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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
E’ notte fonda per l’Aversa Normanna che, nel turno infrasettimanale del girone H di serie D, frena al Vallefuoco di Mugnano contro la Frattese (1-0 con rete decisiva di Signorelli al 55′) ed è ora malinconicamente penultima in classifica in compagnia del Manfredonia, uscito indenne (2-2) dal derby di San Severo. Uno stop meritato, per quanto doloroso, per i granata, mai incisivi e propositivi per tutto l’arco della gara. Solo gli ultimi 10 minuti hanno risvegliato i normanni da un torpore inspiegabile, quando l’ingresso di Guillari ha rivoltato come un calzino stimoli e convinzioni in fase offensiva, con almeno due chance gustose per arrivare al pari. La Frattese, già padrona del campo nel primo tempo, ha persino dilagato dopo il vantaggio, andando più volte vicina al raddoppio e sprecando qualche ripartenza di troppo che, se finalizzata a dovere, le avrebbe permesso di non soffrire oltremisura nelle battute finali della sfida. Troppa grazia per una squadra che, sebbene rigenerata dalla cura Beppe Peviani, ha potuto ostentare tutta la bellezza del proprio maquillage grazie all’atteggiamento morbido e appassito dei granata.
SCELTE TATTICHE – Antonio Marasco, tecnico dell’Aversa, punta ancora sul 4-2-3-1 con Gaetano alle spalle di Varriale e la mediana composta dal duo Moretta-Castaldi. Sugli esterni agiscono Giordano a destra e Ritieni a sinistra, con Maiellaro che guida dai pali la linea difensiva affidata al tandem Gala-Palumbo, con Sozio e Nicolao terzini. Nel 4-3-3 della Frattese, il sempreverde (e capitano) Marco Tufano si disimpegna da play con Andrea Bosco (ex al pari di Emanuele Trofo) che dirige il reparto arretrato.
BOTTA E RISPOSTA – Parte subito forte la Frattese, guidata per mano da un Signorelli strepitoso che sfodera un siluro che costringe Maiellaro ad un intervento prodigioso sotto l’incrocio dei pali. La reazione aversana è tuttavia immediata e nasce sugli sviluppi di una verticalizzazione improvvisa che induce Pardo ad un’uscita imperfetta che regala a Gaetano la chance del vantaggio, ma il 10 granata spedisce incredibilmente a lato a porta vuota. Da quel momento la Frattese aumenta la propria intensità, garantendosi un predominio territoriale abbastanza marcato anche se non sempre impreziosito da ritmi particolarmente coinvolgenti. Fatto sta che i normanni restano a guardare e fanno spesso fatica nelle uscite, condannandosi ad un ruolo da comprimario. Maiellaro vola alla propria destra per respingere quasi sulla linea una punizione velenosa del solito Signorelli, mentre i granata si vedono solo con una botta senza pretese di Ritieni che finisce larga.
PRIMA CHANCE FRATTESE – Lo sforzo nerostellato può trovare il giusto premio quando il direttore di gara, il veneto Panozzo, decreta un penalty dopo una mischia in area scaturita dall’ennesimo calcio franco di Signorelli (37′). C’è forse un mani in barriera ma si allunga anche la maglia di un giocatore nerostellato per una trattenuta di Nicolao. Rigore tutto sommato giusto ma troppo severa l’espulsione comminata al terzino, mancando i requisiti (la classica “chiara occasione da rete”) che giustificassero un provvedimento tale. Il duello tra Signorelli e Maiellaro è di quelli da lasciare col fiato sospeso per la qualità dei contendenti. Lo vince il numero uno granata, che distende la gamba tanto quanto basta per silenziare la conclusione centrale dell’enfant prodige nerostellato. Non succede più nulla fino all’intervallo, ma la sensazione generale è che all’Aversa, eccessivamente rinunciataria, sia andato tutto sin troppo bene.

MARASCO MISCHIA LE CARTE – Con i granata in 10, il trainer di Torre Annunziata deve ridisegnare ad inizio ripresa assetto e compiti dei suoi, così come successo col Potenza. De Muto prende il posto di Moretta (già ammonito) e va ad allinearsi in coppia con Gala, con Castaldi che scala a fare il terzino sinistro. Gaetano arretra di qualche metro al fianco di Palumbo, smistato in mediana in un nuovo 4-4-1. Ma l’approccio della Frattese è devastante e produce subito il blitz decisivo. Palumbo svirgola un rinvio elementare e consente a Signorelli di preparare la botta dai 25 metri che neanche Maiellaro può raccogliere: palla nell’angolino basso alla sinistra del pipelet normanno e padroni di casa in vantaggio. E’ un eurogol che mette il timbro su una prestazione sontuosa, al netto del rigore sbagliato. Intoppi che capitano ai migliori. L’Aversa però non c’è e non accenna nemmeno ad una minima reazione: Varriale prova ad incornare un traversone di Palumbo, ma la palla non fa neanche il solletico alla traversa.
