16 Maggio 2026
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Inter, Black Out

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savini mauroServizio di Mauro Savini @riproduzione riservata


In una domenica che poteva segnare la prima fuga dell’Inter, ci si ritrova a prendere una tripletta in casa da KALINIC. La serata si mette subito male, durante la rifinitura JOJO sente pizzicare la gamba è out. Inizia la partita ma Handanovic sembra non accorgersene, due suoi svarioni e la partita si mette subito in salita. Un San Siro, da 60.000 spettatori, patisce incredulo gli eventi, l’Inter in venti minuti è KO, più per demeriti propri che bravura altrui. La Viola, ringraziando di tanta bontà, comincia una fitta rete di passaggi e su una verticalizzazione, Miranda non può far altro che fare fallo, da questo momento siamo in dieci, terzo gol ed è meglio girare su Italia Uno per vedere le IENE. Per dovere di cronaca, la partita si trascina con lo stesso tema tattico, fino alla sua conclusione, la fiorentina palleggia, l’Inter si affanna nel trovare il bandolo della matassa, finisce 1-4 per la viola. Dopo trenta anni di Inter, posso acclamare che la difesa a tre non è nel nostro DNA, ci hanno provato Gasperini e Mazzarri, con risultati neanche commentabili, quindi, che senso ha riproporla? Per difederci da chi? Spero che questo ci serva da lezione in futuro. Dopo tante belle parole, ci si trovava con le stesse certezze di avere assemblato una squadra competitiva , con un grande condottiero, ma con la consapevolezza che non ci può specchiare nella nostra bellezza o dormire sugli allori dei risultati passati, bisogna sempre dare il massimo e sfruttare le poche occasioni che si propongono. L’Inter è in vetta, sfruttando la non continuità dei nostri rivali, bisogna “fare legna”, accumulare punti, sfruttando il vantaggio di non giocare le coppe. L’Inter è una squadra nuova per 9/11, bisogna dare tempo, cinque vittorie su sei mi sembra un ottimo inizio… A volte le sconfitte, servono più delle vittorie, le grandi squadre si vedono da come affrontano e come superano le difficoltà. Domenica prossima si va a Genova ad affrontare la Sampdoria, guidata dal nostro “Uomo ragno”, serve subito una prova d’orgoglio, il Mister dovrà lavorare sulla testa dei propri uomini per farli rendere al massimo. Una sconfitta, come una vittoria non cambia niente, l’importante e che ogni domenica, che si vinca o perda, si scenda in campo con la voglia di prevalere sull’avversario.


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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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