• www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
    Direttore Responsabile: Michele Pisani

Lollo Caffè Napoli…è semifinale!

Condividi i nostri articoli

Hits: 4

Una azione di gioco

Non era facile tenere alta la concentrazione, dopo la bella e convincente vittoria in gara 1; a maggior ragione se Capitan De Luca e compagni, avevano il vantaggio di due risultati utili su tre (sarebbe bastato anche il pareggio oltre, chiaramente, alla vittoria). Davìd Marìn in questi giorni aveva cercato di lavorare molto più sulla testa, che non sulle gambe, dei suoi ragazzi, consapevole che un calo, anche minimo, di attenzione avrebbe potuto seriamente compromettere la sfida del PalaCatania, roccaforte dei siciliani che si preannunciava davvero incandescente.

Due risultati utili su tre dicevamo, ed è questo l’aspetto che Mister Marìn ha cercato di tenere il più lontano possibile, dalla mente dei ragazzi, cercando di non farlo nemmeno lontanamente pensare, per avere come unico obiettivo possibile, solo e soltanto la vittoria. Ne era convinto più che mai, anche Capitan De Luca, che nel presentare la sfida di gara 2, aveva dichiarato: “Andiamo in Sicilia con tanta fiducia ma sappiamo che sarà un’altra partita rispetto a quella di Villaricca. La Meta ha costruito gran parte del proprio campionato in casa. Al PalaCatania ci abbiamo giocato due volte e conosciamo il calore del loro pubblico ma non ci condiziona. E’ solo una spinta in più per loro. Per noi è stimolante giocare in un palazzetto del genere. L’esperienza in queste gare conta ma non è determinante. Loro sono molto motivati. Giocano per la prima volta un playoff in casa e non si risparmieranno. Dovremmo noi essere cinici e determinati. Cattivi agonisticamente parlando. Io mi sento bene fisicamente, vivo un momento di fiducia come del resto tutta la squadra. Questo è il momento più emozionante della stagione, il più bello. Per noi professionisti giocare queste partite è solo uno stimolo in più. Bisogna avere fame per arrivare il più in alto possibile, e noi ne abbiamo tanta”.

Alla fine è proprio Napoli ad avere più “fame”, riuscendo a lanciare letteralmente il cuore oltre l’ostacolo, ed andando a vincere una partita proprio in quei minuti finali che, spesso, durante la regular season hanno rappresentato il vero e proprio tallone d’Achille dei partenopei. Vittoria in rimonta dunque, chiudendo la “pratica” dei quarti di finale già in gara 2 (e senza dover ricorrere allo spareggio di gara 3), con il medesimo punteggio di qualche giorno prima (5 a 3 a Villaricca, 3 a 5 al PalaCatania), ed accesso alle semifinali dei play off scudetto.

Vittoria sofferta quella maturata in terra siciliana, arrivata dopo un primo tempo con più ombre che luci, giocato male e su ritmi bassi, durante il quale si è lasciato quasi sempre il pallino del gioco nelle mani dei padroni di casa, capaci di portarsi avanti fino al 3 a 0, ma che forse hanno pagato la poca esperienza in gare del genere, incapaci di gestire un simile vantaggio.

Poco prima dell’intervallo Napoli riesce a siglare la rete del 3 ad 1, che riporta entusiasmo e consapevolezza, dando poi la spinta per affrontare il secondo tempo con determinazione e maggiore concentrazione.

E’ in gare come queste che i valori tecnici, ed i singoli, possono fare la differenza; così è stato anche stavolta, con entrambi i portieri davvero monumentali (da un lato Molitierno, dall’altro Perez) che si sono presi a più riprese gli onori della cronaca; la gara si sblocca dopo appena 8 minuti dall’inizio, con Dalcin che realizza una pregevole rete, con un sinistro che si insacca all’incrocio dei pali, alle spalle di un incolpevole Molitierno.

Catania continua a spingere sull’acceleratore senza sosta, spinto dal suo pubblico, e come detto, solo un monumentale Molitierno riesce a mantenere a galla i suoi; nulla può però a metà del primo tempo, quando Spampinato si viene a trovare da solo, davanti alla porta ospite, e realizza con freddezza la rete del 2 a 0. Napoli non si lascia intimorire però, e prova una seppur tiepida reazione; la partita, come all’andata, è maschia e combattuta, con molti falli di gioco, e proprio in seguito ad un tiro franco, gli azzurri hanno la possibilità di riaprire la gara: “JapaDuarte però, non si ripete come in gara 1, sbagliando il tiro facendosi ipnotizzare da Perez.

E così per la più famosa legge non scritta del calcio, goal sbagliato goal subito; e così Catania, con Costantino, realizza la terza marcatura, e quando mancano una manciata di minuti alla fine dunque, i siciliani si portano sul 3 a 0; è a questo punto che Dimas, anche questa volta l’ultimo ad arrendersi, riporta i suoi in partita andando a realizzare il goal del 3 ad 1, restituendo fiducia e consapevolezza ad una squadra che era sembrata, sino ad allora, forse troppo timida.

Nella ripresa la musica cambia completamente; proprio Dimas si carica i suoi sulle spalle, e dopo appena 13 secondi dall’inizio, va a realizzare il 3 a 2 che riapre completamente la gara, con tutto il secondo tempo ancora da giocare. Gli azzurri prendono fiducia, iniziando a cercare con più insistenza quel goal che significherebbe semifinale, e così la partita diventa incandescente, ed il palazzetto di Catania una polveriera. Ma ecco salire in cattedra Perez, a cui qualsiasi aggettivo va stretto: “supermegagalattico” verrebbe da dire, nel negare più volte, a più riprese, la gioia del pareggio ai partenopei. Nulla può però a tre minuti dalla fine, quando Chano decide di fare il fenomeno e regala il meritato pareggio ai ragazzi di Mister Marìn.

Immediata la risposta dei siciliani, che inseriscono il portiere di movimento, cercando il tutto per tutto; la mossa purtroppo per loro, non sortisce gli effetti sperati, ma anzi prima Mancha, ed a tempo oramai scaduto De Luca, realizzano il quarto ed il quinto goal, approfittando della porta sguarnita.

Quella del Lollo Caffè sembra essere la storia che tutti vorremmo raccontare finalmente; la storia di una Napoli (sportiva) che lotta e che vince, continuando ad inseguire un sogno; quel sogno che per scaramanzia non si dice, non si pronuncia ad alta voce, ma che si immagina, si sogna.

Ora l’impegno più difficile, contro la corazzata Acqua&Sapone, che ha chiuso la regular season al primo posto, e anche se il pronostico non è dalla nostra parte, i ragazzi avranno un’intera città a spingerli e sostenerli, per continuare a credere che i sogni, qualche volta, si possono realizzare.

Commenta per primo

Lascia un commento