26 Settembre 2022
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Viola Rock: il limbo del grigiore

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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata


This is the end… del girone di andata, e del 2017 per la Fiorentina. È arrivato il tempo di tirare le somme, direte. Bhé, nulla di apocalittico, come potrebbe indurre a pensare il riferimento ai Doors. Al contrario, calma piatta. La Fiorentina finisce così come aveva iniziato. Tanti dubbi sulle reali potenzialità della squadra, un futuro ancora incerto (la squadra è ancora potenzialmente in vendita e sul versante stadio nuovo, c’è ancora molto da sbloccare). La presenza in rosa di un giocatore sul quale la tifoseria ripone tutte le sue speranze (ed è un puro caso che in entrambi i casi si tratti di un Federico). Fuori, ma di poco, dall’ultima posizione che vale l’Europa League (anche alla fine del girone d’andata della stagione scorsa la Fiorentina gravitava intorno all’ottavo posto). Una difesa più solida (5 gol in meno rispetto alla stagione 2016/2017) compensato da un attacco meno prolifico (2 gol in meno questa stagione). Tre punti in meno rispetto alla stagione passata, che poco incidono sulla sostanza. La Fiorentina continua a vivere in una sorte di limbo, il limbo del grigiore, fatto certamente di speranza e passione, ma dove le emozioni sono realmente poche. E sotto tale profilo, l’uscita è realmente lontana. Certo, in più quest’anno c’è un allenatore molto più motivato, la sensazione che i giocatori mettano tutto in campo, la capacità di giocarsela con chiunque. Ma al tempo stesso, come non notare la proprietà sempre più disinteressata, il tasso tecnico molto più basso, un gioco tutt’altro che spettacolare.

Molte di questi aspetti sono emersi anche oggi nella partita con il Milan (1 a 1). Una Fiorentina senza paura, che cerca di imporsi contro una squadra tecnicamente più forte (anche se in evidente difficoltà), dei giocatori che arrivano a dare anche l’anima, nonostante le tre partite giocate nella settimana di Natale (vedi Veretout). Ma al contempo tanti errori, un gioco alquanto macchinoso, l’incapacità di gestire un vantaggio, i limiti di una panchina che non offre molti ricambi. Certamente la Fiorentina avrebbe meritato di più (e toglierei il forse), ma è pur vero che, per come si era strutturata la partita, la squadra Viola aveva il dovere morale di gestire al meglio il vantaggio, a fronte di un Milan mai realmente pericoloso. Non c’è alibi che tenga : sfortuna, arbitro o chicchessia.
Gli auspici per il 2018 restano dunque gli stessi del 2017. C’è bisogno di una svolta. Scontato ancora un anno nel limbo del grigiore, è arrivato il momento anche i tifosi viola di uscire, anche solo per un instante, “a riveder le stelle”.
Stay Rock and Forza Viola

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