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Più che una conferma netta, la presa di posizione di Claudio Lotito su Vincenzo Torrente è parsa ancora dubbiosa, se non addirittura sibillina. Contattato telefonicamente dal suo ritiro vacanziero di Cortina, il vulcanico co-patron granata non ha mai sfiorato la figura del tecnico cetarese nella sua analisi sul momento di crisi profonda attraversato dalla sua Salernitana. Lotito s’è soffermato sui “fattori imponderabili”, cavallo di battaglia spesso tirato in ballo a Roma quanto a Salerno per giustificare l’assenza di risultati sportivi. Infortuni, squalifiche, arbitraggi penalizzanti. Ma anche una rosa che necessita di robusti interventi e correttivi. Fin qui le certezze. Appesa ad un filo resta ancora la posizione di Vincenzo Torrente.“Non è mica normale perdere una partita a 20 secondi dalla fine – esclama Lotito sulle colonne del quotidiano Il Mattino – È fuori discussione comunque che bisogna fare delle correzioni all’organico. faremo una serie di aggiustamenti per tirarci fuori da questa situazione di classifica. Aspettiamo anche il recupero degli infortunati, perchè in difesa siamo stati falcidiati dalle assenze. Bisogna fare correzioni fondamentali per la squadra, anche perchè se si guarda la classifica non è che siamo a 50 punti dalla zona salvezza. Con una vittoria saremmo fuori dai playout e con 9 punti in più saremmo addirittura in zona playoff”. Il co-patron, incalzato dal collega Eugenio Marotta, preferisce tenersi sempre sul generale, mai andando nel particolare, evadendo le domande con dribbling secchi: “Torrente? Ancora? Quello che devo fare, lo faccio. Ribadisco che andrà ristrutturata la rosa, cercheremo di farlo il prima possibile, alla riapertura delle liste: la società farà quello che serve per far ripartire la squadra. Non ho mai detto di voler vincere il campionato, ho sempre parlato di salvezza. Devo prendere le decisioni che servono per il bene della Salerntana, i tifosi stiano tranquilli perchè faremo di tutto per tener fede agli impegni presi a inizio stagione”.Insomma, mai Lotito ha pronunciato la formula magica de “l’allenatore non si tocca” che avrebbe spazzato il campo da ogni dubbio. Sintomatico di come in casa granata siano in atto profonde riflessioni sul futuro del tecnico cetarese. Sul piatto valutazioni di carattere tecnico ma anche economico. A busta paga c’è ancora Leonardo Menichini che, da “disoccupato stipendiato”, ogni mese intasca un assegno di oltre diecimila euro netti. Esautorare Torrente, per nulla intenzionato a rassegnare le dimissioni, significherebbe mettere a busta paga un terzo allenatore. Ed è forse anche per questo che la società temporeggia, tenendo conto che il cambio più logico per Lotito sarebbe proprio rappresentato dal Menichini-bis, evidentemente poco gradito da Fabiani con cui i dissapori sono arcinoti. Di contro, indugiare su un tecnico ormai palesemente sfiduciato rischia seriamente di condurre la Salernitana in un vicolo cieco, col serio pericolo di sprecare tempo prezioso in chiave mercato che dovrà invece necessariamente essere condotto coerentemente con le esigenze tecniche e tattiche dell’allenatore, vecchio o nuovo (Camplone, Novellino e Colomba restano d’attualità) che sia. Dovesse essere infatti confermato l’allenatore e poi, malauguratamente, dover provvedere a un suo esonero successivamente, significherebbe duplicare gli errori: c’è qualche giorno per rifletterci su, se si confermerà l’attuale trainer, lo si faccia con netta convinzione.

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