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Il Milan di Montella va sempre più Su…so

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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata


Chi ben comincia è a metà dell’opera. Se lo augurano, nella Milano rossonera, disillusa e diffidente al punto giusto, dopo stagioni di nebbia e promesse disattese. Dopo tanti improvvisati Caronte, traghettatori del diavolo rossonero nell’Ade del calcio italiano, Montella rappresenta aria pura, per una piazza in debito d’ossigeno. L’asfissia di chi resta fuori dalle coppe europee da tre anni, per chi è abituato a respirarne l’aria pura ormai solo infilando il naso nella bacheca impolverata, è fonte di crucci perenni. Tempi duri per chi sventola la bandiera rossonera, tempi che ci si augura possano finire in fretta, quanto meno per non offendere oltre la storia gloriosa del club di via Aldo Rossi.
Lasciate da parte le trattative coi cinesi, che ormai si rivelano più intricate della trama del Trono di Spade, è tempo di preparazione alla prossima stagione. Il nuovo Milan, targato Montella, riparte dalla Francia, con una vittoria sul Bordeaux, 11esima squadra della Ligue 1 francese, non esattamente l’elite del calcio mondiale insomma. Il campo però dice che qualche progresso lo si comincia ad intravedere nelle maglie rossonere. Non che fare meglio degli ultimi Milan sia tanto difficile, però l’impronta dell’aeroplanino sul gioco si sente e si vede. A cominciare dallo schema, il 4-3-3 che permette alla squadra di difendere a 5  centrocampo e di non andare in affanno, di tenere palla e provare a costruire palla a terra. Qualcosa che si avvicina al bel giuoco auspicato dal presidente (attuale o onorario che sarà) Berlusconi. Il Bordeaux era più avanti nella preparazione ma, ad Agen, dove si è disputata la gara, non lo si è visto, almeno nel primo tempo. Con Montolivo ancora out è Bertolacci a fungere da play davanti alla difesa, a cercare il pallone e a provare ad impostare. Una botta di fiducia necessaria per un centrocampista pagato tanto in sede di mercato estivo scorso e che ha deluso non poco nella passata stagione. Niang resterà a Milano, salvo clamorose offerte, e lo si capisce dal fatto che Montella lo schiera da 9 puro, al centro dell’attacco, a fare il lavoro sporco di sponde e sportellate tra i centrali avversari. Bonaventura è il solito jolly offensivo che, in coppia con Suso, crea non pochi grattacapi ai francesi nella prima frazione. Lo spagnolo ha tutta l’intenzione di giocarsi le sue chance con la blasonata maglia rossonera e lo fa vedere quando, al 28′ confeziona la rete del vantaggio. A dargli man forte c’è proprio Bonaventura, che gli serve su un piatto d’argento l’occasione per la doppietta personale, con un sinistro a giro nell’angolino pronto a regalargli i titoli dei giornali (che sono puntualmente arrivati). La verità è che il Bordeaux non impensierisce mai Donnarumma  e non è detto sia tutto merito del Milan. Insomma, bando ai facili entusiasmi. Il primo tempo è l’unico degno di menzione, poichè la ripresa è un tourbillon di cambi che fa bene solo ai giovani, desiderosi di mettersi in mostra. Tanti quelli utilizzati da Montella, che probabilmente intende selezionare subito quelli pronti ad essere mandati a combattere sui campi di Serie A. Ma il Bordeaux ci mette un pizzico d’orgoglio e si porta sull’1-2 con Malcom, che poi fallisce il 2-2 a tu per tu con Gabriel, che da buon brasiliano oltre a papere colossali (sfiorate) sa il fatto suo nelle uscite.
Vittoria di Pirro o meno, le indicazioni ci sono ed è su quelle che bisogna lavorare. Montella è appena all’inizio e va lasciato tranquillo, senza lodi eccessive (capito, Gazzetta?). Ecco perchè, a questo punto, a lavorare dovrà essere il mercato, seppure bloccato da una cessione societaria dai tempi biblici solo quando si tratta di spendere senza vendere. L’arrivo di un centrale difensivo d’esperienza e qualità come Musacchio è legato a doppio filo alla cessione di Bacca al West Ham, tutt’altro che scontata, visto che il colombiano intende dare priorità al Milan. Il resto è tutto un rebus. Quel che è certo è che a Montella serve qualità a centrocampo, che gli uomini di cui può disporre attualmente non possono garantirgli. Work in progress, dunque. Ma per parlare di rinascita c’è ancora tempo.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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