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Paganese all’esame Vibonese. Ripensando a quel legame con la stagione 2012-13…

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DI STEFANO SICA

Uscire imbattuti da Teramo sarebbe stato importante per arrivare con più tranquillità e tante credenziali da esibire al tour de force che vedrà gli azzurrostellati provare a districarsi, nella prima metà di novembre, tra Catania e Bari al Torre, passando per il match esterno con la Ternana. Sfide che metteranno alla prova tempra e ambizioni della Paganese, che a questi appuntamenti dovrà approdare cercando di fare bottino pieno con Vibonese (ore 18.30 al Torre) e Picerno.

STOP MERITATO – Al Bonolis, la squadra di Alessandro Erra ha regalato praticamente un tempo ai biancorossi, lasciando addirittura la sensazione che lo 0-2 maturato prima dell’intervallo fosse esito generoso, anche per qualche intervento prodigioso di Baiocco. Troppi gli errori individuali, latitanti idee e grinta. Emblematici i regali di Alberti e Schiavino che hanno innescato in due occasioni le ripartenze di Mungo: nel secondo caso il centrocampista emiliano ha fatto anche sfoggio di sportività proseguendo il suo affondo verso la porta ospite senza approfittare dello sgambetto in area del difensore azzurrostellato. Quando la soglia della concentrazione si abbassa anche in modo progressivo, la brutta figura è sempre dietro l’angolo. Ma guai a parlare di presunzione o di manie di onnipotenza. Lo ha ribadito Erra, uno che pretende tanto dai suoi e non lo nasconde. E c’è da credergli. Meglio nella ripresa ma solo per la diminuita forza propulsiva della squadra di Bruno Tedino, in pieno controllo del risultato. Gli abruzzesi hanno protestato molto per il rigore concesso agli azzurrostellati, figlio invece di una colossale ingenuità di Piacentini la cui spinta su Musso è apparsa tanto plateale quanto inutile con l’attaccante di spalle. Tardivo e improduttivo il forcing finale, guidato come al solito da capitan Scarpa che ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo prendendo per mano i suoi, con pochi riscontri.

DUBBI DI FORMAZIONE – Con la Vibonese, è possibile che Erra faccia ricorso ad un leggero turnover. Non ci sarà nuovamente Perri, rimpiazzato ancora da Mattia a meno che il tecnico non voglia smistare Carotenuto a sinistra puntando su Schiavino o Sbampato a destra nel 3-5-2. Con l’assenza forzata di Diop (l’apporto del miglior marcatore azzurrostellato, specialmente in trasferta, sarebbe oro puro per caratteristiche specifiche), sicuro di una maglia da titolare è Alberti, supportato da uno tra Musso e Scarpa, con Calil che sta gradatamente raggiungendo la forma migliore. In mediana, Bonavolontà potrebbe rimpiazzare Gaeta. Si vedrà. Come la Paganese, anche la Vibonese accusa qualche difficoltà in trasferta, dove non ha mai vinto facendo invece del Luigi Razza il suo fortino quasi inespugnabile (ci è riuscito solo l’Avellino finora). Ma bisognerà restare vigili e sul pezzo anche perché gli scontri diretti più recenti, disputati al Torre, non sorridono agli azzurrostellati, con due pari speculari (1-1) e una sconfitta nel turno preliminare di Coppa Italia di C (0-2) poco dopo Ferragosto di tre anni fa.

COME NEL 2012-13 – Al netto della sconfitta di Teramo, è una Paganese che piace e suscita trasporti emotivi quella che rinasce a nuova vita dopo gli stenti degli anni passati. E che prova a battere record su record. Uno sta nello speciale tritacarne che, in appena due mesi, ha già divorato ben quattro allenatori che hanno avuto la “sfortuna” di uscire sconfitti con gli azzurrostellati: Giorgio Roselli (Monopoli), Angelo Andreoli (Rende), Alberto Mariani (Rieti) e Giovanni Ignoffo (Avellino). Tutti esonerati nel giro di poche ore dai rispettivi club. Mai era capitato nelle prime dieci giornate in questa lunga avventura tra i professionisti. Sbalorditive poi le aderenze con la stagione 2012-13, quella del nuovo corso in Prima Divisione. Nei primi 10 turni, la Paganese totalizzò 15 punti, come oggi. Non solo: anche allora, la squadra di Gianluca Grassadonia, con Scarpa al secondo anno in azzurrostellato, mise insieme quattro vittorie, tre pareggi e tre sconfitte, con 11 punti fatti in casa e 4 in trasferta. Proprio come oggi. Era la Paganese di Mimmo Girardi, Dino Fava, Luca Orlando e Loris Tortori, non giocatori qualunque. Quell’anno la Paganese si salvò agevolmente arrivando a metà classifica. Gli azzurrostellati tuttavia, rispetto alla decima giornata di quella stagione, hanno un coefficiente maggiore tra gol fatti e subiti: +6, rispetto al + 4 di allora. Mai la Paganese avrebbe avuto un ruolino di marcia simile negli anni successivi. Fino ad oggi, appunto. Quando sogno e passione hanno fatto riavvicinare la città alla loro Stella preferita.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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