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Adesso solo la sosta può fermare l’Avellino. Contro il Cesena arriva la quinta vittoria consecutiva. Al Manuzzi finisce 1-2 per i biancoverdi che rimontano nella ripresa con Bastien e Castaldo il gol di Djuric nel primo tempo. Non ci sono dubbi: un modo migliore per salutare il 2015 non c’era. L’Avellino ha avuto una grande reazione dopo un primo tempo bruttino, giocato al piccolo trotto. Ma nel secondo tempo Tesser ha modificato l’assetto tattico spedendo in campo Insigne, un un altro fantasista, al posto di Rea e spostando Jidayi al centro della difesa. La mossa ha rivitalizzato la manovra dei biancoverdi apparsi finalmente più incisivi nella metà campo avversaria. Al resto ci ha pensato il solito immenso Castaldo, ancora una volta decisivo con il suo gol del definitivo 2-1. L’immeritata espulsione di Arini nel finale ha solo riequilibrato numericamente le forze in campo, perchè Gigi-gol ne teneva impegnati sempre due. Insomma, con questo Castaldo sognare è un obbligo.
ZAMPATA DI DJURIC- Tesser rivoluziona la difesa: Ligi-Rea come coppia centrale, Biraschi rientra e si posiziona sull’out di destra. Jidayi avanzato in mediana. Drago deve invece rinunciare a Sensi, il metronomo della sua squadra, ma recupera Djuric in attacco. Assente Gomis l’ex di turno. Partita molto combattuta fin dai primi minuti: poche occasioni ma tanto agonismo. La partita si accende al 13′: cross di Renzetti per Djuric che anticipa Chiosa e manda il pallone alle spalle di Frattali. L’Avellino ci mette un po’ ad assorbire il colpo: manovra lenta e trame orizzontali non creano grossi grattacapi ai padroni di casa. Castaldo per trovare un pallone giocabile è costretto a retrocedere fino alla metà campo, ma il suo diretto marcatore, Magnusson, lo segue fin lì. Così agli irpini non resta che trovare la soluzione individuale, come al 27′ quando Trotta lavora un buon pallone al limite dell’area ma conclude debolmente. E questo è l’unico tiro in porta dei biancoverdi nella prima mezz’ora di gioco. Agliardi non corre pericoli, ma i suoi compagni fanno poco o nulla per assestare il colpo del ko. Solo nel finale di tempo, complice l’atteggiamento remissivo dell’Avellino, il Cesena sfiora due volte il raddoppio: al 41′ Garritano non inquadra da ottima posizione, al 45′ la fuga solitaria di Viola viene fermata dall’uscita tempestiva di Frattali. Poi Abisso fischia due volte e manda tutti negli spogliatoi.
RIMONTA BIANCONVERDE- Subito un cambio per l’Avellino: dentro Insigne, fuori Rea. Jidayi si abbassa al centro della difesa. La mossa di Tesser rivitalizza i biancoverdi perchè Insigne ci mette 5′ per spaventare Agliardi con un siluro dai 25 respinto dal portiere del Cesena. Sull’angolo successivo la squadra di Drago si addormenta e dimentica Bastien che, tutto solo, dal limite dell’area piazza il pallone nell’angolino. Parità ristabilita. La partita esplode: due minuti dopo, cross di Biraschi, Castaldo prende l’ascensore e incorna, Agliardi si supera e respinge. Capovolgimento di fronte, Renzetti fugge sulla sinistra e mette al centro un pallone velenoso sul quale Djuric manca la deviazione. Drago vuole più presenza in area avversaria: dà un’occhiata in panchina e chiama Rosseti per il cambio, fuori Garritano. Ma l’Avellino adesso crede al colpaccio: Insigne inventa e i padroni di casa faticano ad arginarlo. La squadra di Tesser però si scopre troppo e Kessie per poco non la beffa in contropiede, salva tutto Chiosa di testa sulla linea. Gol sbagliato, gol subito, al 63’Trotta si smarca sulla sinistra, vede Castaldo solo in area di rigore e lo serve. Gigi-gol ha tutto il tempo per stoppare e pescare l’angolo alto alla sinistra di Agliardi. Rimonta completata. Il Cesena prova a reagire con Rossetti: stacco di testa dell’ex Siena e palla sul fondo. Al 71′ mischia in area irpina, Renzetti incorna, Frattali è attento e blocca. Nell’Avellino c’è spazio anche per Mokulu e Petricciuolo per Trotta e Bastien. Drago risponde con Moncini al posto dell’ex Kone per l’assalto finale che l’Avellino deve sostenere in 10′ per l’assurda espulsione di Arini, inventata dal signor Abisso. Il Cesena non ne approfitta, anche perchè c’è Castaldo che ne tiene impegnati sempre due. L’Avellino non soffre, anzi si toglie anche lo sfizio di sfiorare il 3-1 con Mokulu dopo un errore di Agliardi. Al triplice fischio finale, Tesser gongola: l’aggancio al Cesena è riuscito. A questo punto è davvero un peccato doversi fermare per la sosta.
Mariano Messinese
Twitter: @MarianoWeltgeis

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