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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Quarta vittoria consecutiva, la quinta su sei giornate di campionato dall’inizio del 2015, è un Napoli lanciato verso qualcosa di importante. Non si sa cosa, se lanciato all’inseguimento della Roma, verso le alte vette del cammino europeo o all’assalto della seconda coppa Italia, sta di fatto che il rendimento è altissimo. La squadra pare aver ritrovato forza e convinzione, non è un caso che, contro l’Udinese, dopo venti minuti la gara desse già l’impressione di essere archiviata con il doppio vantaggio azzurro firmato Mertens-Gabbiadini. Funambolico lo scatto del belga che, penetrato in velocità nella difesa bianconera, ha poi lasciato partire un tiro potente e preciso su cui Karnezis poteva fare ben poco. Poi ci ha pensato anche Gabbiadini, dopo il gol della settimana scorsa a Verona. Inserimento perfetto del Gabbia, su un delizioso assist di Hamsik, che ha segnato il secondo gol consecutivo in maglia azzurra entrando già nei cuori dei napoletani. L’Udinese sembrava tramortita, se non si voleva continuare a cingere d’assedio l’area friulana, almeno si poteva gestire il vantaggio fino all’intervallo. Invece, è arrivata una frittata, l’ennesima ingenuità di una difesa che ancora non riesce a convincere e che rischia di rovinare le partite. Così Thereau, approfittando di una clamorosa indecisione di Britos e Rafael, ci ha messo lo zampino per ridurre lo svantaggio facendo prendere coraggio e iniziativa ai suoi. Già prima del gol, Allan aveva fatto tremare il San Paolo, smarcandosi troppo facilmente da tre giocatori in maglia azzurra, facendo partire un tiro a giro stampatosi sulla traversa. Nel corso di 90′, il Napoli ha sempre delle fasi in cui perde lucidità, può essere anche normale tirare il fiato dopo aver pressato e finalizzato da grande squadra ma, abbassarsi un po’, non significa subire per forza gol. Questo è quello che deve evitare il Napoli, soprattutto in casa, di essere trafitto ogni volta che cala di intensità, come se abbassare i ritmi equivalesse ad una spada di Damocle pendente sul capo degli uomini di Benitez. Ma rispetto a gare iniziate bene e finite male, come quelle contro Palermo e Cagliari, stavolta gli azzurri hanno dimostrato di avere una maggiore maturità e anche un livello di autostima più alto. Perché, ad inizio ripresa, è stata disinnescata l’Udinese aspettando il momento giusto per colpire e darle il colpo di grazia: è successo su un calcio piazzato battuto da Mertens, la palla è finita in area veloce con Thereau a segnare nella porta sbagliata. Sul 3-1 il Napoli ha giocato in scioltezza, gli uomini di Stramaccioni non avevano più l’energia per reagire, anche a causa delle numerose assenze, la partita poteva considerarsi già conclusa e gli azzurri potevano brindare al quarto successo di fila. Era un peccato sprecare questa occasione, anche perché il calendario inizia a farsi complicato. Sabato sera si giocherà in casa del Palermo che, non solo è molto temibile tra le mura amiche, ma vorrà anche riscattare il brutto ko subito a San Siro contro l’Inter. La distanza dal secondo posto è rimasta invariata perché la Roma, pur soffrendo, è riuscita a sbancare Cagliari ma il Napoli deve pensare solo a se stesso come sta facendo. La concentrazione deve essere rivolta esclusivamente alla delicatissima trasferta del Barbera sperando di allungare la striscia positiva.

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