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Cambiano i direttori d’orchestra, ma la musica è sempre la stessa, la Salernitana per il terzo anno consecutivo rovina il Natale ai propri tifosi. Dopo la vittoria di Chiavari, gli 8000 dell’Arechi non si aspettavano il una debacle simile, che non può trovare scusanti nei tre legni colpiti dai granata. Ma andiamo per ordine. Colantuono per la prima all’Arechi decide di non cambiare. In campo vanno i dieci che hanno espugnato il Comunale di Chiavari con Signorelli al posto dello squalificato Minala. 3-5-2 solito con Stroppa, Camporese ce la fa e comanda la difesa. I granata sembrano ben focalizzati sulla gara. Signorelli e Ricci prendono possesso del centrocampo e fanno girare bene la squadra, almeno per un quarto d’ora. Poi, però, la Salernitana perde smalto con il passare dei minuti. Manca sempre l’ultimo passaggio, manca sempre l’affondo decisivo. E’ un peccato perché il Foggia parte bene in contropiede, ma quando si tratta di difendere sembra di vedere il fantasma di Zeman sulla panchina di Stroppa. I satanelli non hanno proprio idea di cosa sia la fase difensiva (non è un caso che nelle precedenti 19 partite abbiano mantenuto la porta inviolata solo in una occasione) ma Gatto a destra e Sprocati a sinistra sono in giornata no. La prima vera azione pericolosa arriva al 18’, quando Martinelli si supera e anticipa Bocalon sulla linea dopo l’assist di Gatto. L’ex Ascoli è sempre solo ma spesso viene servito male, sprecando però quando ha il pallone tra i piedi. Lo Sprocati post infortunio è un lontano parente del calciatore ammirato a inizio stagione, mentre Bocalon non ne prende una. Kiyine galleggia tra le linee ma non incide, Schiavi invece fa la voce grossa in difesa e va vicino al gol al 22’. E così la Salernitana si ferma sempre al vorrei ma non posso, a pochi metri dal gol. Nel finale di primo tempo la banda Colantuono è anche sfortunata con la traversa di Signorelli (calcio d’angolo di Ricci, uscita a vuoto di Tarolli), così come nel secondo tempo (19’) quando Sprocati centra il palo su assist del centrocampista venezuelano. Il nuovo tecnico dei granata è una furia e decide di inserire Di Roberto, per poi riesumare Rosina e dare nuovo volto all’attacco granata. L’ala napoletana entra bene in campo, si becca il giallo per simulazione e poi impegna Tarolli con una bella girata di sinistro (27’). Ma non è giornata. Il Foggia ringrazia la Salernitana e al primo vero tiro in porta punisce e poi dilaga. È il 39’ quando Gerbo affonda sulla destra e serve un pallone d’oro che Floriano non può fare altro che girare alle spalle di Adamonis. 4 minuti dopo segna Agazzi con un gran tiro a giro e la partita finisce. Dai distinti piovono fumogeni e si accende una piccola rissa, subito sedata dall’arbitro Marini. Nel recupero il terzo legno della Salernitana (traversa di Rossi) e lo 0-3 di Floriano chiudono la gara. Cala il sipario sull’Arechi in questo 2017, l’esordio di Colantuono è da dimenticare.

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