AVERSA INTONTITA – Piuttosto è la Frattese che tenta di ammazzare la partita aumentando ritmi e precisione delle proprie verticalizzazioni. Maiellaro commette il primo (ed unico) errore di giornata rinviando direttamente sui piedi di Signorelli, il quale apre a destra per il neo entrato Bencivenga: conclusione a colpo sicuro che finisce alle stelle tra lo stupore generale. Marasco, nel frattempo, aveva richiamato in panchina Castaldi per far spazio a Ba Fabien. Granata che, quindi, si dispongono con un assetto a tre in difesa (De Muto-Gala-Sozio), lasciando il francese e Giordano sugli esterni, con Ritieni in appoggio a Varriale. Poi sarà Corsale a rimpiazzare Palumbo. Ma sono alchimie che non producono nulla di rilevante. La Frattese, invece, meriterebbe il raddoppio. E potrebbe ottenerlo con Roghi che si avvita su un corner di Signorelli mandando di testa il pallone a scorrere di pochi centimetri a lato sul secondo palo. E’ un numero che avrebbe meritato ben altra sorte. L’Aversa ha già spento la luce da un pezzo e un’altra combinazione nerostellata diverte gli astanti per inventiva e velocità di esecuzione: Signorelli intuisce l’inserimento a destra di Ammaturo, traversone basso e Bencivenga manda incredibilmente a lato a porta vuota. I normanni danno un cenno di vita solo intorno alla mezz’ora. Troppo tardi. E lo fanno peraltro su palla inattiva, quando Gala, appostato sul secondo palo, colpisce di testa la parte alta dell’incrocio sugli sviluppi di un corner. Solo a cinque minuti dal termine, Marasco getta nella mischia Guillari per uno spento Fabien. E’ la mossa che resuscita i granata gettando nel panico la squadra di Peviani. Roghi, il migliore dei suoi insieme a Signorelli e Tufano, si esibisce in un’altra invenzione sopraffina con un tiro a giro che incoccia la base del palo e i legni si pareggiano.
SPERANZA GUILLARI – Quindi inizia il Guillari show. Il biondo attaccante prima appoggia debolmente tra le mani di Pardo poi, col destro un po’ più caldo, accarezza il pallone mandandolo a giro di pochissimo alto. Non c’è però differenza di piedi per la punta napoletana che, in pieno recupero, mette in moto un sinistro poderoso a 10 metri da Pardo, ma la difesa nerostellata fa muro quando la palla sta per varcare la linea di porta. Poco prima di questo episodio, i normanni erano rimasti in 9 per una grave ingenuità di Corsale: calcione a Falivene e rosso diretto. Ma è un risveglio colpevolmente tardivo, come troppo ritardato si è rivelato l’ingresso in campo dell’attaccante nonostante il grigiore generale della manovra granata.
SCONFITTA CHE BRUCIA – Finisce così, con un esito inopinato che rilancia la stagione della Frattese, a secco di successi dalla seconda giornata (3-0 casalingo al Manfredonia). Secondo quanto emerso a fine gara, Peviani continuerà la propria avventura in panchina dopo le dimissioni di Giovanni Chiaiese e del Team Manager Raffaele Giustiniani (si era parlato anche di un approdo di Pasquale Vitter). Aveva illuso tutti il pari brillante ottenuto col Potenza solo 10 giorni fa, lasciando ipotizzare una svolta rimasta invece una effimera seduzione e niente più. Sì, perché i granata sono apparsi opachi, demotivati e mai orgogliosi, suscitando le contestazioni plateali di qualche tifoso giunto fino a Mugnano. Del resto i numeri parlano chiaro: secondo peggior attacco del girone (con sette reti realizzate contro le quattro del San Severo) e squadra mai vittoriosa dall’inizio del campionato. Il tutto condito dal penultimo posto in classifica e dal quarto stop in trasferta su cinque gare. A fine partita, Marasco ne avrà per tutti. E come dargli torto. Il grande gelo continua.

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