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Nando Salvati a FBW: “Ho ancora tanto da dare”, poi lo sfogo: “Il calcio sta finendo…”

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Per segnare più di cento gol da difensore centrale, per indossare la fascia di capitano di club gloriosi, per vincere tanti campioni da protagonista, oltre alle doti tecniche, devi avere anche una personalità granitica. Quella che non manca a Nando Salvati, sulle cui qualità temperamentali non si può obiettare. La personalità non viene confinata solo nel perimetro di un rettangolo di gioco, tracima anche fuori, come un tratto distintivo costante in ogni contesto. Il difensore di Scampia, a 38 anni, dice sempre ciò che pensa, senza filtri o infingimenti, anche a costo di indirizzare critiche o inimicarsi qualcuno, consapevole di parlare con cognizione di causa. Si può dire che da una vita sia addentro al mondo del calcio, quello che è diventato, soprattutto a livello dilettantistico, non rispecchia più i valori di un tempo, quando i presidenti onoravano gli impegni e rispettavano i dipendenti di un club: “Questo calcio non è più serio. I presidenti non hanno soldi e si ostinano a ricoprire questa carica, come se gliel’avesse prescritto il medico, ma fare calcio non è una cura, bensì un impegno che richiede sacrifici e un grande senso di responsabilità. Rimpiango i tempi dei Taddeo, Pascarella, Moxedano, Cafasso e Mazzamauro, l’unico tra questi che è ancora rimasto nel mondo del calcio campano e che rappresenta una mosca bianca. La famiglia Mazzamauro è composta da gente perbene, sono imprenditori di successo che hanno deciso di investire nel mondo del calcio e sanno come rapportarsi con le persone che hanno alle dipendenze. Gli stipendi vengono pagati regolarmente, rispettando sempre gli accordi, mentre ci sono altri presidenti che, ad un certo punto, si fermano con i pagamenti generando malumori e scontentezze. Queste sono mancanze di rispetto verso famiglie intere, ci sono tantissimi giocatori, tra cui me, che vivono di calcio, non onorare gli impegni, oltre ad essere poco serio a livello etico, è un grosso danno che si reca alla dignità delle persone. L’appello che mi sento di lanciare è quello di non fare promesse che poi non si possono mantenere, così si prende solo in giro la gente. Meglio stringere accordi su cifre inferiori anziché garantirne altre superiori per poi venire meno agli accordi”.

Uno sfogo che è lo specchio di una realtà che non gli piace più, Nando Salvati vede un mondo che gli ha dato tanto, in termini sia di emozioni ma anche di sostentamento, svilito da persone che reputa inaffidabili e incompetenti. Il suo grido di dissenso non si limita a chi gestisce le società e non lo fa nella maniera opportuna, ma arriva anche a qualche suo collega: “Non accetto che qualche giocatore, che nella fattispecie definisco solo un tesserato, pur di giocare si svenda per pochi spiccioli, ma cosa si ritrova poi? Questo significa non tenere conto del proprio valore, della propria professionalità e della propria dignità, ormai sono in tanti a ragionare così e alcuni presidenti ci sguazzano. Sono anche queste cose che mi fanno pensare che il calcio sia finito, poi vedo il livello di alcuni giovani…”. Anche su questo punto Salvati non le manda a dire: “Il livello del calcio dilettantistico campano si è abbassato in modo spaventoso, chi più di me può dirlo che ormai lo conosco a menadito, tant’è che, nonostante la mia età, ritengo di poter giocare per almeno quattro anni. Mi spiace dirlo ma è quello che penso, questo è proprio la conseguenza di chi, pur di giocare, accetta rimborsi risibili, lesivi della propria dignità. Vorrei fare anche un richiamo all’umiltà, molti giovani militano in Eccellenza perché non sono all’altezza di categorie migliori. Non è un caso che uno dei migliori talenti capaci di imporsi all’attenzione negli ultimi anni sia stato Emmauso che gioca in serie C”.

Quando un ambiente non rispecchia il tuo modo di essere, di solito le soluzioni sono due: o ci si fa da parte o si provare ad alzarne la qualità con il proprio impegno. Nando Salvati si sente di poter dare ancora tanto e aspetta la chiamata giusta: “Finora ho dato priorità alla Palmese, in cui sono ritornato a gennaio dopo la parentesi a Malta. Nonostante la classifica deficitaria e una squadra priva di esperienza, credo di aver dato il mio contributo per raggiungere l’obiettivo che era la permanenza in categoria. Mi aspettavo una chiamata che non è arrivata, la società è seria ma ancora carente su alcuni punti. Non rinnegherò mai il mio passato e auguro le migliori fortune a questo club che rappresenta una piazza importante con una storia da rispettare. Pare che l’obiettivo sia alzare l’asticella, ma devo ammettere che le prime operazioni di mercato non mi stanno convincendo del tutto, anche se si sono affidati a figure di spessore e competenza come Luigi Sanchez per la guida tecnica e Orlando Stiletti per l’incarico di diesse. Lavorando in sinergia, potranno allestire un organico competitivo. Per quanto riguarda me, ci sono stati dei contatti con club sia del girone A che del girone B, sto ancora valutando le offerte, sicuramente farò attenzione a non tuffarmi in una situazione poco chiara. Ho bisogno di certezze e di una programmazione che sia sana e non superficiale”. Infine, un commento sulle squadre di Eccellenza che si stanno muovendo meglio, anche se il calciomercato non è ancora entrato nel vivo e la visione delle cose non può che essere parziale: “La squadra più attiva è l’Afragolese, che si candida ad essere il nuovo Giugliano, non a caso ha ingaggiato tasselli provenienti proprio dalla corazzata tigrotta. La Frattese pure ha annunciato dei colpi interessanti ma la vedo su un piano nettamente inferiore rispetto all’Afragolese, l’anno scorso i nerostellati non hanno approfittato di un cospicuo vantaggio dilapidandolo nelle ultime giornate. Sarà difficile, anche se non impossibile, ripetere l’annata scorsa. All’Albanova è tornato mister De Stefano, che tanto bene ha fatto a Casal di Principe, ma non mi pare che il club abbia una disponibilità economica tale da puntare ai primissimi posti. Per il momento ci sono tante società in stand-by, vale per entrambi i gironi, in quello B si sta muovendo la Virtus Avellino ma, ripeto, è ancora presto per esporsi”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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