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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Secondo la teoria dello Yin e dello Yang, rappresentata da un cerchio formato da una parte bianca e una nera, ogni cosa in natura non è che la somma di due concetti opposti. Questi due concetti sono complementari, in quanto indispensabili per l’esistenza del tutto. Ognuno di questi concetti, inoltre, contiene una piccola parte del suo opposto, che ne permette l’equilibrio perfetto. Tale teorie è applicabile a qualsiasi forma vivente nell’universo, ivi compresa la Fiorentina.
Bologna l’ha confermato. La squadra Viola vista al “Dall’Ara” non è che il risultato di due parti, opposte ma complementari. Quella del primo tempo; per intensità, possesso palla e gioco simile a quella della prima parte della stagione passata. Quella del secondo tempo; lenta, annoiata e a tratti confusionaria, figlia della Viola della seconda parte della stagione scorsa. In questo equilibrio perfetto, a decidere il match è allora la squadra di Donadoni. In particolare, Gastaldello. Facendosi espellere, il giocatore rossoblu ha infatti rotto quest’equilibrio (nonché quello numerico in campo e quello del risultato), che ha permesso alla Viola di dare nel secondo tempo meno di quanto aveva raccolto nel primo. Derby dell’Appennino alla Viola e una classifica che si fa meno amara.
La teoria dello Yin e dello Yang, mi permette inoltre di introdurre un altro tema caldo inerente alla Fiorentina. Si tratta delle parole dette da Sousa nella conferenza che ha preceduto il match con il Bologna. Per chi questa settima si fosse trovato su Marte, ripeto brevemente. Soffermandosi sulle possibilità delle squadra, l’allenatore della Viola ha dichiarato che quest’anno non c’è spazio al sogno, ma bisogna guardare piuttosto alla realtà. Non voglio entrare troppo nel merito, anche perché si è scritto tutto e il contrario di tutto su tali parole. Quello che mi preme è far notare, in particolare a Sousa, che in tale affermazione c’è una errore di fondo, soprattutto in rapporto alla teoria dello Yin e dello Yang. Realtà e sogno non possono essere separati, principalmente per noi tifosi. La realtà della Fiorentina la conosciamo bene, è per questo che abbiamo bisogno anche del sogno. Per trovare il nostro, e caro Sousa, con tutto l’affetto, anche il vostro equilibrio. Altrimenti, vista la realtà, tutto questo circo non esisterebbe.
Stay Rock and Forza Viola

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