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“Uno molto superstizioso era mister Novellino. Lo testai sulla mia pelle a inizio campionato, quando andai a segno per quattro domeniche di fila.Il giovedì della prima di queste partite disputammo la solita amichevole con la formazione Primavera. Dopo dieci minuti, mi arrivò una palla alta, cercai di stopparla ma ci andai un po’ molle e mancai la sfera. Novellino me ne disse dietro di tutti i colori: «Guardate questo, ha fatto un paio di gol in Serie A e già fa il fenomeno». Sinceramente rimasi perplesso. «Mister, ma cosa dice? Ho sbagliato uno stop, mica faccio il fenomeno.» Non volle sentir ragioni: «Hai rotto i coglioni, vai a far la doccia». «Certo mister, nessun problema, me ne vado volentieri, ha rotto i coglioni anche lei.»
Novellino era così, prendere o lasciare. Il giorno dopo mi presentai all’allenamento ma il litigio era già acqua passata. «Buongiorno mister.» «Buongiorno Dario, tutto bene?» «Benissimo.» Come se nulla fosse. La domenica andai in campo e feci gol.
Il giovedì successivo accadde di nuovo. Amichevole contro la Primavera, sbagliai un cross e giù di insulti. «Non c’hai voglia, fai il fenomeno, hai fatto due gol in croce e vuoi diventare capocannoniere. Hai rotto il cazzo Dario, a far la doccia!»
«Ancora mister? Secondo me lei ha qualche problema.»
«Sicuramente, tu però vai a farti la doccia.»
Assurdo. Mi aveva cacciato nuovamente.
Poi Carlo Carletti, storico collaboratore di Novellino, mi spiegò tutto:
«Dario, non te la prendere, il mister è solo superstizioso. Siccome giovedì scorso ti ha cacciato e poi domenica hai fatto gol, ora continuerà a farlo chissà per quante settimane».
Alla faccia della superstizione. La domenica segnai due volte e il giovedì successivo si ripeté la stessa situazione. Ormai però conoscevo l’antifona.
Fingevo di prendermela e andavo a far la doccia. Tanto la domenica avrei segnato ancora.”
[Dario Hubner]
Fonte: autobiografia “mi chiamavano Tatanka”.

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