16 Maggio 2026
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Esclusiva FBW: Marco Giandebiaggi si confessa

E' stato un giocatore artefice di tante promozioni e della vittoria di un trofeo internazionale la Coppa Anglo-Italiana.

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Risultati immagini per marco giandebiaggiCome hai conosciuto il calcio? “Io ormai, anche se mi sento un ragazzino, faccio parte di una generazione ” datata ” e allora non c’erano altri sport se non il calcio. A scuola, in cortile, all’oratorio, a giocare con le figurine Panini; insomma solo ed esclusivamente calcio. Mi viene strano pensare che fino ad 11 anni giocavo ancora in cortile, ma poi andai a giocare nella squadretta vicino a casa ( L’ Audace ) e da lì poi 2 anni dopo insieme ad Alessandro Melli andai nelle giovanili del Parma”. Come hai capito poteva divenire un lavoro. ” Ti dirò che io fino a che non ho preso il primo rimborso spese ,quando giocavo nella Pro Patria ,pensavo solo a giocare senza immaginarmi che potesse essere il mio futuro lavoro”. Hai vissuto molte promozioni quale ricordi con maggior piacere e perché. ” Io ne ho 2 nel cuore : quella del Parma battendo la Reggiana al Tardini e l’altra è quella con la Cremonese nell’anno di Gigi Simoni. La prima per il motivo che sono nato, cresciuto calcisticamente e ho tifato per la mia città’ , mentre la seconda perché è avvenuta in una stagione straordinaria, con un gruppo straordinario e che mi ha portato ai miei livelli maggiori a livello calcistico. Nel tuo palmares c’è anche una competizione internazionale una coppa Anglo-Italiana raccontaci la vittoria di quel trofeo. “E’stata un esperienza fantastica. Partiti con l’intento di divertirci pian piano si è poi rivelata un’ esperienza che poi ha cementato ancor di più quel gruppo , culminata con la vittoria e con la mia miglior partita giocata in carriera. Proprio a Wembley”. Hai anche allenato che differenza trovi tra dirigere e giocare? ” E’bello allenare perché trasmetti i tuoi concetti e trasmetti le tue emozioni ma giocare mi ha sicuramente dato più emozione , più adrenalina e perché correre dietro ad 1 pallone e la cosa più bella del mondo”. Hai allenato anche in terza categoria che stimoli avevi dopo aver giocato a certi livelli. “Io da giocatore ci ho messo lo stesso entusiasmo sia i serie A, sia  nei dilettanti , sia quando vado a giocare con i miei amici. E stessa cosa da allenatore e quindi andare ad  allenare in terza per me non e’ cambiato nulla . Le migliori soddisfazioni le ho avute allenando i ragazzi nel Parma ma poi siccome a me  piace affrontare  nuove  sfide sono passato ad allenare nei dilettanti. Quale allenatore ricordi con maggior piacere? “Il tasto allenatore è un argomento delicato perché’ da tutti ho appreso qualcosa e non me ne vogliano quelli che non vengono citati, ma con alcuni ho avuto un rapporto particolare. A livello tecnico-tattico mi sono trovato bene con Prandelli,  Simoni era maniacale nella preparazione alla partita e nello studio dell’ avversario, mentre nel settore giovanile del Parma devo ringraziare un pò tutti ma in particolare Bruno Mora perché ha veramente creduto in me migliorando quella che era la mia lacuna da giovane , e cioè il temperamento e la cattiveria agonistica”. Var, cosa pensi della tecnologia nel calcio? “Sono assolutamente a favore della tecnologia nel calcio. E’ un supporto agli arbitri e in qualche modo attutisce le polemiche legate alla sudditanza psicologica soprattutto tra squadre piccole e squadre più blasonate , ma comunque aiuterà un po’ tutti. Naturalmente poi potranno sbagliare anche usando la Var ma si ridurranno notevolmente gli errori clamorosi che anche un essere umano come l’arbitro può commettere.” Tanti giovani stranieri nei vivai cosa pensi di questo fenomeno?  “Non ci si può fare granché sugli stranieri perché dopo la globalizzazione è un dato di fatto. Il problema poi e’ sempre il solito, in Italia anche nei settori giovanili, parlo anche a livello provinciale, tutti vogliono vincere senza pensare alla crescita del ragazzo. Ormai del ragazzo si guarda più l’ aspetto fisico che tecnico e l’ errore a monte  quindi sta nelle società e negli allenatori . E questo è un problema sia con gli italiani che con gli stranieri.

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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