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La Bacoli Sibilla 1925 ha puntato sul suo entusiasmo e sulla sua voglia di emergere per avviare un progetto duraturo e tornare grande dopo il salto nel campionato di Promozione. Una soddisfazione immensa per Antonio De Stefano, da poche ore nuovo tecnico dei flegrei. E anche un traguardo meritato per il giovane trainer napoletano, subentrato in corso d’opera alla guida del Sorrento calcio ma capace, a stagione compromessa ed a retrocessione ormai virtuale, di rimettere in circuito dignità ed orgoglio dei suoi ragazzi che, da quel momento, hanno sfoderato buone prestazioni raccogliendo anche qualche punto. Una rivoluzione copernicana che, se non ha portato alla salvezza, ha almeno fatto da levatrice alle sue qualità. Le responsabilità adesso a Bacoli saranno maggiori, per le ambizioni del club e l’aspirazione dei tifosi a rivivere i fasti di un tempo. Ma De Stefano è già pronto a mettersi in marcia.
Salvati, Cifani e Gelotto: volete già stupire.
“Tre innesti che testimoniano il progetto importante che mi è stato affidato. Tutti e tre non hanno esitato un attimo davanti alla nostra chiamata. Ma vorrei citare anche il centrocampista Gennaro Folliero, che arriva dalla Rinascita Sangiovannese, e il difensore Ciro Carezza, che è stato con me al Sorrento calcio. Questi cinque calciatori vanno a rinforzare una rosa già autorevole con elementi di spessore come Costagliola e Mazzeo. Sappiamo che ci sarà molta concorrenza, ma vogliamo disputare un campionato di vertice”.
Come è nato questo matrimonio?
“Devo ringraziare il nuovo socio Danilo Leone, che mi ha voluto a Bacoli, e il direttore sportivo Gennaro Paladino. Da questo primo impatto avuto con la società e con l’ambiente, ho riscontrato la voglia di tornare ad alti livelli. E credo davvero che qui ci sia tutto per provarci. Venerdì sera, a Bacoli, ci sarà la presentazione dello staff tecnico e dei nuovi calciatori. Ci sarà ovviamente il mio vice, Vincenzo Nominato, anche lui con me al Sorrento calcio”.
Quali saranno le prossime mosse sul mercato?
“La priorità adesso sarà data agli innesti di calciatori under. Questo gruppo non ne è dotato in quanto non ce n’era l’obbligo in Prima Categoria. Ne vorrei almeno un numero tra gli 8 e i 10. Una volta selezionati questi, tenteremo di mettere una bella ciliegina sulla torta sulla quale stiamo lavorando”.
Società inesistente e sull’orlo della sparizione: il Sorrento calcio è stata per te una bella palestra.
“Ho vissuto dei mesi complicati che hanno avuto poco o nulla a che fare col calcio. Di Sorrento erano rimasti solo nome, colori e simbolo anche se, comunque, è stato per me un onore entrare nella storia di questo club blasonato. Fatto sta che ora ho una voglia immensa di rientrare e mettermi alle spalle questa stagione. E adesso posso farlo finalmente in un contesto nettamente diverso”.

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