16 Maggio 2026
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San Giorgio-Portici 2-1. I tre top azzurri

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Era una partita così attesa che ci si aspettava un Portici diverso. Come se fosse sceso in campo un po’ timoroso e non consapevole della propria forza. Non si può gridare allo scandalo per la vittoria del San Giorgio, che ha interpretato molto bene la gara, eppure gli azzurri hanno dato tutto quando la situazione sembrava irrimediabile e ci è mancato poco che non si uscisse indenni dal “Paudice”. Pareggiare dopo un doppio svantaggio e con un uomo in meno, sarebbe stata da considerare una vittoria ma, invece, il miracolo sportivo non si è concretizzato. Nel primo tempo, era un Portici tutto ripiegato su se stesso e ha beccato un gol con tiro dalla distanza di Vitagliano. Nella ripresa, Signorelli ha anticipato tutto il pacchetto arretrato porticese capitalizzando un servizio di Corace e, con l’infortunio di Polverino a sostituzioni esaurite, poteva esserci già la resa, invece, ci si è guardati negli occhi e si è capito che bisognava dare tutto, almeno per quei tanti tifosi giunti dalla città della Reggia, come lo scorso 1 maggio. Le occasioni si sono registrate, bravo Panico a procurarsi il rigore che Fava ha trasformato, mancavano poco più di dieci minuti più recupero al triplice fischio, il San Giorgio non ne aveva più ma il bunker granata ha retto fino alla fine. Prima sconfitta stagionale per gli uomini di mister Borrelli, molti giocatori sotto la sufficienza ma qui individuiamo i tre meno peggio.

Giulio Panico: E’ stato tra gli ultimi a mollare, si è proposto tantissimo nel finale sulla corsia di destra. Non a caso, da un suo inserimento in area è nato il sacrosanto rigore che ha riacceso le speranze porticesi di acciuffare il pari. Se il Portici ha riaperto la partita, deve ringraziare la sua caparbietà e la sua capacità di nascondere il pallone. Anche lui, per alcuni tratti di gara, non ha brillato ma ha avuto il merito di essersi proposto con continuità in fase offensiva quando la scarsa lucidità rendeva le idee annebbiate.

Emanuele Murolo: E’ entrato a freddo al 12′ per sostituire l’infortunato Tommaso Manzo e l’ha fatto con grande voglia di fare. Un suo bellissimo gesto balistico ha costretto Capece agli straordinari al tramonto della prima frazione e i suoi movimenti erano quelli giusti. Soprattutto nel primo tempo si è ritrovato a predicare nel deserto e, nella ripresa, con il Portici tutto proteso in attacco, si giocava quasi sempre sulla destra dove era lui ad agire dialogando spesso con Panico. Di certo non va considerato un rincalzo, tutt’altro, e poi a Portici conoscono bene il suo valore.

Dino Fava: Algido e rabbioso dal dischetto, si è assunto la responsabilità di calciare il rigore freddando Capece. Ma, a parte il gol, il secondo consecutivo in campionato, ha conferito maggiore peso all’attacco in coppia con Incoronato. Ha spizzato tanti palloni di testa ma non sempre i compagni seguivano l’azione, si rivela sempre più azzeccata la voglia di aver puntato ancora su di lui, risulterà utilissimo.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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