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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Ma ce la farà a chiamarlo mister? Mica sono così lontani gli anni in cui, a Santa Maria Capua Vetere, Tommaso Manzo sfondava le porte e Pasquale Borrelli si ergeva a diga nelle retrovie? Era un Gladiator straordinario, che strappava applausi ogni settimana, che catalizzò su di sé le attenzioni dei media nazionali. I due sono molto amici, c’è una stima che va al di là del calcio, ad uno guai se tocchi l’altro, entrambi hanno il piglio del leader, di chi nasce con il pallone tra i piedi e la fascia di capitano intorno al braccio. Come cambia il tempo. Ora si ritrovano a Portici e ti accorgi che gli anni passano quando noti che uno dei due indossa una veste diversa, non più quella del calciatore ma dell’allenatore. Pasquale Borrelli si è già formato lo scorso anno alla guida sempre della ciurma vesuviana, facendosi apprezzare per dedizione e professionalità, mentre Tommaso Manzo ha ancora fame di gol e proverà a scrivere qualcosa di importante lì dove ha giocato già il padre e non era uno dei tanti bensì il capitano. Erano i tempi in cui si giocava al “Cocozza”, la squadra aveva comunque una casa, ora chissà, è ancora tutto un punto interrogativo.
Questo Portici, comunque, fa sul serio! Dopo aver rinforzato l’organico con gli innesti di Polverino e Incoronato, gli azzurri puntellano ulteriormente l’attacco con un botto di mercato da far tremare i polsi. Tommaso Manzo è un nome che non c’entra niente con la categoria, uno che anche in serie D sarebbe ancora in grado di fare faville. Lo scorso anno era stato ingaggiato dal Savoia con l’obiettivo di vincere il campionato, non a caso nei primi mesi lui era il trascinatore della compagine oplontina che teneva testa all’Herculaneum. Ricordiamo la famosa partita del “Giraud” tra Savoia e Portici? Gli uomini di mister Borrelli venivano dati già per spacciati in partenza, si pensava che già solo uno come Tommaso Manzo potesse risolvere la partita visto che, quando hai in squadra un giocatore così, da un momento all’altro ti puoi aspettare la giocata giusta, il guizzo vincente. In quella partita, il Portici, sin dall’approccio, fece capire che non era solo una sorpresa ma una splendida realtà passando in vantaggio con Sardo. Ma il Savoia rientrò in partita e pareggiò proprio con l’ex Gladiator che, però, a fine primo primo si beccò il doppio giallo lasciando i suoi in dieci. Proprio il non poter contare più sull’estro di un top player come lui, depotenziò la squadra allenata da Teore Grimaldi che, nell’ultima parte della sfida, crollò sotto i colpi ferali di un Portici sbarazzino e letale.
Proprio dopo quella disfatta interna, il giocattolo Savoia iniziò a rompersi, fu il preludio ad un disfacimento da qualcuno già preconizzato. Così, a dicembre, Manzo è ritornato al Gladiator, lì dove è acclamato dalla tifoseria sammaritana, ma i propositi di risalita sono stati frustrati da una squadra non omogenea. Prima che si accasasse in terra casertana, si pensava che potesse raggiungere Del Sorbo al F.C. Sorrento per ricomporre la formidabile coppia che fece le fortune del Pianura ma la voce si dileguò con il suo ritorno in nerazzurro. Diciamo che nello scorso campionato ha avuto la sfortuna di ritrovarsi in due situazioni non serene, mentre quest’anno ha l’occasione giusta per dimostrare di poter fare la differenza in Eccellenza. Con uno come lui, non ci si può più nascondere, il Portici si candida per un campionato di vertice, lanciarsi in proclami di leadership può apparire prematuro e inopportuno, anche se questo signore appena arrivato è uno forte, ma forte assai…

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