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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Per quanto si creda o si dica, l’attuale scena musicale non è per nulla in decadenza, anzi. Nell’ampio panorama mondiale, per quanto una buona dose di mediocrità regni incontrastata, vi sono gruppi e cantanti (non userò mai il termine d’artista per un cantante) che provano, e in parte riescono, ancora a produrre della buona musica. Uno di questi sono certamente i Villagers, gruppo indie folk irlandese, fondato e guidato dalla bellissima voce di Conor O’Brien. Ed è a loro che pensavo poco prima di Cagliari-Fiorentina. Pensavo principalmente alla loro Courage, una delle più belle della band, e di come questa canzone avesse delle pertinenze con il momento della Viola.
Coraggio! Sussurra dolcemente O’Brien, come l’ho sussurrato io vedendo entrare la squadra viola in campo. Timidamente, in quanto devo ammettere che non nutro grandi speranze in questa squadra (sperando di essere contraddetto! Naturalmente). Ma cosciente che al di là del gioco, dei gol, della stabilità difensiva, etc. etc. etc., quello che serve alla Fiorentina per uscire da questo periodo buio, almeno in Campionato, è in primis una bella dose di coraggio. Coraggio da parte di Sousa, di mettere in dubbio alcune delle sue idee principale di gioco, soprattutto riportando alcuni giocatori (si parla di Borja e Berna) in zone del campo a loro più congeniali. Del coraggio serve a Berna, per poter dimostrare (riuscendoci ampiamente oggi) al suo allenatore che i suoi sfoghi legati alla sua posizione in campo non sono del tutto infondati. Cosi come una bella dose di coraggio deve emergere nei giocatori tutti, per non cedere ad una squadra in uno buono stato di forma ma qualitativamente inferiore.
Ed eccomi accontentato. A nulla è infatti servito infatti il gol del Cagliari dopo solo due minuti. La Fiorentina, compresa l’allenatore, ha reagito con forza e soprattutto con coraggio, riuscendo a ribaltare (ampiamente) il risultato, anche grazie ad una prestazione degna di questo nome. Peccato per le amnesie finali che hanno fatto per un attimo anche pensare al peggio, le quali tuttavia possono giustificarsi quando si vince 5 a 1. A guidarla un sublime Kalinic, che si porta il pallone a casa. Non a caso l’unico a cui il coraggio non è mai mancato da quando veste la maglia viola. Anche nei momenti più difficili, l’attaccante ha lottato e dato tutto quello che poteva, giocando ogni partita, per l’appunto, con coraggio. Oggi questo suo coraggio lo ha ricompensato con una tripletta (magnifico il secondo gol). Magari perché li ha ascoltati realmente i Villagers l’attaccante croato, visto che il coraggio sembra essere una componente fondamentale del suo calcio, nonché “la dolce convinzione di sapere che nulla arriva gratuitamente” (The sweet belief of knowing nothing comes for free).
Stay Rock and Forza Viola

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