16 Maggio 2026
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Quel calcio italiano (forse) eccessivamente tattico…

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Risultato immagine per Maran Chievo

Chi ha letto il titolo di questo articolo, avrà subito pensato ad un articolo di parte, ad una presa di posizione. Tuttavia, scrivendo di un tema abbastanza affrontato e, paradossalmente, anche delicato, non ci si vuole schierare da nessuna parte, ma, perché no, aprire un dibattito, aprirsi al confronto con gli altri sull’argomento. Spesso, negli ultimi anni, ma probabilmente anche negli anni addietro, abbiamo assistito a match lontani da quella che dovrebbe essere l’idea di calcio, inteso come spettacolo calcistico, a cui persone assistono pagando il biglietto (come a teatro). Sì, un’idea, ormai, forse totalmente svanita, lontana forse anche dai tempi moderni. Oggi, infatti, alcune squadre che scendono sul terreno di gioco sono pronte anche a giocare incatenate nella propria retroguardia difensiva, pur di ottenere anche solo un punto, invece di scegliere di giocarsela a viso aperto, cercando magari una impresa inaspettata. E’ capitato la scorsa giornata con Chievo-Napoli, ma è capitato certamente anche in altre partite ( ed infatti quella citata vuole solo fare da esempio). Tra le prime parole che Sarri disse, al momento della sua presentazione a Napoli, ci furono applicazione divertimento. Un pensiero che, seppur simile a quello di altri allenatori, è totalmente opposto alla concezione di calcio italiano a cui siamo stati abituati. Ed è, forse, anche per questo che, oltre a ricordare allenatori che hanno raggiunto prestigiosi livelli arricchendo bacheche, ricordiamo anche quelli che fanno divertire. Maran, invece, ha scelto un qualcosa di totalmente differente. “A me servono punti..” avrà pensato. E come dargli torto. Anzi, si sottolinea che si rispetta qualsiasi stile di gioco, perché nessuno sentenzia ciò che è sbagliato da ciò che è giusto. Poi, però, quando ad un tipo di gioco difensivo si accompagnano perdite di tempo, allora il tutto sfocia in un qualcosa di veramente snervante e di ancor più lontano dall’idea di calcio. Ma in Italia abbiamo imparato a tollerare un po’ di tutto e questo ormai è palese. Al termine della gara, il Chievo conquista un punto, mentre il Napoli ne perde due (che poi in partite come queste servono anche episodi importanti). Chissà che a Maran non gli sia sfiorato di mente il pensiero che in rare occasioni si è visto un Napoli così stanco. La squadra di Verona non è certo quella con il miglior organico rispetto a quelle del suo livello, ma la palla è rotonda e così insegnava Boskov: partita finisce quando arbitro fischia“Dobbiamo continuare ad esprimere questo calcio, altrimenti mi annoio. E un allenatore che si annoia non trasmette grandi emozioni alla squadra”. Così Maurizio Sarri, al termine di Lazio-Napoli dello scorso campionato (Aprile 2017), raccontava la propria visione di calcio. Una visione diversa da quella di altri allenatori che, citando riferimenti letterari di Machiavelli, pensano, invece, che il fine giustifica i mezzi.

Risultato immagine per filosofia del calcio

In conclusione, l’ho sempre detto: si tratta di filosofia calcistiche differenti e, quindi, legate alle conoscenze, agli studi di ogni singolo allenatore. Al di là dell’argomento delicato, su cui è bello che ci possa essere un confronto, la presenza di allenatori, di cui alcuni con idee totalmente differenti, serve alla bellezza del calcio, non solo europeo, ma mondiale. In tanti hanno apprezzato, e apprezzano, il divertimento offerto dal “circo” del professor Sarri, mentre altri apprezzano il brutale cinismo di squadre come la vecchia signora. A tal riguardo, si riportano le parole di Emiliano Mondonico, ex allenatore italiano: “Il possesso palla non mi diverte, dopo 24 passaggi può succedere che Messi salti l’uomo e ti faccia gol, si dà il merito al tiki-taka anche quando è il talento a fare la differenza. Il tiki-taka mi ricorda la melina, il calcio per me è la ricerca della verticalizzazione e la Juventus in questo momento è la migliore espressione del calcio all’italiana, per questo è così difficile da battere. L’eccezionalità del Napoli è quando va in porta con tre passaggi, è lì che mi si apre il cuore, quando col suo pressing alto riesce ad andare immediatamente in porta”. E allora, uno dei miei desideri più grandi sarebbe vedere due squadre che si affrontano, anche con diverse filosofie, senza paura e con lo scopo di vincere. Vedere un gioco troppo difensivista in Italia, alle volte è sì sinonimo di intelligenza e furbizia tattica, ma è anche sinonimo di noia ed è questo forse un aspetto che per gli appassionati di calcio è letale. Sarebbe bello, infine, poter vedere solo partite che valgono il prezzo del biglietto, ma ciò non è possibile e seppur la situazione può in qualche modo annoiare, è comunque tollerante, perché il calcio è un prisma, bello perché composto di diverse facce, diverse teorie e diversi punti di vista.

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