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Nel turno infrasettimanale contro l’Entella, fiducia ancora alla nuova coppia centrale nata quasi per caso. La coppia che non t’aspetti: Alessandro Bernardini e Ricardo Bagadur. Una coppia agli antipodi ma tremendamente efficace, trovata però colpevolmente in ritardo e forse anche per caso: il primo è stato ingaggiato a novembre da svincolato, il secondo è arrivato a gennaio in sordina e, non si fossero verificate congiunture particolari tra infortuni e squalifiche, avrebbe potuto ancora essere un oggetto misterioso. Attenzione: con Bernardini e Bagadur in campo la Salernitana non ha mai vinto, nè ha lasciato la propria porta immacolata. Però è anche vero che con il biondo difensore di Domodossola e lo statuario calciatore croato, la retroguardia granata ha iniziato a lanciare segnali incoraggianti sia per il presente sia per il futuro prossimo, soprattutto. Il primo, Bernardini, non ha bisogno di presentazioni. Basta sfogliare il pedigree: poco meno di 200 presenze tra i professionisti, 38 delle quali disputate in massima serie. E’ nel pieno della maturità calcistica (29 anni compiuti a gennaio), “padre padrone” della Linea Maginot di mister Menichini. Le chiavi della retroguardia sono nelle sue mani. Bagadur, invece, di anni ne ha appena 21 (classe ’95) ed è prevalentemente per questo che i due profili sono agli antipodi. L’esperienza di chi ha sul groppone tante battaglie e l’entusiasmo, la voglia d’emergere, la sfrontatezza di un giovane che ha voglia di spaccare il mondo. Un mix che può e deve diventare devastante. Il suo esordio, tuttavia, poteva essere anticipato al match di Terni, dove il tecnico di Ponsacco decise di affidarsi a Pestrin in versione libero. L’esito dell’esperimento è inutile ricordarlo, sarebbe da masochisti. Ma meglio tardi che mai. Arrivato in Italia…grazie a Milan Badelj (la Fiorentina li acquistò insieme) è stato dirottato a Salerno quasi per caso, dopo un pour parler tra Angelo Fabiani e Daniele Pradè a fine gennaio. “Ha qualità incredibili , fisicità, velocità e tecnica per far iniziare l’azione dalle retrovie”, dice di lui Federico Guidi, da oltre dieci anno tecnico delle giovanili della Viola. Il suo idolo è Savic, difensore dell’Atletico Madrid, ed è a lui che s’ispira. A Bernardini il duro compito di fungere da chioccia, aiutarlo in un percorso di crescita nel quale Salerno potrebbe rappresentare una pietra miliare. Far bene qui per spiccare il volo. Berna-Baga, la coppia che non t’aspetti al servizio della Salernitana e che salvo sorprese sarà riproposta per la terza volta consecutiva anche martedì sera all’Arechi. Così diversi eppure così uguali, dovranno cercare di far tornare il sereno dalle parti del rientrante Terracciano: i granata infatti non chiudono una gara senza subire gol dal match contro il Brescia del 22 gennaio. E’ passato oltre un mese, la salvezza passa anche e soprattutto per la solidità difensiva.

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