10 Giugno 2026
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Casertana – Un sogno in frantumi tra scandali e sceneggiate

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Siccome la speranza è l’ultima a morire, vogliamo sperare (appunto) che non tutto sia compromesso. D’altronde è un campionato equilibrato. Solite belle parole: la realtà è che la Casertana ammirata fino a prima di Natale non c’è più. Svanita come neve al sole. Al suo posto una squadra abulica, senza idee, guidata da un nocchiero che, nel mare in tempesta, non sa come evitare il naufragio. È dura, è brutto dire queste cose dopo mesi passati a tessere elogi sperticati. Ma il calcio è così e la regola numero uno è che chi vince, solo chi vince, ha ragione. E la Casertana non lo fa da tanto, troppo tempo. Troppi punti persi tra le mura amiche, ma soprattutto troppe prestazioni anonime, e un ruolino di marcia da playout. Stasera l’ennesima conferma che è meglio riportare i piedi a terra; per carità, la matematica ancora non condanna i falchetti. Ma da stasera i rossoblù sono addirittura usciti dalla zona playoff, superati da Lecce e Cosenza. Appunto il Cosenza. La partita di stasera risulta, alla fine, il simbolo di questo momentaccio nero che sta attanagliando la Casertana.
Romaniello è costretto a fare a meno di elementi importanti come i lungodegenti Negro e Capodaglio, oltre a Jefferson e Tito. Praticamente mezza squadra titolare fuori dai giochi. Ma è altrettanto evidente che, in tutta in questa situazione, la scarsa esperienza del mister, forse, sta determinando scelte che incidono, purtroppo negativamente, sulle gare.
Pronti via e Rainone si fa subito ammonire per un intervento in ritardo, quanto inutile, sul centravanti cosentino. L’arbitro non può far altro che estrarre il cartellino giallo, anche se dopo appena un giro di lancette. Si intuisce subito che sarebbe stata dura: il Cosenza si difende in undici, con tutti i giocatori dietro la linea della palla. E in effetti il primo tempo, certamente la prima mezz’ora, è avara di emozioni. Bisogna aspettare il 33′ per vedere un tiro in porta degno di questo nome: De Angelis, su sviluppi di un’azione partita da un calcio da fermo, tenta una spettacolare rovesciata col pallone che si stampa sul palo a portiere battuto. Un lampo improvviso in una partita orribile a vedersi. Al 35′ è Mancosu a provarci ma il pallone esce di pochissimo sulla sinistra di Perina. Prima del duplice fischio dell’arbitro è ancora Mancosu a farsi faticosamente strada tra le strettissime maglie dei calabresi, ma il tiro, debole, si spegne tra le mani del portiere ospite. Bisogna vincere, ma in panchina non c’è nessuno che può cambiare le carte in tavola. O forse si. Forse Alfageme poteva essere schierato dall’inizio? Contro gli alti e forzuti difensori cosentini avrebbe potuto dare una mano alla squadra. Ma a ognuno il suo compito.
La seconda frazione non risulterà poi essere tanto diversa dalla prima nelle sue linee generali. La prima occasione è del Cosenza, la prima in assoluto, con Criaco, bravo a sfruttare un contropiede, sul quale Gragnaniello chiude con un tempismo perfetto. A onor del vero la Casertana ci mette il cuore ma non c’è proprio verso. Ci provano De Marco e Murolo, senza impensierire l’estremo difensore calabrese. Intorno alla mezz’ora La Mantia mette i brividi alla difesa, e ai tifosi, rossoblù col suo tiro che esce davvero di poco a Gragnaniello superato. All’83’ Rainone si fa ammonire per la seconda volta: Casertana in dieci con Romaniello che sostituisce Mangiacasale con Finizio! Un cambio strategicamente non proprio azzeccato. Bisognava difendere il pareggio? All’87’ il fattaccio: scontro poco fuori dall’area di rigore con Idda che viene atterrato: l’arbitro da calcio di punizione. Sugli sviluppi dell’azione il gol beffa di Arrigoni. Da questo momento in poi succede di tutto. Lombardi, il primo azionista della società, entra in campo con l’intenzione di ritirare la squadra! È solo l’intervento di Mancosu a calmare l’imprenditore. Da questo momento non si gioca più. Lo sconforto per il gol subito unito alla tensione per la dubbia decisione arbitrale rende impossibile continuare serenamente. Sugli spalti la tensione si taglia col coltello: tentativi di sfondamento delle barriere sia nei distinti che in tribuna. La Casertana chiude addirittura in nove per l’espulsione di Finizio per proteste. Al triplice fischio dell’arbitro, tanto per non farsi mancare nulla, è rissa in campo. Infine, gli arbitri lasciano il campo scortati dalla polizia. E magari alcuni giocatori ospiti, visto anche il gemellaggio che unisce le due tifoserie, potevano evitare un certo tipo di esultanza. Ma siccome i gemellaggi vanno oltre il risultato, a fine partita applausi e cori in comune tra le due tifoserie.
Una brutta serata davvero, sotto tutti i punti di vista. Una fredda serata di fine inverno che, forse, segnerà il destino della Casertana in questo campionato.
“Non credo alla malafede degli arbitri, ma credo che ci sono arbitri bravi e meno bravi. Purtroppo ce ne stanno capitando di tutti i colori. Valuteremo la possibilità di schierare la Berretti col Catania o non presentarci proprio. La verità è che lassù non ci vogliono. Siamo molto amareggiati perchè abbiamo investito tanto e non arrivano i risultati non solo per demeriti altrui. Lombardi in campo? Lui è un emotivo e bisogna capirlo. Oggi abbiamo raggiunto il culmine. Due mesi fa eravamo in vetta e oggi siamo addirittura fuori dai playoff.” (fonte sportcasertano.it)
Queste le parole del presidente Corvino. Parole sicuramente dettate dalla delusione del momento, parole pesanti, parole che magari andrebbero evitate. Al di la dell’errore arbitrale (che secondo il sottoscritto c’è ed abbastanza evidentemente), la regola del saper perdere non deve mai essere persa di vista.
Nulla è definitivamente perduto sia chiaro. Ma ora è tutto terribilmente complicato. Bisogna ritrovarsi e ritrovare la giusta strada. Al più presto possibile.
La speranza è l’ultima a morire; ma stasera il sogno sembra essersi frantumato in mille pezzi.

Lega Pro 2015-2016, 23a giornata

CASERTANA – COSENZA 0-1

Casertana – Gragnaniello, Rainone, Som (61′ Pezzella), Agyei, Idda, Murolo, Mangiacasale (84′ Finizio), Mancosu, Giannone (65′ Alfageme), De Marco, De Angelis. A disp.: Signoriello, Bonifazi, Guglielmo, Cesarano, Matute, Varsi, De Filippo. All.: N. Romaniello

Cosenza – Perina, Corsi, Pinna, Arrigoni, Tedeschi, Blondett, Criaco (67′ Di Nunzio), Fiordilino, La Mantia (73′ Arrighini), Cavallaro (65′ Vutov), Statella. A disp.: Saracco, Di Somma, Caccetta, Minardi, Parigi, Ventre. All.: G. Roselli

Arbitro: Pilliteri di Palermo – Assistenti: Grossi di Frosinone e Bernabei di Tivoli

Marcatori: 88′ Arrigoni

Note: 2500 spettatori (250 circa da Cosenza)

About Vincenzo Di Siena 242 Articoli
Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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