20 Luglio 2024
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Salernitana, pareggio con rimpianti

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Un pareggio giunto in zona Cesarini, che delude i 1000 tifosi granata presenti al Vigorito. Un migliaio che non hanno fatto mancare il loro sostegno, delusi solo per come è giunto, perché in molti ci avrebbero messo la firma alla vigilia. La Salernitana è arrivata a questa gara nel peggior modo possibile, con la gestione dello spinoso caso Rosina. Con comunicati forzati, smentite di circostanza e verità presunte o nascoste. Alla lettura delle distinte, non sono mancate le sorprese, i cambiamenti, sono tutti del Benevento: Baroni sceglie il 4-3-3, mandando in Falco. Modulo speculare per Bollini, con la presenza di Zito nel tridente e Tuia al centro della difesa con Bernardini. Il play per i primi 20 minuti è stato Minala, poi va Odjer nella parte centrale del campo. La partenza a sorpresa è stata di marca granata, la Salernitana spinge e si procura tre calci d’angolo in cinque minuti: il primo dopo una conclusione bellissima col mancino di Coda dalla distanza. Il primo squillo da derby è però giallorosso: angolo di Ciciretti e stacco di Camporese, un bacino al palo e uno alla fortuna per la Salernitana. Coda gioca a tutto campo, è il primo difensore e il finalizzatore. Al 13’ fa partire l’azione che si conclude con un suo destro potente ma centrale. Il Benevento gioca meglio, ma la Salernitana si copre bene: la tattica di Bollini è evidente, difesa a oltranza e contropiedi per liberare l’uno contro uno tra Improta e Pezzi. Dopo le pericolosissime conclusioni di Ceravolo e Cissé brillantemente respinte da Gomis, la strategia del tecnico granata paga. 33’, Odjer lancia Improta e Pezzi commette un ingenuo fallo in area: è rigore. Coda è glaciale e fa 1-0, neanche il tempo per festeggiare che la Salernitana si ritrova in 10: Odjer attenta alle gambe di Chibsah e finisce sotto la doccia. Coda prova a non far sentire l’inferiorità numerica alla sua squadra, insieme a Gomis tiene in piedi i granata fino all’intervallo: superbo l’intervento del portierone granata sul colpo di testa di Cissé e poi sul destro dal limite dello stesso attaccante di Baroni. Il tecnico del Benevento ritorna in campo dopo l’intervallo con Falco al posto di Del Pinto e il passaggio al solito 4-2-3-1. Nella ripresa è assedio Benevento. Ci provano tutti a ripetizione, Gomis fa muro: pericolosissimo il sinistro di Ciciretti al 14’ e il destro di Cissè cinque minuti dopo. Al 23’ Ceravolo segna in fuorigioco, poi il Benevento protesta: destro di Chibsah e respinta di Bernardini. Col corpo dice l’arbitro, con le mani risponde il Vigorito: poteva starci il rigore. Sprocati entra un po’ molle, si fa perdonare facendo volare Cragno a dieci dalla fine. Zito macina chilometri sulla fascia sinistra, fino a quando è costretto alla sostituzione quando finisce la benzina. Coda, invece, non si ferma neanche un secondo: gioca da solo contro la difesa del Benevento, raramente esce sconfitto. Al minuto 81 è Falco a impegnare Gomis, Viola entra e cerca di pescare il jolly dal mazzo dalla distanza: il pipelet granata prende tutto. Fino a quando al minuto 42 Busellato trattiene Ceravolo e commette fallo da rigore. Ceravolo fa 1-1 e dà la scossa. Il Benevento si getta in avanti alla ricerca del gol vittoria ma l’ultima occasione rotolata sui piedi di Falco finisce in curva. Il muro granata regge fino all’87’, la Salernitana sfiora la vittoria ma si deve accontentare di un comunque prezioso 1-1.

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