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A tu per tu con Mariachiara Rossi

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Abbiamo incontrato Maria Chiara Rossi conduttrice di TuttoAtalanta su Bergamo Tv. MariaChiara è giovanissima ha solo 23 anni ed ha già le idee chiare sul suo futuro. Ritiene l’Atalanta potenzialmente ancora in grado di ripetere i precedenti campionati.

 

Prima di tutto raccontaci chi è Mariachiara Rossi

Mariachiara Rossi è una ragazza di 23 anni, cresciuta nelle sicurezze di un paese di provincia: Romano di Lombardia (BG). Sono sempre stata a contatto con il mondo dello sport fin da piccola. All’età di sette anni ho incominciato a nuotare prima per hobby e poi per la squadra agonistica del centro sportivo del mio paese. Crescendo ho dovuto abbandonare il nuoto perché era difficile conciliare gli impegni scolastici con gli allenamenti. Ho continuato gli studi nel liceo scientifico sperimentale Don Lorenzo Milani del mio paese e una volta conseguita la maturità ho fatto il salto che mi ha permesso di crescere sia professionalmente che a livello umano. A 19 anni mi sono iscritta all’Università di Milano nella facoltà di Studi Umanistici a Scienze Umanistiche per la Comunicazione. A Milano mi si è aperto un mondo. Ho incontrate persone che mi hanno arricchito e ho avuto l’opportunità di sperimentare i miei interessi, prima lavorando nella radio della mia università e poi realizzando uno stage presso la testata giornalistica “Calciomercato.com”. Fra un mese mi dovrei laureare ma sono già iscritta alla Laurea Magistrale in Editoria sempre in Statale a Milano. Ormai da quattro anni sono pendolare e vorrei riuscire, una volta raggiunta un’indipendenza economica a stabilirmi a Milano. Il mio obbiettivo è diventare una giornalista sportiva a tutto tondo ma non mi precludo nessuna strada nel mondo del giornalismo. In questo momento sto avendo l’opportunità grazie a Bergamo TV di realizzare un piccolo sogno: conduco Anteprima Diretta Stadio, il pre partita dell’Atalanta e durante la diretta sono fissa alla postazione multimediale. Sto vivendo un bel momento della mia vita, perché anche se sono ancora agli inizi sono grata per quello che sto avendo. Lavoro ogni giorno per migliorarmi e spero di far trasparire il messaggio giusto: non esiste risultato senza sacrificio.

Come nasce questa Tua passione per la tv

Più che per la TV, la mia passione è per il giornalismo. Lavoro ogni giorno per trasmettere un tipo di giornalismo che sia il più imparziale possibile. E la tv così come la radio e soprattutto i social, sono strumenti che se usati nel giusto modo ci danno la possibilità di comunicare e farci ascoltare da un numero sempre maggiori di persone.

 Il calcio come lo hai conosciuto

La mia passione verso il calcio nasce grazie alla mia famiglia. Mio padre giocava nelle giovanili dell’Atalanta e ha militato per qualche anno nei professionisti mentre mio fratello ha giocato a calcio nelle giovanili dell’Albinoleffe per qualche anno. I miei genitori mi portavano a vedere le sue partite quando ero piccola e credo che tutto sia nato da lì. La mia famiglia ha contribuito a trasmettermi la passione per questo sport ma credo che verso i 13/14 anni poi qualcosa sia scattato anche in me. Passavo i weekend a seguire la Serie A e non solo. A volte non mi perdevo nemmeno una partita di Premier League, che è tutt’ora il campionato che preferisco. All’epoca mi vergognavo di questa passione ora ne vado fiera, perché mi ha permesso di farmi conoscere nel mondo del giornalismo sportivo grazie alle mie conoscenze e alle mie competenze.

Avresti mai immaginato potesse diventare un lavoro

No, mai. Ho sempre seguito il calcio non per moda ma perché si trattava di una passione personale. Ho capito proprio in questi ultimi anni che coltivando le proprie passioni si ottengono i risultati migliori.

Questa Atalanta dove può arrivare

L’Atalanta in questi due stagioni con Gasperini ha fatto ottime cose: un quarto posto il primo anno e il settimo posto raggiunto il secondo anno, sono risultati che hanno fatto crescere l’entusiasmo (che va detto non era mai mancato) qui a Bergamo. Quest’anno ci sono state molte critiche verso squadra, allenatore e dirigenza ma a mio parere infondate. Il campionato, a parte la lotta per i primi tre posti, lo vedo molto aperto. Ogni partita è a sé stante e non esistono squadre facili da battere. Ora l’Atalanta dopo un inizio difficile, derivato dalla delusione della mancata qualificazione in Europa League, ha ripreso fiducia nel proprio gioco e nei propri mezzi e le ultime tre partite vinte di fila, realizzando 10 gol, ne sono la testimonianza. Non dimentichiamoci che l’Atalanta ha anche cambiato molti giocatori durante il mercato estivo e quindi era normale che servisse un periodo di assestamento, soprattutto per i nuovi. Non mi voglio sbilanciare ma credo che anche quest’anno l’Atalanta potrà togliersi tante soddisfazioni sia in campionato che in Coppa Italia.

