16 Maggio 2026
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Ciro d’Italia, Immobile salva-Ventura

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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata


Risultati immagini per immobile macedoniaProvvidenziale. Come una borraccia quando la disidratazione prende il sopravvento, Ciro Immobile dona nuova linfa alla nazionale contro la Macedonia e si conquista con una doppietta ribalta-partita la copertina dei principali quotidiani nazionali. E pensare che il gran premio della montagna sembrava già superato, nel turno scorso, quando gli azzurri erano usciti indenni dallo scontro dello Juventus Stadium con la Spagna, dove, nonostante la grande sofferenza, erano venuti fuori sulla distanza, rischiando di vincere in volata. La ripresa in crescendo aveva fatto sognare gli ottimisti, che avevano rimosso troppo in fretta il primo tempo in cui, gli italiani erano sembrati il toro in balia del tiki taka spagnolo. Per carità, a ben vedere, le furie rosse erano pure sembrate tutt’altro che concrete, macinando ‘millemila’ passaggi, ma riuscendo a infilare Buffon solo su una sua papera colossale.

A Skopje, invece, la nazionale italiana è apparsa piuttosto deficitaria nell’approccio mentale. Lo stesso Ventura, abbagliato dai riflettori della maestosa “Arena Filippo II” (impianto che ospiterà la Supercoppa Europea 2017), ha mandato in campo una squadra improntata al palleggio a centrocampo, ma con poca solidità fisica. Vien da sè che, contro una Macedonia ben messa in campo e pronta a ripartire, sono arrivati due gol evitabilissimi, nati da errori in fase di impostazione.

La partenza è shock e mette gli azzurri in soggezione anche contro la modesta ma organizzata formazione di casa. I macedoni, guidati da una vecchia volpe come Goran Pandev, rischiano di far male sin da subito a Buffon, che deve arginare le offensive dello stesso attaccante ex Lazio e Napoli. Quando non riesce ad opporsi, ci pensa la traversa a graziarlo, sul tiro del ‘palermitano’ Nestorovski che conferma il suo ottimo stato di forma. Nel momento peggiore, gli azzurri trovano la forza di reagire. Da calcio d’angolo Bernardeschi disegna una parabola che Belotti deve solo accompagnare in rete, lasciato colpevolmente solo dalla difesa macedone. Ti aspetti che l’Italia, da qui in poi, metta alle corde gli avversari e legittimi il vantaggio, dilagando sulla spinta emotiva. E invece, ti ritrovi la Macedonia ad affondare nelle praterie lasciate dalla cerniera flebile di centrocampo, dove Bernardeschi e Bonaventura non garantiscono equilibrio e lasciano Verratti in balia del pressing forsennato della falange di Angelovski. L’esatto opposto di quanto visto con la Spagna, dove De Rossi, Parolo e Montolivo avevano dato la sensazione di opporre troppa muscolarità e pochi fraseggi al torello spagnolo.

La chiave del match di Skopje è proprio il centrocampo. Quando Verratti e Bernardeschi sbagliano qualche appoggio, non c’è filtro da opporre al contropiede. Imperdonabile la leggerezza del primo, quando di fatto serve Nestorovski che, a tu per tu con Bonucci, lo punta e infila Buffon. Meno grave, ma comunque determinante, l’imprecisione del fantasista viola, che innesca la furia macedone nel trovare, con la rasoiata di Hasani, un 2-1 nel primo confronto con gli azzurri, che sarebbe storico se portato a compimento. Sarebbe, appunto. Perchè Giampiero Ventura scaglia in panchina il giubbotto e, idealmente, anche Bonaventura e Bernardeschi, tirandoli fuori dal campo. Al loro posto, entrano Parolo e Sansone: il primo va a fornire equilibrio e muscolarità al centrocampo, il secondo invece va sistemarsi sull’out di sinistra, in un 4-2-4 con l’esterno ex Sassuolo e Candreva ai lati di Immobile e Belotti. Tempo di metabolizzare il nuovo sintagma tattico e gli effetti si vedono. Complice un fisiologico calo macedone e un miracolo di Buffon sul colpo di testa di Mojsov, gli azzurri trovano il pari grazie ad Immobile. Verratti finalmente verticalizza per Candreva che attacca lo spazio: sul cross dell’interista, Immobile ci mette la zampa sinistra con grande senso del gol. Il pari ritrovato dona nuova linfa ai Ventura-boys. Il CT se ne avvede e inserisce Eder per uno stanco Belotti. La Macedonia è (finalmente) alle corde e scopre il fianco. Il 3-2 potrebbe arrivare già nel tempo regolamentare con la testa di Parolo che anticipa Bogatinov in uscita, ma il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente. Immobile sente che è la sua serata e si travesta da salvatore della patria, infilando di testa, in pieno recupero, un vantaggio azzurro più importante che meritato. Alla Macedonia resta l’amarezza dell’impresa sfiorata. All’Italia i tanti problemi, ma tre punti fondamentali per il cammino della qualificazioni ai Mondiali 2018.

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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