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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
“Noia normale, noia mortale, Noia noia noia noia noia, Mi annoio normalmente, Mortalmente. Mi annoio mortalmente, Normalmente”. Non potevo non aprire stasera con questa strofa dei CCCP. Non solo per la noiosa partita andata in scena a Verona, ma perché e sopratutto tale partita sembra avvalorare una mia tesi elaborata da tempo: la Fiorentina è incontestabilmente una squadra di sinistra. Quando infatti c’è da rispettare una festa comunista, cascasse il mondo, la viola non delude mai. A nulla è servito l’avanzata della destra calcistica che ha anticipato il match con il Chievo al 30 aprile. La viola ha rispettato anche quest’anno la festa del 1 maggio. Perché sfido chiunque a dire che contro il Chievo i viola siano scesi in campo. Sembrava di vedere una partita tra dilettanti, tanto che la semifinale del mondiale di Snooker, giocata in contemporanea, a confronto mi è parsa una finale di Champion’s. Certo, sono stato il primo a dire che il campionato della Viola è ormai finito, e quindi non ho il diritto di lamentarmi più di tanto. Il rispetto per la maglia e per quei tifosi che anche ieri hanno seguito la squadra a Verona dovrebbe tuttavia essere un valore che va al di là di ogni altra considerazione.
Inoltre, non c’è tanta voglia di affrontare discorsi legati al futuro. Come ogni anno si prospetta un’estate turbolenta, fatta di molte partenze e di adii. Su tutte quella dell’allenatore: Paulinho il grande sembra infatti destinato a cercare fortuna altrove. Solo a pensare la serie di comunicati e i toni che saranno usati durante le conferenze stampa, mi viene la pelle d’oca. Prendo pertanto questo ultimo spazio, per fare una piccola critica generale al mondo del calcio. Dopo il pareggio tra Manchester United e Leicester notavo infatti che quest’anno, oltre allo scudetto della Juve, anche quello inglese sarà quasi sicuramente festeggiato senza che la vincente sia in campo, ma sul divano. Lo stadio assume sempre più un ruolo marginale e le radioline che accompagnavano i tifosi a fine stagione, diventano ormai oggetti da museo. È vero i tempi cambiano, ma è difficile accettare tale trasformazione, tanto quanto accettare che al concertone del primo maggio (per restare in tema) non si canti più una canzone dei Nomadi.
Stay Rock and Forza Viola

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