24 Giugno 2026
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Franco Vanni: “Malagò? Ha dimostrato in tutta la sua vita di avere grandi capacità organizzative e politiche”.

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Questa è la dichiarazione di grande stima che naturalmente condividiamo per l’elezione di Giovanni Malagò come nuovo presidente della Figc. Franco ha scritto parecchi libri di cui ci parla nell’intervista. Abbiamo trattato vari temi del mondo del calcio.

RACCONTACI QUALCOSA DI TE, DA QUANDO HAI COMINCIATO A FARE IL GIORNALISTA

“Dopo il diploma, ho cominciato a studiare Disegno industriale all’università. Preparando l’esame di grafica editoriale, mi sono però accorto che quello che più mi attraeva erano gli articoli, non l’impaginazione. Ho cominciato a 19 anni scrivendo recensioni di bar e locali notturni per il free press di Rizzoli City Milano, che oggi non esiste più. Dopo una laurea triennale in Scienze politiche ho frequentato il master in giornalismo e sono entrato a Repubblica molto giovane, grazie a uno stage. Negli anni mi sono occupato di cronaca cittadina, cronaca giudiziaria e cronaca nera, prima di passare nel 2019 alla redazione Sport, dove ancora oggi lavoro”.

OLTRE CHE GIORNALISTA SEI ANCHE SCRITTORE. A QUALE TUA FATICA LETTERARIA SEI PIU’ LEGATO E PERCHE’

“I libri a cui si è più affezionati sono sempre il primo e l’ultimo. Si chiamano rispettivamente Il clima ideale, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice indipendente Laurana, e Morte e miracoli del numero 3, uscito nelle librerie il 9 giugno 2026 per Baldini+Castoldi. Il primo libro, per chi scrive romanzi, è speciale. Penso valga per qualunque autore. Lo vedi finalmente pubblicato e dici: ehi, sono uno scrittore. Poi, facendone altri, ti accorgi che non è proprio così… Conosco bene il mio posto nel mondo e so di essere un giornalista che ogni tanto scrive romanzi. All’ultimo libro sono affezionato perché ci ho messo tutto quello che ho imparato in questi anni, sia come cronista sia come dilettante della narrativa: l’indagine penale, il mondo del calcio, l’ambizione di chi vuole farcela a tutti i costi, ma anche gli aspetti più dolorosi della vita. So che non vale dircelo da soli, ma penso sia venuto bene. Le prime risposte dei lettori sono molto confortanti”.

ABBIAMO APPENA SAPUTO CHE IL NUOVO PRESIDENTE DELLA FIGC E’ GIOVANNI MALAGO’, COSA NE PENSI DI QUESTA ELEZIONE?

“Malagò ha dimostrato in tutta la sua vita di avere grandi capacità organizzative e politiche. Sia l’esperienza al CONI sia quella legata a Milano-Cortina sono state decisamente positive. Il fatto che abbia una maggioranza così ampia è rassicurante rispetto alla possibilità che possa davvero fare le riforme di cui il calcio ha bisogno. Rispetto all’ultima plebiscitaria elezione di Gravina, trovo positivo che Malagò abbia avuto un vero sfidante. È importante che i vertici delle istituzioni complesse, non solo i pubblici amministratori, siano eletti attraverso un percorso realmente democratico”.

ITALIA, TERZO MONDIALE A CUI NON PARTECIPIAMO. QUALI SONO LE CAUSE PRINCIPALI

“Vedo una serie di concause, fra cui faccio fatica a sceglierne una sola: una casuale mancanza di talento in una generazione di calciatori forti ma non campioni; criteri di selezione nei settori giovanili che troppo spesso premiano il fisico rispetto all’abilità col pallone; un’attenzione nei settori giovanili rivolta più alla ricerca della vittoria che alla crescita dei ragazzi; poco coraggio da parte dei club di vertice della Serie A nel puntare sui giovani. Questi sono senz’altro alcuni degli elementi, a cui si aggiunge probabilmente, in occasione di questa terza qualificazione mancata, la mostruosa pressione di dover vincere a tutti i costi dopo due fallimenti consecutivi. Evidentemente i calciatori e il tecnico non l’hanno retta”.

