20 Luglio 2024
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Dialogo filosofico su Higuain, Adl, il Napoli, il calcio!

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Mi sono appena svegliato e non potete credere a quello che vi sto per raccontare! Appisolatomi in questo caldo pomeriggio estivo mi è capitato di essere accolto nel Paradiso dove, in un angolo ho notato due personaggi, austeri, barbuti che discorrevano di qualcosa. Poco lontano un giovane poeta, Catullo si chiamava se non erro, mi diceva sottovoce, “lascia stare, nugae e nient’altro”. Non curante dell’avvertimento, incuriosito mi avvicino e mi porto a poca distanza da loro. Partenofilo e Sofista, mi dicono si chiamino e stanno qui dai tempi dell’Antica Grecia. Ricordo ancora quello che si dicevano, e ora cercherò di riportarvelo in maniera fedele. Allora, cominciò quello che si compiaceva della sua importanza, dall’aspetto altezzoso e sicuro, si dice avesse avuto un grande maestro:
Partenofilo: “Ma tu guarda cosa sta accadendo nella mia Neapolis… Si accapigliano per un gioco, con la palla e undici atleti. Bellissimo questo sport… Ah, l’avessimo avuto anche ad Olimpia! Comunque sono d’accordo con la gente, Higuain va accontentato. Lui è un campione e merita il riconoscimento che chiede… Bisogna adeguargli il contratto, bisogna dargli più soldi. Più dracme. Li merita, ha fatto 36 gol!!!”
Sofista: “Ma un giocatore non si giudica da record personali, semmai da cosa, e quanto, ha vinto e fatto vincere. L’altro argentino, molti lustri fa, almeno vinse qualcosa di importante, anzi, importantissimo. D’accordo per i 36 gol ma, bada bene, sicuro sia tutta farina del suo sacco? Non ti risulta che abbia avuto una squadra che giocava per lui? Non ti risulta che l’allenatore gli abbia cucito addosso un modulo che lo esaltava? Certo è un campione! Ma i campioni sono tali anche perché sanno essere dei leader! E con queste frasi del fratello, si denigra un gruppo e una squadra intera composta da ragazzi che non arriveranno mai a guadagnare quanto lui ha già incassato.”
Partenofilo: “Ma come non è decisivo? Ha segnato 36 gol! E’ nella storia del campionato italiano!”
Sofista: “Certo è nella storia! Il mio amico Pitagora dice che i numeri non ingannano, mai! Ma qual è stato il livello di questo campionato? Alto? No, da anni! Medio? Forse, molto probabilmente si. Ma… con il Real Madrid, è stato decisivo? E con l’Argentina? In tre finali tre errori abbastanza importanti. Lo neghi?
Dovresti sapere che in questo sport gli episodi sono decisivi, ed importante che il campione non li sciupi. Quanti errori sono costati qualcosa di importante tempo addietro? Quanti di quelli che oggi lo osannano e lo difendono, solo un anno fa lo volevano fuori dalla squadra?”
Partenofilo: “Ma la colpa sai di chi è? E’ del presidente? E’ un pap… (ebbene si! In Paradiso c’è la censura!). Vuole solo farsi i soldi, vuole solo guadagnare sul Napoli! Deve andar via, deve vendere la squadra. E’ un borgataro romano, non ha sangue napoletano! Mentre quei barbari di Torino comprano noi stiamo a guardare. E non riusciamo a prendere nemmeno Lapadula! Ma chi è sto Lapadula? Se ne vada a Milano da Berlusconi! Tanto le strisciate sono tutte uguali! Sono il potere!”
Sofista: “Il valore svanisce come il gelo a primavera diceva un mio amico tragediografo. Ma il presidente vi ha preso nel baratro della C, e certo, seppur freddamente imprenditore ha capito una cosa fondamentale: che nel calcio moderno bisogna avere i conti a posto! Inutile che ci si affligga. Napoli non è una potenza economica, come non lo è Roma ed altre città dell’italico stivale. Le potenti vestono a strisce, hanno costruito nel tempo i loro imperi e scalfirli sarà difficile. Nemmeno io amo il “presidente”, ma meglio cercare di vincere rispettando…”
Partenofilo: “Ma che dici? Ci fecero fallire! Salvarono Lazio e Roma, mentre a noi ci odiavano. E pure quello che ora si vanta di essere presidente ci lasciò fallire!”
Sofista: “Non ti scaldare e fammi parlare… Dimmi, tu ti accolleresti i debiti di qualcun’altro? Credi che se anche il Napoli avesse avuto dalla sua le banche, come le ebbe al tempo di Maradona (d’altronde chi credi che rese possibile il suo acquisto?), sarebbe fallito? Chi ha salvato Lazio e Roma se non le banche? Rido della tua ingenuità. Ricorda: rendere merito a una persona, non significa amarla. Nessuno è perfetto e tutti sono fallibili.”
Partenofilo: “Ma Higuain deve amarci. Siamo la migliore tifoseria d’Italia… anzi no, del Mondo! E Napoli è la città più bella d’Italia… anzi no, del Mondo!”
Sofista: “Ognuno ha nel cuore la sua terra natia, guai se non fosse così. E non applicare le tue categorie agli altri. Ricorda che chi fa qualcosa per soldi, smette di essere un appassionato e diventa mercenario. E i mercenari non hanno cuore. Stanno bene quando sentono di avere la saccoccia stracolma di denari. Tu non puoi capire, tu ragioni col cuore. Tutti gli altri, l’argentino, il presidente, lo fanno con la testa. E la testa non è come il cuore… non prova emozioni, non gioisce né si commuove né si rattrista! Il calcio, mio caro Partenofilo sei tu, e i tuoi compagni, e quelli che amano la maglia, i propri colori e che fanno sacrifici per un amore incondizionato.”
Partenofilo: “Ma a noi servono i campioni…”
Sofista: “Non tradire il tuo sport. Guarda quegli undici vichinghi venuti dal nord. Sono tra le 8 più forti d’Europa, islandesi li chiamano. E guarda al Leicester. Nel calcio tutto è possibile a patto che ci siano la cose più importanti: la squadra, il cuore! La coesione tra compagni! Quante volte l’argentino ha mandato a quel paese ragazzi che giocavano per lui ed avevano il solo torto di sbagliare un passaggio? Sarà stata vera gloria, o cruccio personale? Solo il tempo ce lo dirà!”
Partenofilo: “Ma io voglio vincere, il Napoli deve vincere!”
Sofista: “Tutti lo vogliono, e tutti credono che la propria squadra sia la più importante. Non sentirti in debito con il destino… Ama la maglia, ama questo sport. Tutto il resto verrà da se, e sarà ancora più bello! Guarda questo che ora ci sta ascoltando – rivolgendosi a me – lo vedi? E’ di rossoblù vestito… ha molte e ben altre problematiche.”
Partenofilo: “Ma…”
Sofista: “Cosa direbbero i romanisti dopo che i celti bianconeri gli hanno sottratto un giocatore? Li c’è Cesare domanda a lui.”
Partenofilo: “Giulio Cesare? Ma è della Roma o della Lazio?”
Sofista: “Mi meraviglio che tu non lo sappia! E’ sempre stato tifoso…”

All’improvviso un sussulto, mi sveglio, è tardi, ho da fare. Il sogno si interrompe sul più bello. Porca miseria, non sapremo mai per chi tifa il divo Giulio.

P.S. Tranquilli tutti, non sono sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Era solo un modo divertente e non fazioso per esprimere un’opinione. Ed anni e anni di versioni tradotte.

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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