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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Chi Benassi ferisce, di Benassi perisce. Il calcio è fatto di piccole favole, come quella che ha visto protagonista il centrocampista della viola. Ripudiato (lo so è una parolona, ma è per rendere la storia più avvincente) dal tecnico serbo, Benassi passa quest’estate alla Fiorentina, con l’obiettivo di riscattarsi dopo due anni ai margini della squadra granata. L’avvio non è facile, anche perché deve adattarsi ad un ruolo che non è il suo. La svolta, come abbiamo già scritto su queste pagine, arriva con l’Udinese, grazie al cambio di modulo da parte di Pioli. Benassi ritorna in una posizione a lui più congeniale, che lo porta a realizzare due gol e un assist in tre partite. L’ultimo gol è stato segnato ieri, contro la sua ex squadra e soprattutto contro l’allenatore che aveva smesso di credere in lui, lasciandogli magari non pochi rimpianti.
Ma durante la partita di ieri, sono andate di scena altre due piccole favole. La prima è il ritorno prepotente di Babacar. Secondo gol consecutivo e la sensazione che il senegalese abbia capito cosa voglia dire farsi trovare pronto quando sei chiamato in causa. La seconda è quella del gol di Simeone, segnato sotto la Fiesole. Come Babacar, il giocatore argentino era chiamato a dare delle risposte sotto l’aspetto realizzativo, sebbene rispetto al senegalese non fosse in discussione dal punto di vista del gioco. La rete è stata di quelle che ti liberano. Quelle che appena la palla entra in rete, a mo’ di Pete Townshend, hai voglia di spaccare tutto. Ed infatti più che esultare si è avuta l’impressione che Simeone volesse spaccare il muso a qualcuno.
Continua dunque la crescita della squadra di Pioli. Il lavoro del tecnico comincia a dare i suoi frutti. La Fiorentina è nella zona che per la sua storia recente più le compete, lottare per un posto in Europa. Contando l’età media dei giocatori di Pioli, i margini di crescita possono essere veramente alti. Bisogna naturalmente che l’allenatore sia lasciato libero e tranquillo di lavorare. Di seminare bene per poi raccogliere, per quanto si ha l’impressione che sia finito il periodo in cui, come cantava Rino Gaetano, sfiorivano le viole.
Stay Rock and Forza Viola

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