IN ITALIA ABBIAMO PERSO LO SPLENDORE DI 20 ANNI FA QUANDO ERAVAMO PROTAGONISTI IN EUROPA CON I NOSTRI CLUBS A COSA E’ DOVUTA QUESTA DECADENZA

“In un calcio sempre più globalizzato, in cui le squadre di tutta Europa si sfidano in Champions League, anche i club italiani sono costretti a spendere moltissimo per cercare di assicurarsi i migliori calciatori, in concorrenza con società molto più ricche come quelle della Premier League, il Paris Saint-Germain, le due grandi spagnole e il Bayern Monaco. Il problema è che queste squadre hanno ricavi molto superiori ai nostri, quindi noi siamo costantemente con l’acqua alla gola e ci troviamo nella condizione di rincorrere. Purtroppo, negli ultimi vent’anni la Serie A è passata dall’essere il campionato più ricco d’Europa, approdo da sogno per ogni campione, a essere invece una lega di passaggio, da cui i calciatori migliori quasi sempre, a un certo punto, se ne vanno. L’impoverimento della Serie A è dipeso da molti fattori: difficoltà nel vendere i diritti TV internazionali, anche perché nel mondo non ci sono altri Paesi in cui si parla italiano; gestione miope, da parte dei club, degli aspetti legati a sponsor e politiche commerciali; stadi inadeguati e spesso molto vecchi. Sul tema ho scritto un saggio insieme a Matteo Spaziante che si intitola Il calcio ha perso ed è stato pubblicato da Mondadori nel 2022”.

NEL CALCIO ITALIANO NON CI SONO SOLDI SEMPRE MENO GIOCATORI FORTI ARRIVANO COME SI POTREBBE USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE

“Una ricetta semplice non c’è. Visto però che da qualche parte bisogna cominciare, direi che un buon inizio potrebbe essere sfruttare l’Europeo del 2032 per ammodernare i nostri stadi. Avere stadi moderni ed efficienti è un volano economico importante che permette di aumentare i fatturati in modo consistente. Spero però che anche nei moderni stadi di proprietà si conservi la possibilità di accesso per i veri tifosi. In tutta Europa, e anche in Italia, i prezzi sono sempre più proibitivi e i club, per fare cassa, troppo spesso vendono pacchetti enormi di posti in tribuna agli sponsor, che poi invitano turisti, clienti, fornitori, influencer e persone a cui della partita interessa pochissimo. È uno spettacolo un po’ triste”.

INTER E TANTE ALTRI CLUB IN MANO A PROPRIETA’ ESTERE COSA NE PENSI

“In un mondo globalizzato è un fenomeno fisiologico e inevitabile. Più che la nazionalità, mi stupisce la tipologia dei nuovi proprietari del calcio. La cosa singolare è che negli stessi campionati competano imprenditori che mettono soldi di tasca propria, fondi di investimento che investono nei club capitali raccolti dai loro investitori, e fondi sovrani guidati da Stati, spesso dell’area mediorientale. È evidente che si tratti di una corsa impossibile per i presidenti tradizionali del calcio, che spesso in Serie A erano imprenditori locali innamorati della squadra. Ormai le cifre in ballo sono troppo alte per quasi tutti i nostri imprenditori nazionali”.

MONDIALI CHI VEDI FAVORITO E PERCHE’

“Tifo Brasile perché è guidato da Carlo Ancelotti che, insieme a Pierluigi Collina, è l’unica vera superstar del nostro calcio presente in qualche modo nel Mondiale americano. Penso però che alla fine la spunterà una fra Francia e Spagna, che mi sembrano le nazionali più attrezza

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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