13 Giugno 2024
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Gli ex del calcio: Italo Schiavi

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Intervista di Michele Pisani

La globalizzazione ? una parola che serve a riempirsi la bocca. Stati senza confini, cittadini del mondo con monete uniche e sofferenze comuni. Noi, invece, siamo ancorati ai vecchi schemi. Al patriottismo e soprattutto al rispetto delle proprie origini anche se a volte, comodamente, facciamo delle dovute eccezioni, come in questo caso. La città che gli ha dato i natali non c’entra.  A volte, non sempre, un artista è amato da tutti. Indistintamente.  Massimo Troisi è una felice eccezione. Resta, in eterno, un grande. Un uomo che ha saputo strappare un sorriso a tutti, grandi e piccini. Ci torna in mente una  frase, tratta da un suo film e presente nella canzone che ne faceva da colonna sonora. “O ssaje comme fa ‘o core  quann s’è sbagliato.” Noi che vi parliamo dell’Avellino, noi che cerchiamo i protagonisti della storia del Lupo, noi non sbagliamo. Sappiamo bene che il nostro cuore ha fatto  la cosa giusta. “Primma ‘e da’ o tiempo all’uocchie pe’ s’annammura’ già s’era fatt’ annanze ‘o core”. La fede è unica e non si cambia. Mai. Ritorniamo dopo la pausa estiva, un’altra “vittima” della passione per questi colori. L’accostamento con il cuore è più che mai azzeccato. Nella sua straordinaria carriera il suo muscolo cardiaco ha fatto le bizze, tanto da costringerlo ad una inattività forzata. Italo Schiavi è stato un vero  lottatore ed ha saputo affrontare i problemi con straordinaria volontà tanto da stupire l’Italia calcistica. Ad Avellino ha giocato per due stagioni dal 1982 al 1984. Quarantasette presenza ed un solo gol, l’unico in massima serie.  Lo abbiamo incontrato e chiacchierato a lungo con lui. Sempre la stessa simpatia, per nulla intaccata dal tempo, trascorso inesorabilmente .

Italo Schiavi

“E’ un vero piacere parlare della squadra più importante della mia carriera e dei due anni trascorsi da voi in Irpinia”. Caro Italo seppur tecnicamente non all’altezza dei grandi avversari che incontravate, come mai riuscivate sempre a giocare ogni gara alla pari ? “Avevamo fame. Volevamo emergere e Avellino era la piazza giusta. Chiunque, a quei tempi, sognava di indossare la maglia bianco verde. Sarebbe stato un incredibile trampolino di lancio per potersi mettere in evidenza. Gran parte di noi veniva dalle serie minori e sapeva bene che poteva spiccare il volo solo se l’ambiente era di quelli congeniali”. Quindi ed a parer suo Avellino era la giusta piazza ? “Si. Senza dubbio. Io di presidenti bravi come Sibilia ne ho visti pochi. Il commendatore era un vero padre per noi, uno sempre vicino alle nostre esigenze”. Ci parla della sua esperienza, dei momenti negativi  di quelli positivi. “Sarò presuntuoso ma debbo dire che ad Avellino di momenti negativi non ne ho vissuti. Quelli positivi ? Beh, per farla breve ti dico che sono stati due anni fantastici. Il mio esordio, li ho capito che siete speciali, unici.” Bene, continuiamo con i complimenti. Ci parli dell’esordio in casa con la Juventus. Non male per uno che l’anno prima giocava in cadetteria. “Che emozione. Ho giocato in massima serie per la prima volta e contro la signora del calcio italiano. I tifosi mi incitarono per tutta la gara e se sbagliavo mi incoraggiavano. Capivano il nostro sforzo e ci assistevano con un calore indescrivibile. Ogni gara al Partenio c’era il pienone, più di trentamila spettatori. Ci sentivamo dei leoni ed il merito era tutto dei tifosi irpini”. Tre ex tutti assieme con l’Ancona. “Si. Io, Augusto Gentilini e Mimmo Giugliano. Una parte della vostra storia”. Cosa è cambiato ad Avellino rispetto ai suoi tempi. “Una città più bella, pulita ed ordinata. Mi fa piacere, quando scendo da voi è sempre una gioia immensa”. Cosa augura ai tifosi avellinesi? Siamo alla prima di campionato con il Prato e domenica in tanti leggeranno il suo pensiero. “Di arrivare e presto in massima serie. L’Avellino merita ben altri palcoscenici”. “Primma ‘e da’ o tiempo all’uocchie pe’ s’annammura’ già s’era fatt’ annanze ‘o core”. Italo Schiavi è un’altra “vittima” dell’amore per i colori bianco e verdi. Non lo nasconde, come tutti del resto. Grazie Italo, grazie di aver indossato questa gloriosa maglia e di aver dimostrato tutto il tuo immenso valore. Altro giro, altra corsa. Alla caccia di un altro grande ex. Venghino siori e siori, la giostra dei ricordi è pronta per un altro, imperdibile, giro.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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