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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Prudenza, Prudenza, Prudenza. Sono le parole che si ripetono continuamente nell’ultimo brano che chiude l’album Kveikur del gruppo islandese Sigur Ros. E credo sia tutt’altro che imputabile al caso il fatto che il titolo di tale brano sia “VAR”. Le due parole hanno un forte legame, e probabilmente non solo nella lingua islandese. Se ne avuta conferma oggi, durante la partita Lazio-Fiorentina. La prudenza che la Fiorentina ha mantenuto per tutta la partita è stata per l’appunto premiata attraverso il Var.
La squadra Viola partiva certamente svantaggiata di fronte a questa Lazio, una delle squadre più belle della nostra serie A. Il rischio era quello di uscire fuori dall’Olimpico con tanti palloni da raccogliere dalla rete. Così non è andata, e tale merito va senza dubbio attribuito all’allenatore. Pioli lo sapeva che bisognava essere cauti oggi, ed è stato bravo a trasmettere tale messaggio ai suoi ragazzi, ribadendolo ancora a gran voce a dieci minuti dalla fine, nonostante lo svantaggio (Questo non toglie che la squadra non abbia rinunciato a quei tre-quattro errori individuali che da tempo ormai accompagnano le prestazioni dei viola). Prudenti e con un pizzico di pazienza, la Fiorentina si è difesa con ordine senza correre enormi pericoli (nel secondo tempo la Lazio è stata una sola volta realmente pericolosa). Cauta, ha aspettato il momento giusto, arrivato nel finale anche grazie all’introduzione di un supporto che oggi si fa ancora fatica a capirne il sesso (il/lo/la Var).
Non è dunque da escludere che Pioli sapesse di questa connessione in Islanda tra Var e Prudenza. O più semplicemente, è consapevole che il buon lavoro prima o poi viene ripagato. Un punto da cui ripartire, continuando ancora a credere nella prudenza, o nel Var se volete.
Stay Rock and Forza Viola

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