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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
“Qualcuno ha visto la mia bambina? è svanita nella brezza. Provare a crederci era semplicemente impossibile. Lei era molto più che bella. Con quel tipico sapore terrestre“, cantava Mick Jagger con quella banda di scalmanati con cui suona dal 1962 (Anybody seen my baby?). Qualcuno ha visto la mia Fiorentina? Quella capace di soffrire prima di ammutolire l’intero Highbury, con una magia di un attaccante con la A (ma anche la B) maiuscola. Quella silenziosa ma efficace, guidata da mister Prandelli, e che seppe uscire dal “delle Alpi” con una vittoria raggiunta nei minuti di recupero. Quella del tiki taka di Montella, che per tre anni consecutivi a rischiato di ritrovarsi in Champion’s League. Perché questa non è la mia Fiorentina. Sembra non appartenermi. Troppi giocatori nuovi che mi disorientano. Pochi giocatori vecchi di cui non se ne sente più il bisogno. Se qualcuno la incontrasse, le dica che qui abbiamo bisogno di lei, il prima possibile.
Seconda giornata, seconda sconfitta. Cinque reti in due partite, dove il comune denominatore è il numero 40, portato per il settimo anno consecutivo sulle spalle di Nenad Tomovic. Non mi va di sparare a zero sul giocatore serbo, anzi mi dispiace molto per lui. Tuttavia, non posso tacere sul fatto che vi siano delle forti responsabilità da parte sua su quattro dei cinque gol subiti in questo inizio campionato. Tantissime quelle sui due gol subiti stasera. Dopo aver dormito sul gol di Caprari, lasciato completamente libero dopo la corta respinta di Sportiello, Nenad si sveglia credendo di essere un pallavolista. Da lì il rigore, trasformato da Quagliarella, rilevatosi decisivo. Le responsabilità evidenti del serbo hanno spinto addirittura il buon Pioli, ad oggi l’unico che crede ancora fortemente in Nenad, al cambio a fine primo tempo. A rimpiazzarlo Bruno Gaspar, da oggi soprannominato dalla tifoseria viola, Bruno sempremegliochetomovic Gaspar. Perché dopo solo 5 minuti non solo ha sfornato l’assist per il gol di Badelj, ma ha dato fiducia a tutta la squadra viola. Sfortunatamente (termine mai fu più adatto), la Fiorentina non è riuscita a capitalizzare le numerose chances, molte partite proprio dal piede dell’esterno portoghese, che avrebbero evitato la sconfitta, a riprova del fatto che la voglia di vincere e la determinazione non sempre bastano per raggiungere dei risultati positivi, soprattutto quando tali componenti non sono associati ad un pizzico di qualità in più.
Stay Rock and Forza Viola

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