 Dove secondo Te andrebbe rinforzata

A mio parere la rosa di Gasperini è ben assortita in tutti i ruoli, ma se dovessi scegliere dove rinforzarla non avrei dubbi: sulle fasce mancano due terzini in grado di non far più rimpiangere Spinazzola e Conti. Il gioco che Gasperini ha mostrato negli ultimi due anni a Bergamo passa molto dalle fasce e i giocatori che ha a disposizione in questo momento in quel ruolo non stanno rendendo secondo le aspettative. Gosens e Hateboer, stanno facendo discretamente bene e in questo momento sembrano essere i più affidabili come coppia di terzini. Timothy Castagne, ha ampi margini di miglioramento ma ora non può garantire le certezze di cui necessita Gasperini. Arkadiusz Reca, rimane un oggetto misterioso e sebbene Ali Adna sembri sposare a pieno il progetto dell’Atalanta, i numeri dicono solo solo 3 presenze in campionato, due delle quali subentrato dalla panchina.

 Gasperini come spieghi come queste sue continue frecciatine all’inter

Non mi sorprendono. Gasperini arrivò all’Inter nel 2011, quando ancora la società neroazzurra stava vivendo i postumi del triplete di due anni prima e dal mister di Grugliasco ci si aspettavano subito i risultati. Posso capire che quando si arriva in una squadra cosiddetta “big”, le pressioni aumentino ma trovo contradditorio la scelta dell’Inter di esonerare Gaperini dopo soli 5 giornate, e dopo aver collezionato un punto. Se davvero il progetto della società era quello di voltare pagina e puntare su un allenatore giovane e di talento, l’esonero dopo un mese mi sembra quanto meno frettoloso. A questo punto c’è da chiedersi se tra Gasperini e società ci fosse la stessa condivisione di vedute.

Zona scudetto dopo la Juventus chi è favorito per il secondo posto.

In vetta alla classifica si sta giocando un campionato a parte. La Juventus, dopo sette scudetti di fila conquistati rimane la netta favorita per il primo posto anche quest’anno, sia per qualità della rosa che per mentalità messa in campo. Mentre per il secondo posto, credo che Inter e Napoli possano giocarsela alla pari. Non vedo una favorita rispetto all’altra. Ancelotti è un vincente e sta facendo benissimo a Napoli, rispondendo con i risultati e con un gioco rinnovato a coloro che non credevano in un dopo Sarri. Spalletti dall’altra parte ha dato geometrie ed equilibrio all’Inter, che si è rinforzata in tutti i reparti e sta trovando nella difesa il suo miglior attacco. Sono due squadre che mi piacciono molto e che hanno caratteristiche diverse, sarà un duello molto interessante.

Mancini è l’uomo giusto per la Nazionale

Si, Mancini penso abbia tutte le qualità per fare bene in Nazionale. Non era facile assumersi la responsabilità di guidare l’Italia dopo la delusione della mancata qualificazione al Mondiale ma il ct ha fin da subito tagliato i ponti con il passato recente, infondendo una nuova mentalità ed un entusiasmo ritrovato a tutto il movimento. Condivido la scelta di puntare sui giovani: è questa la strada vincente. Inutile dire che serve tempo, soprattutto perché si è aperto un nuovo ciclo con tanti giocatori che per la prima volta vestono la maglia azzurra. Non esaltiamoci dopo una vittoria e non mettiamo i giocatori sul carro degli imputati dopo una prestazione negativa. Passo dopo passo anche questa giovane Italia saprà riprendersi la propria rivincita.

 Var è un esperimento riuscito?

Premetto che sono favorevole al Var e che la considero una tecnologia in grado di migliorare il mondo del calcio. Detto ciò fino ad ora credo il suo potenziale non sia stato utilizzato a pieno. È stata introdotta da un solo anno ed è ancora in fase di rodaggio, ed è oggettivo che abbia risolto situazioni che prima senza di essa avrebbero generato polemiche e malcontento ma sono ancora troppe le situazioni dubbie su cui non viene fatto chiarezza. Sono consapevole che il Var non porterà mai a far tacere le polemiche, che fanno parte dello stesso gioco del calcio, ma dall’altra parte sono ancora troppi gli episodi su cui questo strumento non agisce. Ci dovrebbe essere più chiarezza in tal senso, in modo che il Var e il suo utilizzo diventi proprio come il calcio e le sue regole, di dominio popolare.

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