16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Un Mr. per il Futuro: Paolo Chiaiese

Views: 90

Paolo Chiaiese, ex giocatore, attualmente allenatore, ha iniziato la sua carriera da coach giovanissimo, circa un anno fa, all’età di 19 anni, dopo aver smesso di giocare per motivi legati alla disorganizzazione di molte squadre di serie minori che lo hanno fatto disincantare e stancare di andare al campo di calcio ed indossare le scarpette.


E’ proprio questo il momento in cui si arriva a smettere, che sia a 40 anni o a 19, se decadono alcuni presupposti per proseguire il percorso è meglio interrompere e guardare nuovi orizzonti riguardanti la stessa meta; così, come ci dice il Mr. Chiaiese, non volendo lasciare il prato verde ha voluto provare una nuova esperienza di allenatore.

L’opportunita’ si presenta e la coglie al volo, si affianca alla figura di suo zio, Patrizio Chiaiese, Campione Nazionale con gli Allievi del Napoli e in seguito ha proseguito la sua carriera tra Serie C e B, il quale allenava un gruppo di allievi Regionali della Società “Pasquale Foggia” al Rione Traiano.

Seguendo le sue orme ha notato quanto è bello poter insegnare ad un gruppo di giovani le cose che precedentemente lui aveva già imparato. Avendo svolto un settore giovanile importante ed avendo avuto insegnamenti ed allenatori importanti sente di avere le capacita’ e le conoscenze adatte per fare questo mestiere.

Attualmente allena un gruppo di ragazzini alla Scuola Calcio “Nello Cutolo” a Pianura, dove, il suo gruppo sta avendo tanti miglioramenti, e gli regala varie soddisfazioni; per chi fa questo mestiere è la cosa più bella.

Paolo Chiaiese, classe ’97, ha giocato con l’Avellino, dai giovanissimi nazionali alla Primavera e poi ha indossato la casacca della societa’ dilettantistiche,  militante in serie D, la Neapolis Mugnano e onorato i colori dell’Arzanese in Eccellenza. Da ricordare la sua convocazione, nel 2013, in Rappresentativa Campana.

La sua storia è quella simile a tanti ragazzi che smettono di sognare, per causa di forza maggiore, ed iniziano a guardare la realtà.

Paolo Chiaiese, un giovane Mister per il futuro, si è concesso ai microfoni di Footballweb:

Come interagisce con i ragazzini?

“L’ interazione è fondamentale con i ragazzi e ancor di più se sono molto giovani. Per come la vedo, devi essere molto scherzoso con loro, ma allo stesso tempo fargli capire che se ascoltano e vogliono migliorarsi si devono impegnare. Non bisogna essere troppo duri, ma comunque devi saper farti rispettare altrimenti è finita”.

 

Quali valori e insegnamenti cerchi di trasmettere loro?

 

“Come in tutti gli sport di squadra il primo valore che si cerca di trasmettere in loro è la collaborazione, lo spirito di squadra ed il rispetto per i loro compagni e per gli avversari. Premo abbastanza anche su valori come la competizione (pacifica) che spinge nel migliorarsi. Tutto questo sempre con la massima lealtà’”.

 

Cosa ti aspetti dai tuoi giovani calciatori?

 

“Al mio primo allenamento con i miei ragazzini ho spiegato loro che sono obbligati a sbagliare e a commettere errori, l’importante pero’, è che per ogni errore analizzato e corretto, ci sia la volontà di non commettere quello stesso errore, ma passare avanti, sbagliando su altro e poter correggere altri aspetti. Per questo motivo mi aspetto da loro tanta voglia di coltivare i loro sogni, che si venga sul campo con l’obiettivo di apprendere una nuova cosa utile al raggiungimento del loro sogno perché solo cosi si può’ ottenere tutta l’applicazione possibile da un giovane ragazzino”.

 

Quali sono i baluardi del tuo lavoro e su cosa ti soffermi nell’insegnamento durante gli allenamenti ?

 

“Ovviamente l’allenamento non deve essere pesante, ma deve essere incentrato sul divertimento, devono essere contenti di venire al campo e di giocare al calcio. Se i ragazzini si divertono è poi più facile ottenere da loro la curiosita’ di apprendere. I miei allenamenti sono tutti con il pallone, e tutti finalizzati al miglioramento della confidenza con esso. Per diventare giocatori di calcio la prima cosa che bisogna saper fare è saper giocare al calcio, ovvero saper toccare la palla. Non c’è un esercizio,  da quando ho iniziato ad allenare fino ad oggi, che non ha come strumento principale il pallone, salvo alcuni esercizi di coordinazione che sono importanti tanto quanto quelli con palla. Il mio pensiero infatti è che quanto più sono giovani tanto più devono lavorare assiduamente sulla tecnica di base individuale e di squadra, è importante e tanto meno sono utili esercizi di aerobica. Far correre un ragazzino dai 9 ai 12anni  attorno al campo è un oltraggio a questo sport!”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.