo sulle Nazionali del Medio ed Estremo Oriente come Iran e Giappone, la prima non si è qualificata ma ha esordito battendo il Marocco, ha perso di misura con la Spagna fino ad impattare contro il Portogallo. Un girone così dignitoso non è stato sufficiente per accedere agli ottavi ma resta un Mondiale più che dignitoso. Il Giappone, invece, si è guadagnato l’accesso agli ottavi, per me queste selezioni potrebbero tenere testa alle più quotate europee avendo anche la fortuna di contare proprio sull’effetto sorpresa. Queste Nazionali hanno giocatori sconosciuti e dai nomi impronunciabili, spesso vengono sottovalutati quando, in realtà, dovremmo valutarli con più attenzione perché potrebbero fare comodo a molte squadre del nostro campionato. Dirò di più, anche questi Mondiali ci stanno facendo capire che il calcio italiano deve cambiare rotta, quali giocatori del nostro campionato si stanno ergendo a protagonisti? Mi viene in mente Keità che la Lazio ha venduto al Monaco per 30 mln di euro e che addirittura non è tra i titolari del Senegal. Mi piacerebbe che in Italia potesse approdare un attaccante come Lukaku del Belgio, questi sono i veri centravanti, non mi piace la politica dei falsi nueve, per me non esistono, bisognerebbe ritornare ai numeri 9 di una volta, quelli alla Bobo Vieri per fare un esempio piuttosto recente”.
LA GIUSTIZIERA DELL’ITALIA – “La Svezia ci era stata dipinta come una Nazionale di dopolavoristi, invece, ci stiamo rendendo conto che non è così. È dotata di un buon tecnico che ha dato una organizzazione alla squadra che fa del pressing e della intensità le sue migliori caratteristiche, quelle grazie alle quali ha eliminato l’Italia e superato il proprio girone andando oltre le previsioni. Non si supera un girone se mancano i valori in campo, quindi, merito a questa Svezia che ha incarnato alla perfezione l’effetto sorpresa, è una Nazionale di cui si parla poco, che non annovera grandi nomi, a maggior ragione dopo l’addio di Ibrahimovic, ma che è riuscita a trovare una sua compattezza e anche un entusiasmo sulla scia dei risultati ottenuti”.
IL MERCATO DELLE BIG – “C’è la Juventus che sembra faccia operazioni di basso profilo ma poi chiude per Cancelo, si era già accaparrata il cartellino di Emre Can, ha fatto ritornare alla base Caldara e Spinazzola, che dire, c’è la volontà di alzare sempre di più il tasso di competitività di una squadra che da sette anni cannibalizza il campionato. Ci andrei cauto sulla Roma, è vero che ha ingaggiato ottimi elementi come Cristante, Kluivert e in ultimo Pastore, ma uno come Nainggolan non lo si sostituisce mica facilmente, eh? C’è un Pellegrini che va lanciato definitivamente perché possa consacrarsi, ma per me regna ancora un punto interrogativo in casa giallorossa. Questione Inter: qualcuno ci dovrebbe spiegare dove spuntino tutti questi soldi ogni anno nonostante si parli sempre di debiti. Per l’ennesimo anno i nerazzurri partono in pole position, ma i proclami quando si è ancora ai nastri di partenza restano fini a se stessi, c’è bisogno di una continuità di rendimento nell’arco di un intero campionato. La domanda che ci si pone a Napoli è la seguente: basterà uno come Ancelotti per alimentare i grandi sogni? Rispondere adesso è un azzardo ma, con l’addio di Sarri e di una organizzazione tattica che va riconfigurata, c’è il rischio di un declassamento dalla prima alla seconda fascia. Ma è tutto in divenire, va detto che Ancelotti è un grandissimo tecnico, i napoletani sperano soprattutto che non sia un parafulmine per De Laurentiis che potrà sempre dire di aver preso il meglio che offrisse la piazza per la successione del tanto amato Sarri. In merito alla Lazio mi aspetto il solito miracolo Tare. Qualche innesto è arrivato, il diesse albanese ha la capacità di pescare giocatori interessanti affrontati in Europa League e che si rivelano sempre acquisti azzeccati. L’incognita Tare mi rassicura, gli ultimi anni ci hanno insegnato che riesce sempre a tirare il coniglio dal cilindro”.
ULTIMA VOLATA SCUDETTO – “La mia sensazione è che il Napoli abbia perso un treno che potrebbe anche non ripassare. Sia ben chiaro, il fatto che potrebbe non ripassare non significa che non ripassi, penso alla Lazio che nel ’99 perse lo scudetto alla penultima giornata contro il Milan per poi vincerlo l’anno successivo. . La differenza tra quella Lazio e questo Napoli è la discontinuità tecnica dei partenopei che hanno cambiato allenatore, mentre i biancocelesti tennero Eriksson gettando le basi per il successo nell’anno di inizio millennio. Un altro aspetto mi porta a dire che il Napoli abbia perso un treno, il fatto che difficilmente ritroverà una Juve così sottotono come lo è stata quest’anno in alcuni appuntamenti. Il Napoli ha dimostrato una tenuta mentale un po’ fragile steccando la gara casalinga contro la Roma dopo la vittoria della Juve al fotofinish contro la Lazio e quella di Firenze, scendendo in campo scarico e distratto dopo i fatti avvenuti la sera prima in Inter-Juventus. Mai come quest’anno si pensava che lo scudetto potesse essere assegnato ad una squadra diversa rispetto alla Juve, che ha avuto paura, non era mai successo in questi sette anni che ad aprile i giochi fossero ancora aperti, di solito i bianconeri a gennaio prendevano il largo. Il fatto che aleggiasse un certo nervosismo in casa juventina l’hanno testimoniato anche alcune dichiarazioni di Allegri, tante componenti portavano a pensare ad un epilogo diverso, invece hanno vinto loro ancora una volta”.

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