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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Si prenda un genere musicale, il Rock, e si immagini quali siano stati gli strumenti musicali tipici di questo genere. La risposta sembra alquanto scontata. Il primo strumento che viene in mente al più delle persone è la chitarra, il secondo la batteria, il terzo è la voce ca…ta di un buon frontman (non ce ne vogliano i bassisti). Questo è ciò che la maggior parte delle persone risponderebbe, non a torto, a tale quesito. Tuttavia questi non sono i soli e unici. Durante tutta la sua storia, questo splendido genere musicale ha infatti potuto usufruire della presenza dei più disparati strumenti musicali, alcuni dei quali difficilmente associabili ad esso. Si prenda ad esempio il flauto traverso. È difficile stabilire una connessione tra tale strumento e la musica rock. Eppure tale legame c’è stato. Questo è avvenuto grazie al leader dei Jethro Tull, Ian Anderson. Flautista autodidatta, Anderson ha di fatto permesso che questo strumento lasciasse per sempre un marchio indelebile nella musica Rock, e nello sviluppo successivo di tale genere. Ma ancora più importante, Ian Anderson ha dimostrato che non è tanto negli strumenti che bisogna rintracciare la chiave del, o meglio, di un successo, ma nel livello di bravura e di genialità di chi li dirige.
Lo stesso discorso vale per il calcio. Si prenda i calciatori di una squadra. Ebbene, questi non sono che uno strumento nelle mani di colui che li allena, li assembla e li dirige. Parliamo naturalmente di quella figura che chiamiamo comunemente allenatore. Per quanto se ne dica, il rendimento di uno squadra dipende da questo personaggio. Se hai infatti un buon allenatore puoi allora anche pensare che un gruppo di giovani ritrovatosi per il primo anno insieme e nello scetticismo generale, sia capace di mettere in difficoltà la prima della classe, vincitrice di sei titoli consecutivi. Inoltre lì, proprio in quello stadio dove da 40 partite nessuno è riuscito ancora a ritornarsene a casa con tutta la posta in palio.
Si è persi, è vero. Per la precisione, con una rete a zero gol di Mandzukic su cross di Cuadrado (da tempo dimenticato dai tifosi viola). Ma non ci si può rammaricare più di tanto. Il gruppo c’è, e i miglioramenti crescono a vista d’occhio . Con tutti gli spergiuri possibili, la Fiorentina è una bella realtà, che attraverso un allenatore serio e preparato, Stefano Pioli, può costruire un futuro roseo, o Viola se preferite.
Stay Rock and Forza Viola

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