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Un Natale più amaro, sportivamente parlando, non poteva proprio esserci. Erano anni che non se ne viveva uno simile. Aria natalizia, e quando c’è, si dice che si deve essere più buoni. Al di là della sconfitta, che alla luce di quanto accaduto dopo il raddoppio cagliaritano viene quasi messa in secondo piano, fa male il fatto che il terreno di gioco dell’Arechi sia salito agli onori della cronaca per cose che al calcio non fanno bene. Una rissa in piena regola sotto gli occhi di Abodi, presidente della Lega Serie B che per l’occasione era in tribuna, e di milioni di appassionati di calcio italiani, giacchè Salernitana-Cagliari era l’unica gara dei campionati europei prevista per oggi, data in diretta da Sky. Tutto per colpa di un balletto (evitabile) che non giustifica il comportamento di Rossi e Sciaudone, condannati in prima persona da Torrente: “Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi per quanto visto, roba da censurare”. Si rischia d’essere impopolari, ma se un giocatore di una squadra ospite non è libero di esultare (onestamente e senza gestacci nei confronti del pubblico, invece visti in passato – vedi i casi Cannavaro, Agostinone, etc) in una gara fuori casa, il calcio e lo sport sono finiti. Figuraccia senza appello dei calciatori granata in diretta nazionale. Andiamo con ordine e speghiamo come sono andate le cose in campo. Il tutto accade quando Segna Tello, ed il cronometro segna il numero 39 della ripresa, coi sardi che vanno in doppio vantaggio e mettono definitivamente in ghiacciaia la partita. Congelata la doccia per i tifosi granata, idem per il cervello di buona parte dei calciatori col cavalluccio sul petto: il colombiano esulta – sicuramente un po’ provocatoriamente – sotto la curva sud ed urta le già suscettibili coronarie dei giocatori di casa, che decidono di farsi giustizia (sommaria) da soli. Pestrin abbozza una rincorsa verso l’avversario, pure Rossi si fionda sul calciatore, poi anche Sciaudone tenta di raggiungerlo con un calcio volante mentre Tello si rifugia sotto la propria panchina, dove viene raggiunto anche da alcuni componenti della dirigenza granata. Rissa, parapiglia e gioco sospeso per tre minuti di vergogna: succede di tutto, tra spintoni e insulti, roba che fa malissimo allo sport. Una vera e propria caccia all’uomo, comportamento inaudito. Eppure, come dicevamo sopra, di esultanze ben più polemiche sotto la sud ce ne sono state in passato. Piovono oggetti dagli spalti, tra l’incredulità generale. Poi il signor Pairetto di Nichelino estrae il cartellino rosso sotto il naso di Tello e di Rossi, che guadagna così più applausi per questo gesto che non per il rendimento offerto in questa prima parte di stagione. Applausi da rispedire al mittente, secondo la nostra redazione: è solo e soltanto l’arbitro a dover fare giustizia, un calciatore professionista non può e non deve permettersi di perdere la testa in quel modo, al di là del comportamento di un avversario che – parole del suo compagno Barreca – “esulta sempre così con un balletto, forse è stato solo un po’ inopportuno a farlo sotto la curva avversaria”.Sarà vero o no, lo spettacolo è indecoroso. Quando la tifoseria chiede di onorare la maglia, dovrebbe intendere sul campo, con sudore e sacrificio. Noi non l’intendiamo in questo modo. Forse i protagonisti hanno disonorato due volte la casacca granata. Non solo Rossi, perchè su segnalazione del quarto uomo Abbattista il direttore di gara ha espulso anche Sciaudone e il cagliaritano Melchiorri dalla panchina. Pure l’ex Bari ci ha messo del suo nei tre minuti di follia di una Salernitana che oggi, se qualcuno necessitava ancora di conferme dopo i risentimenti del gruppo delle scorse settimane, ha dimostrato una volta di più di non esserci con la testa. Perchè era partita benissimo nei primi venticinque minuti, tenendo bene il campo. Tuttavia, è bastato andare in svantaggio per spegnere la luce, per andare in confusione ed innervosirsi per un nonnulla. Tutti nervosi, già prima del raddoppio isolano, alla ricerca della scaramuccia con cui si è fatto soltanto il gioco degli avversari, oltre che il proprio male, in considerazione della mano pesantissima che il giudice sportivo avrà sicuramente nei confronti della Salernitana. Potrebbe, peraltro, non limitarsi a Rossi e Sciaudone (ed Empereur che era diffidato ed è stato ammonito) la lista degli squalificati, visto che il quarto uomo ha annotato tutto ciò che è accaduto. Rischierà molto il team manager Avallone, su cui pende peraltro già una diffida. La squadra resta in silenzio, meglio così. Non ci sarebbero parole: all’esterno Babbi Natale sorridenti regalavano album delle figurine dei calciatori a i bambini, in campo i calciatori hanno donato uno degli insegnamenti più cattivi, per colpa di un balletto sia pur inopportuno. A ballare è la classifica, invece, oltre che il destino di molti giocatori, dell’allenatore, della dirigenza. Tutti sotto esame, Como sarà decisiva. Ma oggi è già tempo di vergognarsi, (non solo) per la classifica precaria. Sciaudone e Rossi chiedano scusa. Stavolta sì, davvero senza contraddittorio.

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