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Marco Gaburro allenatore del Desenzano neopromosso in serie C ci ha concesso questa intervista in cui ci racconta come ha cominciato ad allenare. Mago delle promozioni l’ultima quest’anno col Desenzano che l‘ha spuntata dopo una lotta finita all’ultima con Lentigione e Pistoiese. Il Desenzano aveva cominciato male poi si è ripreso nonostante i tanti infortuni. Rimarrà a Desenzano e sta per incontrare la società per la nuova stagione. Sul tema nazionale tornerebbe ad allenatori federali esempi Bearzot e Vicini.
Sei neopromosso col Desenzano dalla D alla C raccontaci questa cavalcata vincente “È stata un’annata difficilissima e proprio per questo una vittoria molto emozionante e gratificante. Eravamo inseriti in un girone di ferro e solo all’ultima giornata siamo riusciti a staccare il pass per la serie C dopo una volata a tre tiratissima con Lentigione e Pistoiese”.
Quali sono gli elementi della tua squadra che hanno contribuito maggiormente alla promozione “Elementi intesi come giocatori? Direi tutti e non lo dico come frase fatta. Noi abbiamo avuto una fase iniziale di studio (6 partite) dove non abbiamo raccolto molto. Poi nella fase due da ottobre a gennaio ha giocato quasi sempre la stessa formazione con Arpino e Bakaioko in difesa, Gori e Bovolon in mediana, Gabbianelli sotto a Brighenti con Procaccio e Baraye sugli esterni. Da febbraio però i tanti infortuni (Bakaioko, Gabbianelli, Baraye, Brighenti per citare i più grossi) hanno messo alla prova il gruppo e quindi i vari Ntube, Barranca, Catania, Antonelli e Barwah sono diventati decisivi”.
Sei stato confermato anche per la prossima stagione? “Diciamo che l’accordo lo avevo già siglato in caso di promozione. Poi chiaro che ci stiamo incontrando per mettere tuto in chiaro e poter iniziare in C tutti assieme”.
Sarete nel girone A presumo avrete molti derby Lumezzane, Albinoleffe e forse Union Brescia come vedi queste partite “Il Brescia spero di no (lo spero per loro visto che possono ancora salire in B). Comunque sono tutte realtà che conosco e stimo. Vediamo… Quello che incuriosisce di più me è cosa vuole diventare il Desenzano. Sarà una bella sfida”.
Come è cominciata la Tua carriera “È iniziata coi bambini di Pescantina nel lontano 1992. Poi dal 2000 con le prime squadre dopo la vittoria della D a Poggio Rusco. Quindi tanta gavetta e le soddisfazioni degli ultimi anni con le promozioni ottenute a Gozzano, Lecco e Rimini”.
I play off di C chi vedi favorita “Impossibile azzeccarci. Le seconde in classifica però questa volta si sono dimostrare pronte. Per il cuore e il territorio dico Brescia, per budget Catania ma per quanto dimostrato in campionato di sicuro è l’Ascoli che meriterebbe di salire”.
Italia, nelle ultime edizione, mai a Mondiali come te lo spieghi “Per me non è vero che mancano i talenti. L’Italia è sempre l’Italia. Manca visione a livello programmatico nei club di serie A. E soprattutto sono stati fatti disastri a livello federale. Ma torneremo”.
Chi vedresti bene sulla panchina dell’Italia “Sono tutti bravi i top italiani. Ma io vado contro corrente e tornerei a proporre tecnici federali, come Bearzot, Vicini e Maldini. Non si andava bene con loro? I soldi la federazione li deve investire altrove non nei contratti”.
Mentre come presidente Figc chi preferiresti Malagò o Abete. “Non ho preferenze. Sono entrambi espressione di un qualcosa che già c’è stato. Sono politici e mediatori.
L’unica lega che ha avuto coraggio è stata quella di C qualche anno fa e Marani l’ ha davvero cambiata. In meglio”.

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