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Pietro Terracciano non è stato ancora riscattato dalla Salernitana. E, questo, potrebbe voler dire molto. O forse nulla, poichè il portiere di San Felice a Cancello è arrivato lo scorso anno dal Catania in prestito biennale con obbligo di riscatto. Quest’ultimo, tuttavia, può essere esercitato in qualsiasi momento e non solo qualche giorno prima della scadenza del prestito. Ecco perchè, al momento, l’entourage del pipelet attende ancora di parlarne con il direttore Fabiani. C’è stato un contatto telefonico qualche settimana fa, poi nulla. Anche perchè il dirigente romano è stato piuttosto impegnato, sia sul fronte allenatore sia sul mercato. Per quanto riguarda il portiere non c’è fretta, almeno ad oggi. Terracciano è stimato da Sannino, il quale lo ha avuto in Sicilia insieme ad Odjer (la Salernitana avrebbe potuto anche parlarne con il Catania in occasione del riscatto del ghanese e, magari, riscattare anche il portiere campano, ma così non è stato) e le sue quotazioni, in virtù di ciò, sono in netto rialzo. Ma guai a dare per scontata una
sua permanenza all’ombra dell’Arechi, il mercato è ancora lungo e nelle interminabili giornate che lo caratterizzano può accadere di tutto. Anche che Sannino, magari, nonostante la stima nutrita nei confronti dell’ex Avellino, chieda alla dirigenza un portiere esperto o addirittura un nuovo numero uno. Sul taccuino resta cerchiato in rosso il nome di Enrico Guarna, portiere in uscita dal Bari che lo scorso anno, sul finire della stagione, perse i galloni da titolare. A Sannino piacciono anche Francesco Benussi (’81), avendolo allenato al Palermo, e Gianluca Pegolo (’81), col tecnico di Ottaviano a Siena. Terracciano, però, partirà alla volta di Sarnano e in un secondo momento verrà discusso e deciso il suo destino.
Intanto per il ritiro assieme a Terracciano partiranno Liverani (’89), di rientro dal prestito al Catania e desideroso di giocarsi le sue chances (potrebbe essere ceduto altrove a fine ritiro, ndr) e Rosti (’93) come over, accompagnati dal giovane Patella (’97). Ronchi (’95) sarà ceduto in prestito per farsi le ossa altrove.
Raffaele Cioffi

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