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Salerno, tifoseria inizia la contestazione

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A Salerno ma non solo qualcosa inzia a muoversi. La tifoseria tutta sta iniziando a prendere coscienza. La Salernitana non è una multiproprietà, non deve essere una succursale, non deve essere un parcheggio, tanto meno un laboratorio per esperimenti. La Salernitana deve avere la sua fisionomia, deve giocare per ambire a qualcosa e non deve far parte di schemi di potere. Addirittura alcuni tifosi hanno affermato che i granata da 5 anni falsano la cadetteria, dato che non possono ambire alla vittoria. Ma quando si sono salvati per il mezzo dei play out, in un caso il Lanciano è fallito, la passata stagione il Venezia è stato poi ripescato. Sono cose che lasciano un po’ pensare. Sembra che i tempi iniziano ad essere duri, per lui, il cognato e il dirigente-dipendente-o-chissà-cos’altro, stavolta, non sfrutteranno più l’indifferenza e la disaffezione generali per calpestare ancora l‘orgoglio di una tifoseria calda, passionale ed orgogliosamente salernitana.
Da ieri sera (domenica), come nel prosieguo di questa che si annuncia come una lunga, difficile ma pacifica campagna di affrancamento da una sorta di schiavitù calcistica che sta ricompattando l’ambiente tutto. Le coscienze stanno iniziando a riprendere il sopravvento.
Basterà il fuoco di passione, di fede, di attaccamento alla maglia granata, che non ha mai smesso di ardere e che andava solo ritrovato in fondo al cuore, per riappropriarsi di quella dignità che è stata scippata. Basterà, soprattutto, mettere da parte divisioni, gelosie, invidie, preconcetti.
Salerno e la sua gente, si è risvegliata, ha riaperto gli occhi e, soprattutto, si è stufata di continuare ad assistere inerme alle vittorie altrui perché impossibilità a competere.
Proseguino pure a fare e disfare a Villa San Sebastiano, a infischiarsene della piazza seminando zizzania, a sottovalutare la dignità di questa gente, a far veicolare la boutade su investimenti faraonici (14 milioni di euro: e c’è pure chi ci casca!), a sfogliare la margherita di allenatori che hanno già fatto disastri a Salerno o che devono fare palestra prima di accomodarsi sulla panchina biancoceleste. Sembra che ora si sono ufficialmente autoisolati!
Qualunque sia la forma di contestazione – boicottaggio degli abbonamenti, diserzione dell’Arechi o altre iniziative civili – ultras e tifosi granata hanno il diritto a “meritare di piú” e il dovere di non farsi piú raggirare da personaggi che hanno dilapidato la loro credibilità!!!

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