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Abbiamo incontrato Luca Palladino giornalista professionista della Gazzetta dello Sport. Luca ha una vasta esperienza accumulata in varie testate tramite stages. Si è occupato sempre di vari sport cominciando dai motori. Ora è passato anche al ns sport. Gli abbiamo posto varie domande su tematiche diverse del calcio. Ciao, quando hai capito che lo sport poteva essere il Tuo lavoro. “Ho sempre avuto la passione per lo sport in generale, a cominciare dal mondo dei motori e dal motorsport, che ho iniziato a seguire da piccolo, anche prima di iniziare la scuola. Poi piano piano mi sono appassionato al calcio e negli anni ad altri sport, come basket e tennis. Mi è sempre piaciuto parlare di sport, tanto che a casa mi divertivo a rifare la telecronaca di una gara o di una partita. Poi chiaramente mi piace scrivere e quindi il giornalismo, in questo caso sportivo, è sempre stato in cima ai miei pensieri e ai miei desideri. Fortunatamente sono riuscito a trasformare la mia passione nella mia professione”. Da quando lavori alla Gazzetta dello Sport e di cosa Ti occupi “Ho iniziato un anno fa esatto, a fine maggio 2025, alla Gazzetta dello Sport nella redazione Motori. Ho fatto sei mesi di stage, in cui ho avuto l’opportunità di tornare in una redazione per la prima volta dopo un po’ di anni, dato che nel frattempo avevo collaborato per qualche sito sportivo, ma sempre da casa. In redazione ho avuto modo di scrivere articoli sia per il sito web che per la carta, fare la revisione dei pezzi dei colleghi e provare diverse auto nuove. Poi da fine novembre sto collaborando da casa con Gazzetta Motori, per cui scrivo sempre articoli sulle auto e ogni tanto anche di moto. Poi scrivo dei pezzi sulle gare di Formula 1 e MotoGP. Comunque, solo ed esclusivamente su cose legate al mondo dei motori, strada e pista”. Come è iniziata la Tua carriera nel giornalismo sportivo “Qualche anno fa dopo la laurea triennale in Comunicazione, Media e Pubblicità alla Iulm di Milano mi sono iscritto al Master in Giornalismo sempre dell’Università Iulm. È stato un bel percorso, di due anni, in cui ho scritto diversi pezzi per il web e fatto un po’ d’esperienza sia radio che tv. Durante il Master ci sono stati tre stage. Due mesi a Mediaset nella redazione di Tgcom24 e in seguito due che ho scelto io, entrambi legati al mondo dello sport. Due mesi a Sky Sport, per conoscere sempre di più il giornalismo televisivo. Poi tre mesi bellissimi nella redazione sportiva del Corriere della Sera, dove mi sono occupato un po’ del sito web e in gran parte delle pagine di carta. Purtroppo, dopo il Master è scoppiata la pandemia e ho avuto qualche opportunità in meno, ma ho comunque collaborato per dei siti sportivi. Poi a giugno 2024 ho superato l’esame di Stato a Roma e sono diventato giornalista professionista”. Come giudichi questo campionato che si sta concludendo “Lo giudico adesso che il campionato è finito. Fino a qualche mese fa pensavo che ci fosse più concorrenza per l’Inter, ma direi che ha fatto un’ottima stagione con la conquista dello Scudetto e anche della Coppa Italia. La scorsa estate, dopo la doppia delusione per il campionato perso per un punto e per la batosta nella finale di Champions League, non pensavo affatto di vedere l’Inter vincere con così tanto vantaggio. Gran parte del merito va a un allenatore quasi esordiente come Chivu, che mi ha sorpreso tanto. Di sicuro mi aspettavo il Napoli in lotta fino all’ultimo, ma oltre agli infortuni, penso che i giocatori avessero capito da tempo di essere arrivati alla fine del ciclo di Conte. Mi ha sorpreso in negativo il crollo del Milan, che dopo i due derby vinti, ritenevo ancora in lizza per il campionato. Non riesco a capire cosa sia successo, ma da marzo tra i giocatori e Allegri si sono rotti tantissimi pezzi e ora la squadra farà l’ennesima rivoluzione. Sono stati tra le prime quattro in tutte le giornate, tranne ora all’ultima. Belli i traguardi di Roma e Como, che fanno un ottimo gioco e che sono entrambe in Champions. Gasperini è riuscito a riportare la Roma tra le prime in campionato, cosa che non era accaduta nemmeno con Mourinho. Ha le possibilità per costruire qualcosa di molto buono, come sta facendo Fabregas a Como. È incredibile pensare che siano passati dalla Serie B alla Champions in due anni, ma il lavoro suo, dei giocatori e della società è veramente straordinario. Infine, ero sicuro che con l’arrivo di Spalletti, la Juventus si sarebbe qualificata per la prossima Champions. Forse è vero che manca carattere a gran parte dei giocatori, ma non è normale vedere la Juve lontana dal vertice per così tanti