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Forse non era mai capitato che Maurizio Sarri fosse così autocritico in un post partita, a fine gara. E’ capitato dopo il match di Coppa Italia, vinto dagli azzurri per 1 a 0 ai danni dell’Udinese di Oddo, grazie alla rete del rientrante Insigne. “Ounas e Giaccherini hanno giocato poco. Se non sono brillanti è colpa mia..”. Dichiarazioni importanti, quelle del tecnico toscano. Una vera e propria risposta nei confronti di chi ha sempre criticato la sua gestione cambi. Partiamo dal presupposto che ogni allenatore ha i propri limiti: tanto Sarri quanto Allegri o Conte fino ad arrivare ad allenatori come Ancelotti o Guardiola. “Sai, io quando la mattina mi sveglio voglio vincere le partite!”. Così, ‘o professore ha commentato ai microfoni di Rai Sport. Nessuno avrebbe mai messo in dubbio la buona fede e la passione di Sarri, ma questa è un’ulteriore prova di quanto voglia vincere un qualcosa di importante a Napoli, lì dove il calcio è concepito in maniera differente rispetto a tutte le altre città. L’obiettivo è l’innominabile scudetto e, perché no, fare la propria bella figura anche in Europa League. Probabilmente, poco conta, per Sarri, se Mertens è ormai titolare inamovibile. Fin quando il belga ha corsa e lucidità.. Stesso discorso per Callejon e per altri giocatori come Koulibaly. “Io non penso al mercato. Io penso a far rendere al meglio i giocatori a disposizione..”. Altra frase emblematica. Da una parte, in molti preferirebbero avere un allenatore che sia più esigente sul mercato. Che sia come il buon Benitèz. Ma abbiamo Sarri e bisogna apprezzarne l’umiltà e la voglia di lavorare senza chiedere nulla a nessuno. Il divario fra la società partenopea ed altre società italiane è, sotto il punto di vista del fatturato, abbastanza ampio. Se abbiamo avuto in questi ultimi tre anni, la sensazione (giusta, reale) che il Napoli sia al pari di squadre come la Juventus, lo dobbiamo solo a Sarri. Perché ammettiamolo, acquistare determinati giocatori implica ance avere un importante tetto ingaggi. D’altronde i grandi campioni, com’è giusto che sia, guadagnano forse il doppio o il triplo di ciò che guadagna un calciatore del Napoli in media. Ed è proprio per questo che l’allenatore toscano ha affascinato l’intera Europa: espressione di un calcio meccanicamente perfetto con giocatori che, per quanto adatti ed utili siano, non sono di certo quelli di altrettante signore squadre. Ma passiamo oltre.
Colpa ed innocenza. E già. La colpa di Sarri sta tutta nella gestione dei cambi. In certe occasioni (Napoli-Benevento ecc), non sarebbe stato così scandaloso vedere un po’ di turn-over specie quando si gioca ogni tre giorni, dovendo competere su tre fronti. Ma al tempo stesso, l’innocenza. Ebbene sì. Quasi come una contraddizione, ma che (almeno secondo la mia opinione) contraddizione non è. Adam Ounas talentino franco-algerino, ammettiamolo, è ancora molto acerbo. La classe, la tecnica, la rapidità, ci sono, ma il numero 37 non è ancora in grado di incidere sulle partite. Tant’è che per sbloccare la gara dello scorso martedì ci si è affidati al talento di Insigne, uno dei pochi (così definito dallo stesso Sarri) capaci di sbloccare match in corso con le sue giocate. Dopo questi 90 minuti, alcune persone (me compreso) si rendono conto che, forse, il non far entrare spesso Ounas e il preferirgli Zielinski esterno, non sono poi così intollerabili come scelte. Altro esempio, a vantaggio del tecnico partenopeo, è Maksimovic. Giocatore costato 25 milioni, ancora insicuro e non pronto per avere minutaggio maggiore. D’altronde lo si è notato in partita, dove l’ex Torino è stato protagonista di alcuni errori, fortunatamente non fatali. Stesso discorso, leggermente diverso, per Emanuele Giaccherini. L’esterno numero 15 ha, certamente, giocato una gara discreta, ma non riuscendo ad incidere più di tanto. 
La situazione, a parer mio, è molto più complessa. E gira e rigira, finiremmo sempre ad un unico nome: Aurelio De Laurentiis, accusato dai tifosi di non regalare a Sarri, acquisti che possano essere decisivi specie in ambito scudetto che, fra i tifosi napoletani ormai si vocifera, o si vince quest’anno o non si vince più. Bisogna accettare di avere un presidente imprenditore che fa i suoi interessi (d’altronde, chi non lo farebbe?). Bisogna sperare che la seconda parte di stagione possa essere per noi, più fortunata anche per la questione infortunati. Ritrovare Milik e, perché no, anche nelle ultime partite, Ghoulam farebbe più che comodo alla squadra. Poi, il tutto dipenderà anche dalla campagna acquisti di Gennaio che, in teoria, dovrebbe andare a “riparare”, i danni accusati da Agosto a questa parte.
Insomma fra De Laurentiis e Sarri, non si sia chi più dell’altro rimane sulla sua posizione. Un presidente imprenditore ed un allenatore testardo, si sa, sono due figure che, all’apparenza, possono sembrare solo dannose per un popolo così esigente come quello del Napoli. Ma a questo Sarri, non si può rimproverare niente. Perché da tre anni a questa parte sta facendo sognare un’intera città.
Noi napoletani siamo così: siamo tanto pronti ad elogiare, quanto a criticare. E’ una nostra caratteristica, c’amma fa. Ma siamo altrettanto sempre pronti a sostenere una squadra che è pronta a dare di tutto per fare il passo più lungo della gamba aggrappando quel tanto amato scudetto che da trent’anni non bagna le coste del golfo napoletano. Basta critiche allora e basta troppe parole quando si preferisce fare i fatti. Si possa apprezzare questo Napoli nel bene e nel male, stesso discorso per il presidente e per il professore. E chissà che proprio la testardaggine di Sarri, non sia un elemento determinante a fini di rivivere quel 10 Maggio ’87…

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