16 Luglio 2024
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Scandalo Catania: spunta anche il nome di Lotito

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Che le gare tra Avellino e Catania siano sempre fonte di polemiche,nel panorama del calcio italiano è una cosa nota a tutti .
Sono numerose infatti le tensioni che accompagnano irpini ed etnei quando si incontrano su un rettangolo di gioco, dall’illecito sportivo che condannò i lupi a favore dei rossoazzurri nello spareggio per la B nel giugno del 1949 giocato all’Arena di Milano ,agli incidenti antecedenti le semifinali play-off dell’anno 2001 vinte non senza polemiche dall’allora squadra di Gaucci ,fino alla gara di ritorno dello scorso campionato quando allo stadio Cibali andò di scena uno strano furto ai danni dei lupi,i cui tifosi al seguito subirono l’impossibile dalle forze dell’ordine, grazie ad una discutibilissima direzione di gara dell’arbitro Baracani che facilitò in maniera evidente la vittoria della squadra del presidente Pulvirenti,finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura in seguito all’inchiesta sul calcio scommesse treno del gol che ha colpito la squadra sicula .
Ecco ora spuntare anche il nome del presidente della Lazio Claudio Lotito nell’ordinanza dell’inchiesta che sta sconvolgendo il calcio italiano che viene citato dagli inquirenti in un passaggio riguardante Catania-Avellino, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. «Pulvirenti e Cosentino – si legge nell’ordinanza – in evidenti ambasce per la difficile situazione di classifica del Catania, ebbero a rivolgersi a Lotito con il quale si registrano numerosi contatti, precedenti e successivi la partita». Le indagini sottolineano come, in telefonate successive alla vittoria con l’Avellino, «Cosentino riconosceva a Lotito il merito di averne in qualche modo condizionato il risultato, ipotesi che la successiva attività di indagine non ha confermato». Il patron biancoceleste al momento infatti non sarebbe indagato.
INTERROGATORI AL VIA – Domani sono in programma gli interrogatori di garanzia davanti al Gip per le 7 persone ai domiciliari, compreso il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti. La Procura è convinta di avere prove schiaccianti nei confronti della banda «i treni del gol» (oltre a Pulvirenti il d.s. Delli Carri, l’a.d. Cosentino, il procuratore Arbotti, il dirigente Di Luzio e il titolare dell’agenzia di scommesse Impellizzeri). Cinque, forse sei o più (indagini aperte) le gare comprate per salvare il Catania dalla retrocessione e ricavare guadagni con le scommesse.
Marcello Cardona, Questore di Catania, è stato chiaro nell’intervista alla Gazzetta: «Il tenore di certe frasi sarebbero chiare a un bambino. Spero che i protagonisti di questa squallida vicenda si mettano una mano sulla coscienza, collaborando con la magistratura». Anche perché dopo il cambio della legge sulla frode sportiva, il rischio carcere è altissimo. Insomma, lunedì se qualcuno degli arrestati decidesse di vuotare il sacco, allora forse a tremare sarebbe più di mezza Serie B, già ora con il fiato sospeso. Gli investigatori hanno in mano altre carte. Come i contatti tra Arbotti e i giocatori avvicinati per le combine. Ci sono alcune situazioni considerate dall’accusa cristallizzate.