20 Luglio 2024
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Napoli: un Sogno Azzurro

Napoli: un Sogno Azzurro

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Certo dopo vari giorni scrivere dello scudetto del Napoli, si può cadere nei luoghi comuni, di cose che già sono state scritte e dette. Ora non farò o dirò come Massimo Troisi, il grande attore napoletano che a Gianni Minà ripose sullo scudetto del Napoli, intervistato dopo sette giorni dallo storico successo “festeggiate ma non dimenticatevi il gas e l’acqua aperti” ! Non scriverò cosi, però dobbiamo affermare che nonostante il terzo storico scudetto del Napoli sia stato conquistato matematicamente, da 5 giorni, il tifo e la festa dei supporters azzurri è iniziata molto prima, diciamo a gennaio? Con strade addobbate a festa a marzo? E qualcuno giura che fino alla fine del campionato, si continuerà neppure troppo sommessamente a festeggiare.

Quando il Napoli vinse il primo scudetto con Maradona nel 1986-87, non dico che era tutto programmato, ma se  si compra Maradona all’età di 23 anni, logico che la tua aspirazione è quella di vincere qualcosa. Lo stesso dicasi per il secondo scudetto del 1989-90.

Questo scudetto vinto, datato 2022-23, è il primo campionato vinto dal Napoli senza Maradona, ma grazie ad un collettivo entusiasmante. E’ proprio grazie a questo entusiasmo che, gli azzurri, hanno vinto il torneo. La sola classe e tecnica forse da sola, non sarebbe bastata.

Il Napoli, ha vinto lo scudetto 2022-23 perchè aveva più entusiasmo delle altre squadre.

 

Il Napoli, quindi, è campione d’Italia per la terza volta nella sua storia. Diamo i giusti meriti al Presidente Aurelio De Laurentiis, capace di portare lo scudetto al Sud dopo ben 33 anni dall’ultimo titolo napoletano. Un Presidente, che tenendo cura dei bilanci economici, e con molta parsimonia è riuscito in 18 anni a portare il Napoli dal fallimento, allo scudetto. Mettiamoci anche le promozioni dalla serie C alla serie B e dalla serie B alla serie A, l’accesso all’Europa, e le tante partite vinte, contro squadroni internazionali di prima scelta, come Chelsea, Manchester City, Liverpool, Ajax. Mettiamoci le tre coppe Italia vinte e la Supercoppa di Lega, oltre alle altre due finali di Supercoppa perse, una nel 2012 a Pechino, contro la Juventus, che grida ancora vendetta per il famoso arbitraggio di Mazzoleni. Vogliamo mettere pure i 4 secondi posti e altrettanti terzi posti o il titolo sfuggito in “albergo” nel 2018, quello dei 91 punti….

Lo scudetto, appena vinto, è la ciliegiona sulla torta, a stagioni sempre in crescendo, a campioni del calibro di Hamsik, Lavezzi, Cavani, Higuain, Mertens, Kvara e Osimhen. Di allenatori unici come Reja, Mazzarri Benitez, Sarri, Ancelotti e il grande Spalletti, per non dimenticare Gattuso vincitore di una bella Coppa Italia nel 2020-21 col Napoli. E’ lo scudetto di Luciano Spalletti, allenatore innovativo, con una grande carriera alle spalle. Ed è lo scudetto di tutta Napoli e dei suoi incredibili tifosi. Unici al mondo.

Un ringraziamento va soprattutto agli uomini che nel 2004-05 vestivano la maglia del Napoli, ossia: Gianello, Grava, Ignoffo, Giubilato, Bonomi, Montervino Fontana, Capparella, Calaiò, Sosa, PiàAllenatore: Giampiero Ventura (poi Edy Reja). Sono loro che hanno dato il là al sogno-Napoli, quando non c’erano nemmeno i palloni.

Vorrei che lo scudetto del Napoli, il primo senza Maradona, non rimanesse un fatto isolato, ma che sia l’inizio di un ciclo vincente.

Alessandro Lugli

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