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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Chi è rimasto sveglio stanotte già conosce i verdetti di questa pazza “noche de fubol”, ma per chi se li fosse persi, sappiate che fino al 90′ nessuno era sicuro del proprio posto in questo più che mai incredibile girone di qualificazione sudamericano. Il protagonista indiscusso, però, è uno solo, il resto è soltanto contorno: Lionel Messi. Nella notte in cui serviva di più il suo talento, lui l’ha tirato fuori tutto, anche quello che ancora non gli apparteneva del tutto: il leader.
Un ruolo che Messi non hai mai messo in mostra con l’Albiceleste, tranne questa notte. Sotto 1-0 dopo pochi secondi, contro l’Ecuador già eliminato, sembrava essere l’ultimo triste epilogo di un Mondiale che ancora doveva iniziare, ma che già aveva perso uno dei suoi protagonisti più attesi. Ma El Diez, questa notte, non era d’accordo: prima pareggia con un triangolo elementare con Di Maria, poi spacca la porta per ribaltare il risultato e infine disegna letteralmente un traiettoria magica per il gol finale del 3-1. Si è caricato la squadra sulle spalle come mai aveva fatto prima in carriera, scacciando via gli incubi dei playoff o addirittura della clamorosa eliminazione diretta. Se prima aleggiavano critiche su questo giocatore, è perché era tutta l’Argentina ad andare male, e a dire il vero, meritava anche di restare fuori dal Mondiale. Ma Messi, l’unico incriticabile, come detto non era d’accordo e ha trascinato per mano una Nazione intera, portandola dall’inferno, al paradiso.
Ma nella lunga notte di CONMEBOL c’è stato spazio anche per altri verdetti, tipo quello del Cile, che per la differenza reti, dice addio al Mondiale in Russia. Infatti la Roja, pur essendo sotto 2-0 contro il Brasile, non era ancora certa dell’eliminazione e gli bastava soltanto un gol per scavalcare il Perù al 5° posto. Ma al minuto 93′, con tutta la squadra in avanti, Bravo compreso, per un ultimo disperato calcio d’angolo, un lancio di Willian manda in porta Gabriel Jesus, che totalmente da solo,
deve solo correre ed appoggiare in rete il pallone del 3-0 finale: Cile eliminato. Fuori anche il Paraguay, a cui bastava soltanto vincere contro il Venezuela, ultima forza del girone, per approdare almeno ai playoff. Ma la squadra di Arce, ad Asuncion, perde clamorosamente contro La Vinotinto e dice così addio al sogno qualificazione. Passano invece Colombia e Perù, che nello scontro diretto decidono di non farsi male pareggiando per 1-1, regalando così l’acceso diretto ai Cafeteros e l’approdo ai playoff dei peruviani. Infine vince anche l’Uruguay di Cavani e Suarez, che pur essendo già qualificato, non risparmia la Bolivia di Illanes. Una partita dove fa tutto La Celeste, che fra i gol di Caceres, Cavani e Suarez (2), trova il tempo di aprire e chiudere le marcature con due autogol, targati nel dettaglio da Gaston Sila e Godin.
Questa la classifica finale del girone sudamericano delle qualificazioni Mondiale a Russia 2018:
- Brasile – 41
- Uruguay – 31
- Argentina – 28
- Colombia – 27
- Perù – 26
- Cile – 26
- Paraguay – 24
- Ecuador – 20
- Bolivia – 14
- Venezuela – 12
* in grassetto le squadre qualificate direttamente
* in corsivo la squadra qualificata ai playoff

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