anni. Credo che l’allenatore ciriproverà, però vorrà molte garanzie tecniche e voce in capitolo sul mercato”. Italia non qualificata ai Mondiali per la terza volta consecutiva come lo spieghi “Dopo due mesi, faccio ancora fatica a digerire che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila. Alla fine dei maledetti rigori con la Bosnia, ricordo che sono stato fermo e in silenzio per circa mezz’ora. Una delusione incredibile, come quelle con Svezia e Macedonia. Onestamente faccio fatica anche a spiegarmi perché ancora una volta non andremo ai Mondiali. Di sicuro nelle nostre squadre sono troppo pochi gli italiani che giocano titolari. Nei cicli vincenti della Nazionale c’è sempre stato il famoso blocco Juve. Ora la squadra con più italiani titolari è certamente l’Inter, ma ogni volta sembra mancare qualcosa al gruppo. Gattuso ci ha provato, ci mancherebbe. Ma ultimamente hanno fallito anche allenatori più esperti e vincenti di lui come lo stesso Spalletti o Mancini, che solo qualche mese prima di non qualificarsi ai Mondiali aveva vinto l’Europeo. Conte mi sembra la scelta migliore per ripartire, ma vorrei vederlo lì quattro anni per arrivare con lo stesso ct ai Mondiali 2030”. Elezioni Figc lotta Malagò – Abete chi vedi favorito e perché “Credo che l’appoggio delle squadre di A e B, dei giocatori e degli allenatori, sia una spinta molto importante per Malagò. Onestamente ha fatto un buon lavoro nei suoi mandati alla presidenza del Coni e credo che possa fare bene, ma si dovrà circondare di persone chevogliono andare tutti dalla stessa parte per lavorare insieme su obiettivi comuni. Abete è già stato presidente e si era dimesso dopo il Mondiale in Brasile, che purtroppo è rimasto l’ultimo a cui abbiamo partecipato. Un suo ritorno non lo vedrei bene, mi sembra l’occasione per una nuova classe dirigente e non vedere le stesse persone che si scambiano le poltrone”. Per che squadra fai il tifo “Sono fortunatamente in un bel periodo, perché tifo Inter da sempre come quasi tutta la mia famiglia. Da nerazzurro sono comunque molto critico nei confronti dell’Inter perché ritengo che gli ultimi scudetti potessero essere più di tre. Mi riferisco a quello perso con il Milan e all’anno scorso con il Napoli. Le due finali di Champions League sono state brutte da digerire, soprattutto l’ultima, e credo che avrebbero dovuto vincerne almeno una. La soddisfazione è che da queste due grandi delusioni sono poi nati due campionati vinti con grande margine. Spero ora che l’Inter riesca a ripetersi e rivincere il campionato, visto che non succede dai tempi di Mourinho. E penso che dopo la brutta figura con il Bodo Glimt,l’anno prossimo l’Inter dovrà tornare a essere protagonista anche in Europa”. Ormai la maggior parte delle nostre Big appartengono a gruppi esteri come vedi la cosa “Non la ritengo affatto una cosa negativa. I tempi sono cambiati e le grandi famiglie italiane, come Moratti e Berlusconi all’epoca, non riescono più a essere proprietari. Così come vedo oggi Elkann alla Juventus in grandissima difficoltà. Per questo devo dare grande merito a ciò che sta facendo De Laurentiis a Napoli da 20 anni o i Percassi all’Atalanta. Siamo nell’era dei fondi di investimento, con Inter e Milan che hanno cambiato tanto negli ultimi anni. Finché c’è Marotta, credo che Oaktree non farà errori. Mentre Cardinale è un po’ arrivato al momento decisivo, si deve far vedere e valere di più. I Friedkin a Roma stanno facendo un lavoro molto positivo e aver ritrovato la Champions è una grande cosa. Poi, insomma, ciò che sta succedendo a Como è davvero fantastico. Laproprietà ha le risorse e ci sono tutti i presupposti per stare in alto per un bel po’ di tempo”.Il contestato Var come lo miglioreresti “Purtroppo, ogni stagione mi sembra sempre peggio. Per me è uno strumento fantastico, che ritengo non venga sfruttato al massimo. Intanto, non mi piace quando gli arbitri sono fermi in mezzo al campo in attesa di una comunicazione dal Var. Vorrei che andasse subito al monitor per guardare gli episodi contestati e discutere da lì con i suoi colleghi per prendere una decisione insieme. Soprattutto sui rigori quest’anno c’è stato un gran caos, mentre sul fuorigioco ormai da qualche anno la situazione si è più o meno sistemata. Sarei anche favorevole al Var a chiamata da parte della panchina, un po’ come succede negli altri sport. Qualche volta non si è andati al monitor in episodi che meritavano una revisione. Una chiamata a partita per ogni squadra dalla panchina potrebbe dare una mano. Ma di certo il colloquio fra arbitro, guardalinee e Var deve essere sempre costante e limpido”.

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