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Frattese, operazione secondo posto. Pomigliano permettendo

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DI STEFANO SICA

L’ultimo precedente allo Ianniello risale al 2 ottobre del 2017, quindi poco più di due anni fa. Il Pomigliano lasciò al palo la Frattese (3-2) e questo per gli scaramantici potrebbe essere un presagio negativo. In realtà, al di là della partecipazione al match di due reduci di quella sfida (capitan Costanzo, autore di una prodezza e successivamente di uno sfortunato autogol, e Tommasini), oggi sarà tutt’altra musica. Non tanto per il valore delle due squadre, autorevole ora come allora, ma per il declassamento vissuto da entrambe dopo stagioni epiche in D. Nerostellati e granata sono ripartite dall’Eccellenza ma la loro intenzione è quella di restarci solo da turisti di lusso. Il club di Rocco D’Errico lo ha già dimostrato in questo biennio, arrivando ad un passo dal ritorno nel massimo campionato dilettantistico. Quello della famiglia Pipola ci riproverà senza indugi, forte anche di una rosa competitiva e ben assortita. Fatto sta che la Frattese ha tanti motivi per non rimandare ulteriormente l’appuntamento con la vittoria. Intanto rasserenare l’ambiente, che è tornato parzialmente a fibrillare per la prova negativa a Marcianise dei nerostellati, arrivati al pari in modo non convincente. E poi approfittare degli scivoloni di Afro Napoli e, stamattina, Afragolese. Portare a casa i tre punti significherebbe lasciarsi alle spalle la squadra di Biagio Seno e scalare al secondo posto seppure in compagnia degli afronapoletani e della Puteolana. In verità ci sarebbe anche un altro motivo per non fare prigionieri: dare continuità al proprio percorso, finora insidiato da un’irregolarità nelle prestazioni che cozza con le velleità di un gruppo che si pone l’obiettivo di vincere il campionato. Certo, l’inopinata sconfitta dell’Afragolese a Casoria è l’immagine di un girone difficile, da sempre competitivo, dove lasciare punti preziosi per strada può essere più facile del previsto. Ciò su cui bisogna accelerare, invece, è la definizione di una traccia coerente che oggi è ancora fumosa e incerta. Al Progreditur, i nerostellati sono apparsi privi di idee e impacciati, replicando il primo tempo giocato a Mugnano con l’Afro Napoli. Troppi errori dei singoli nei disimpegni più effimeri, scarsa capacità di impostare il gioco dalle retrovie e tantissimi lanci lunghi senza alcun principio tattico di base. Normale che il pressing del Marcianise abbia dissestato i piani dei nerostellati, usciti dal guscio troppo tardivamente ma giusto in tempo per raccogliere un punticino frutto anche del calo fisico dei padroni di casa (che avevano speso troppo e con estrema generosità). Ecco, se retroguardia e mediana hanno raggiunto una quadra standard al netto del normale turnover (Fontanarosa tutto sommato non dispiace da play), è proprio sull’aspetto inerente all’identità offensiva che la Frattese ultimamente ha destato qualche perplessità. Già col Poggiomarino, Amorosetti aveva scelto un uomo di movimento (Capasso) che assicurasse una fase di non possesso adeguata e fosse capace di allargarsi allineandosi a Grezio e Sperandeo in fase di possesso. Dopo essere tornati all’antico con l’Afragolese, con la stabilizzazione di un tridente classico, il tecnico nerostellato ha poi ripresentato al Progreditur  il giovane De Lucia come mina vagante alle spalle di Grezio e Roghi. Il risultato è che il 2001 ex Albanova non è stato in grado di incidere, e che le distanze tra Roghi – un esterno naturale – e Grezio si sono dilatate sempre di più fino ad annullare praticamente tutto il potenziale offensivo nerostellato. Il pari è arrivato solo dopo che Amorosetti aveva rischiato il tutto per tutto passando al 4-2-4 con Sperandeo al fianco di Grezio e Simonetti ad agire con Varriale sugli esterni. In mediana i due under Pappagoda e De Lucia. Segno che qualcosa non è andato per il verso giusto nell’equilibrio tecnico della squadra. Va comunque detto che Amorosetti un alibi ce l’ha, e anche solido: l’assenza di un portiere under che liberasse un esterno over in attacco (ce ne sono tre, Simonetti, Cafaro e Varriale). Il serio infortunio occorso ad Evangelista indurrà la dirigenza a gettarsi sul mercato, qualora se ne dovesse presentare l’occasione, anche perché il 2000 Antonio Riccio ha salutato la truppa. Al momento tocca ad Avino, che in ogni caso sta garantendo esperienza personale e compattezza al reparto difensivo. Ma occorre svoltare per diventare grandi. A partire da oggi.   

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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