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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Nel 1965 il cantante scozzese Donovan Leicth, venuto a conoscenza del tour di Bob Dylan in Inghilterra, chiese di poter incontrare quello che era senza dubbio la sua fonte d’ispirazione massima. Dylan non rifiutò tale richiesta, anzi invitò con piacere la giovane promessa della musica britannica nella stanza dell’albergo nella quale soggiornava insieme al suo entourage. In quella stanza Donovan si sentì tuttavia subito a suo agio, tanto che trovatosi una chitarra tra le mani, suonò “To Sing For You” quasi sfidando Dylan a fare di meglio. Donovan probabilmente dimenticava che si trovava di fronte al miglior cantautore vivente. Fu così che presa la chitarra dalle mani dallo scozzese, Dylan suonò uno dei suoi pezzi migliori, “It’s All Over Now, Baby Blue” in modo esemplare. La superiorità di Dylan fu palese. Donovan si ammutolì, accese nervosamente una sigaretta e non smise di fissare il suo mito, lasciando trasparire allo stesso tempo tutta la sua ammirazione ma anche la sua netta sconfitta.
Nel vedere la partita di oggi tra Fiorentina e Frosinone, la prima cosa che mi è venuto in mente è stato tale evento. Soprattutto perché il divario tra le due squadre era tanto grande quanto quello tra Dylan e Donovan. Il 73, 4 % di possesso palla e i quattro gol rifilati in un tempo, non credo lascino dubbi in tal senso. Ed infatti, così come Donovan in quella stanza d’albergo, il Frosinone non ha potuto fare altro che guardare (con ammirazione) la Fiorentina suonare il suo migliore spartito, senza poter realmente reagire.
Grazie alla vittoria con il Frosinone, la Viola torna quindi di nuovo in cima al campionato, complice anche la sconfitta della Roma a Milano, sponda Inter. Vittoria, come accennato, già maturata nel corso del primo tempo, grazie ai gol di Rebic, Rodriguez (di tacco), Babacar e Suarez, tanto che nel secondo, la Viola si è permessa il lusso di giocare il primo quarto d’ora senza un attaccante e di far entrare il suo terzo portiere a metà gara.
Ma quello che fa piacere segnalare, oltre l’essere di nuovo la capolista del campionato, è che la Fiorentina ha dimostrato che anche le cosidette seconde linee iniziano ad integrarsi a pieno negli schemi di Sousa. La mancanza di alcuni calciatori come Kalinic, Kuba, Vecino o ancora Astori, interpreti principali di questo inizio campionato dei Viola non è stata per nulla avvertita. Questo perché la Fiorentina è ormai un gruppo solido e consapevole dei propri mezzi, elemento principale che le ha permesso oggi di ritornare di nuovo in vetta e che può essere l’arma in più per ridurre il gap con le altre aspiranti al titolo, naturalmente con tutti i dovuti scongiuri.
Stay Rock and Forza Viola

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