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Un anno esatto era passato dall’ultimo Inter-Fiorentina; quella partita viene ricordata per aver dato il via al declino della squadra di Mancini dopo le famose 5 vittorie consecutive di inizio stagione. I viola dominarono a San Siro grazie ad Ilicic e alle prodezze di Nikola Kalinic, autore di una tripletta; per l’Inter segnò, manco a dirlo, Mauro Icardi. Un anno fa esatto, dicevamo. Il sequel è avvenuto nel posticipo della 14a giornata della corrente stagione, in uno degli ormai canonici “Monday Nights”, ma il teatro di San Siro ha proposto un radicale rovesciamento dei ruoli. La prima mezz’ora dell’Inter è stata semplicemente devastante, perfetta. Un Pioli in versione Alexandre Dumas ha fornito fioretti nerazzurri a Brozovic, Candreva e Icardi che hanno infilzato la difesa viola come “Tre Moschettieri”, suggellando la netta supremazia dei padroni di casa nei primi 30 minuti di gioco. Non è più un caso che l’Inter parta così forte, da quando in panchina è arrivato l’ex Lazio: sia nel derby contro il Milan, sia in Israele, sia contro la Fiorentina infatti gli avvii di gara della Beneamata sono stati positivi, a tratti infuocati; merito certamente di Pioli che deve aver trasmesso alla squadra uno spirito gagliardo e combattivo, proprio da Moschettiere insomma, che prima raramente si vedeva. Sul 3-0 in teoria la partita dovrebbe essere chiusa e congelata. In teoria. Ma stiamo parlando dell’Inter, e allora ecco che verso la fine del primo tempo Kalinic, sempre lui, riapriva il match con un preciso diagonale. La discutibile espulsione di Gonzalo Rodriguez ad un passo dal duplice fischio di Damato, tuttavia, rasserenava parzialmente i tifosi di casa. Il secondo tempo si apre diversamente da Be’er Sheva, l’Inter crea vagonate di palle-gol sfruttando la superiorità numerica e le conseguenti praterie viola lasciate dalla squadra di Sousa; nè Icardi, nè Banega nè il palo di Perisic rendevano giustizia al forcing nerazzurro. E allora ecco che tornano gli spettri al Meazza, perché Josip Ilicic approfitta della confusionaria retroguardia avversaria e, con il featuring di Samir Handanovic, riapre definitamente il match: 3-2. A quel punto l’Inter si sfalda un po’ e va nel pallone, sino almeno all’ingresso di Felipe Melo che, udite udite, rimette in ordine le idee del centrocampo nerazzurro e evita ulteriori patemi a Miranda & co. Solo nel recupero il quarto moschettiere, Perisic, si inventa uno slalom (trans)alpino che termina sulla respinta di Tatarusanu: la palla però arriva ancora ad Icardi che non può sbagliare, firma la doppietta personale e chiude il conflitto a doppia mandata. L’Inter torna dunque a vincere in campionato dopo il pareggio contro il Milan e allunga la serie di risultati utili consecutivi, superando in classifica la stessa Fiorentina e portandosi a 4 punti dal Napoli, prossimo avversario, prossimo match da vietato sbagliare. Lo fa da “Pazza”, come suo solito, e il 4-2 finale non può che esserne testimone. Pioli ha di che sorridere dopo la prima vittoria sulla nuova panchina: -La conferma importante è quella di Antonio Candreva, autentica arma in più ad oggi: una prestazione inarrestabile da parte dall’esterno romano, che sembra aver finalmente trovato il filtro magico per far fidanzare la sua solita quantità con una qualità egregia. -Mauro Icardi continua a segnare e realizza una doppietta in cui c’è tutto: primo gol da autentico fuoriclasse, secondo da famelico leone d’area. Risposta di tono ad Edin Dzeko, agganciato in cima alla classifica marcatori della Serie A: 12 gol in 14 partite, numeri pazzeschi per un attaccante di 23 anni spesso troppo criticato dagli “esperti” del settore. Il capitano c’è sempre. -Partita sontuosa degli esterni difensivi, finalmente. Ansaldi umilia Tello e, nei primi scampoli di match, si permette il lusso di entrare in due dei gol nerazzurri grazie alle sue costanti discese sull’out mancino. Anche D’Ambrosio recita brillantemente la sua parte e, attento e puntuale in fase di copertura, si fa apprezzare anche nelle frequenti sovrapposizioni che aiutano spesso e volentieri Candreva; l’Inter ha messo le ali. Promossi a pieni voti. Le noti negative arrivano ancora una volta da una difesa che, anche senza demeritare, subisce altri due gol per un totale di 7 in una sola settimana. Malissimo anche l’aver concesso ad un pugile viola prossimo al KO tecnico la possibilità di rientrare in partita recuperando due gol su tre con un uomo in meno. Si riparte comunque da qui. Il Frecciarossa di Pioli deve inseguire, i punti di ritardo sono ancora tanti, ma solo con questa intensità e questa voglia ci si potranno togliere soddisfazioni. Prossima fermata San Paolo, Napoli, contro una squadra che non vive certo il suo momento migliore e che sarà priva di un elemento importante come Mertens. Sarà durissima lo stesso. Appiano Gentile si goda tuttavia una settimana finalmente serena: a San Siro l’Inter ha ritrovato il Poker d’Assi.

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