16 Maggio 2026
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Buonasera Eccellenza – De Stefano: “Ecco perché ho lasciato la Sibilla”

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Lunedì scorso si è consumata ufficialmente la separazione tra la Sibilla Bacoli e Antonio De Stefano, il tecnico che l’aveva traghettata in Eccellenza dopo un’annata trionfale. E proprio a FootballWeb, intervenendo telefonicamente nel corso della trasmissione Buonasera Eccellenza, il tecnico napoletano ha affidato le proprie verità su questo addio inaspettato.

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L’ADDIO – “Magari accade quando un allenatore raggiunge il massimo obiettivo possibile, ciò che all’inizio può sembrare utopia. Dopo il viavai iniziale di giocatori come Gelotto, Salvato, Izzo o Loasses, oltre che di dirigenti e direttori, nessuno avrebbe scommesso un euro sulla Sibilla. E’ stata una soddisfazione doppia arrivare fino in fondo. Si è dato talmente tanto che ho preferito lasciare un buon ricordo. Egoisticamente penso anche che i miracoli possano succedere una sola volta nella vita. Non vuol dire che io non creda nei progetti della Sibilla, ma meglio di questo non si può fare. Abbiamo delle idee un po’ diverse per il futuro, quindi mi fermo qui”.

SNODO DECISIVO – “A fine novembre andammo a Sant’Anastasia. All’epoca erano una corazzata, con giocatori che rappresentavano un lusso per la categoria. Vincemmo 3-0 approfittando del pareggio dell’Ischia ad Ottaviano. Balzammo in testa e iniziai a convincermi che, con qualche piccolo innesto a dicembre e senza smantellare la nostra ossatura, avremmo potuto inseguire un sogno. A gennaio abbiamo battuto l’Ischia al Chiovato senza Mazzeo, il giocatore nettamente più forte della categoria. Lì ho capito che avevamo il destino nelle nostre mani. Sono stati questi i due momenti salienti della stagione”.

TRA AFFETTI E FUTURO – “Gli attestati di stima della tifoseria bacolese sono stati per me motivo di grande soddisfazione. Molti tifosi mi hanno contattato ed erano quasi in lacrime. Sono tra gli allenatori più giovani della Campania, ho 36 anni. La categoria in cui allenerò non è importante. Il fatto che si apprezzino prima le doti umane e poi quelle tecniche, mi rende già felice. Alla fine, un allenatore può utilizzare tutti i moduli possibili, ma sono i valori umani che lo mettono in sintonia con un giocatore. Che sia Eccellenza o Promozione, è relativo: l’importante sarà incontrare persone serie, che rispettino prima l’uomo e poi l’allenatore, e mantengano gli impegni. Ho il tempo dalla mia parte. Magari la meritocrazia vorrebbe che mi si presentasse una buona occasione in Eccellenza. Ma di valori e meritocrazia ce ne sono ben pochi nella nostra Regione. E allora, a prescindere dalla categoria, andrò a valutare uomini e persone di calcio che vorranno affidare un progetto al sottoscritto”.

SIBILLA IN ECCELLENZA – “I giocatori hanno dato tutto in questa stagione. Almeno l’80% della rosa era composta da calciatori non abituati a vincere un campionato. Penso a ragazzi come Esperimento, Carezza, Coppola o Massa. L’Eccellenza è diversa, lì ti vai a confrontare con realtà importanti. A mio avviso almeno 4-5 giocatori importanti bisogna prenderli.  La Sibilla ha vinto un campionato pur non essendo la più forte sulla carta, quindi credo che si debba comunque ripartire da questa ossatura aggiungendo in quintetto di elementi di spessore. Altrimenti si può fare fatica”.

SUL SUO EX SORRENTO – “E’ una amarezza che difficilmente andrà via. A Sorrento avrei voluto lasciare una impronta come ho fatto a Bacoli. Nei momenti particolari mi sono confrontato con la società. Quando accettai, feci una follia. Ma mi era stato promesso qualcosa. Credevo nelle mie possibilità e nei giocatori che avrei dovuto prendere. Poi sappiamo come è andata e la società è scomparsa dalla sera alla mattina. Mi dispiace non aver fatto conservare la categoria ad un club che già non c’entrava nulla con l’Eccellenza. Avrei voluto regalare la salvezza ad un grande tifoso recentemente scomparso (Ninotto ‘o Maresciallo, ndr), ma non mi è stata data proprio la possibilità di poterlo fare. Un allenatore può essere bravo ma alla fine gli serve una rosa. I protagonisti sono i giocatori, un allenatore ci mette del suo ma poi diventa uno spettatore. La partita col Cervinara? Sulla carta non ci dovrebbe essere storia, ma il Cervinara ha un ottimo allenatore e giocatori importanti. I play-off dimostrano che in una partita secca il risultato non è mai scontato. Ma ora è arrivato il momento che il Sorrento faccia il salto di categoria. Non si può fallire per la seconda stagione consecutiva, sebbene l’anno scorso la Nocerina fosse una corazzata. Per budget e importanza della piazza, ora bisogna scalare almeno una categoria”.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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